Bivacco Italia e gli italiani della Dakar 2022

Una giornata di grandi emozioni all’evento Bivacco Italia organizzato con gli italiani giunti al traguardo della Dakar 2022.

di Fabrizio Gillone


È successo sabato 19 marzo in Piemonte presso l’Azienda Agricola Scaglia di Rivoli, in provincia di Torino, grazie al moto club PoliceSport in collaborazione con Rally POV, che ha curato la regia dell’evento.

I piloti che hanno risposto alla chiamata erano Franco Picco, Tiziano Internò, Cesare Zacchetti, Aldo e Andy Winkler, Giovanni Gritti, Lorenzo Piolini, Elio Aglioni, Francesco Puocci, Massimo Camurri; per loro a disposizione anche un fettucciato, così che potessero mostrare il meglio dei propri mezzi.

Un’occasione davvero unica per incontrarli tutti insieme, alcuni ancora segnati dalla gara, ognuno con le sue storie, avventure tutte diverse ma accomunate dallo stesso denominatore: lo spirito di squadra.

Vedi anche:
Africa Twin Week, fino a sabato in prova i modelli 2020

La Dakar è una gara, certo, ma difficilmente i partecipanti non soccorrono un pilota avversario rimasto senza benzina o con qualche problema meccanico, e si fa il possibile perché alla sera ci si riveda tutti al bivacco.

Molto apprezzabile la presenza delle istituzioni nella figura di Laura Adduce, vicesindaco di Rivoli, che ha anche voluto provare l’emozione di salire in moto con il pilota Giovanni Gritti: il primo italiano al traguardo su Honda CRF450 Rally creata dalle sapienti mani di Simone Agazzi del team RS Moto.

Veramente incredibile vedere dal vivo sul palco piloti e meccanici con tutte le moto schierate, un arcobaleno di sogni per i presenti con tanto di racconti e aneddoti: dall’infaticabile Franco Picco che pare stia insegnando i suoi segreti di guida al figlio, alla famiglia Winkler, dove la grande esperienza e saggezza del padre sposa la vitalità del figlio.

Vedi anche:
Motorcycle Touring Fest - edizione zero

Come non ricordare anche i meccanici, visto che senza di loro è impossibile giungere alla tanto desiderata meta: Danilo Petrucci ne ha avuto uno grandissimo, Davide Cotimo, anche lui sul palco a raccontare i mezzi miracoli che doveva compiere ogni sera. Danilo non ha certo risparmiato la sua KTM e non sono mancate le cadute, persino un incontro ravvicinato con un cammello!

Anche Fabio Zanone e Gorgio Apostolo si sono presi cura delle moto dei due Winkler, che fortunatamente non hanno mai avuto problemi e hanno quindi potuto coronare il grande sogno di fare la Dakar insieme.

Una delle più grandi difficoltà dei rally non è tanto andare in moto per molte ore, ma navigare. Ecco quindi che per spiegare i fondamentali di questa affascinante disciplina Franco Picco e Tiziano Internò hanno dato vita a un workshop sulla navigazione durante il quale hanno evidenziato come la difficoltà maggiore non sia tanto nel leggere e interpretare il road book, ma nel tenere sotto controllo il chilometraggio che corrisponde alla giusta nota, mentre bisogna anche guardare dove mettere le ruote… il tutto con il gas spalancato.

Vedi anche:
Video - Travellers Camp 2019

Finalmente giunge il nostro momento, visto che abbiamo l’opportunità di provare la Honda di Giovanni Gritti. Non è facile mettersi in sella alla moto giunta prima degli italiani a Dakar, perché si ha qasi un timore reverenziale. Nel fettucciato sui rettilinei è una lama: precisa, stabile, entri nelle buche e non le senti, motore infinito, con allunghi che da un mono non ci si aspetterebbe.

Che bellezza guidarla, è velocissima nei cambi di direzione visto che pesa solo 138 kg senza benzina. Rispetto alla classica CRF ha un radiatore dell’olio frontale con una capacità aggiuntiva di circa due litri e il filtro dell’olio è in un bulbo calettato per migliorare il raffreddamento. Non mancano radiatori e pedane maggiorate, ammortizzatore di sterzo, serbatoi da 30 litri, rapporti allungati e ovviamente tutta la strumentazione per i rally.

Vedi anche:
Viaggi in moto nella Fase 2: così vicino, così lontano

È stata davvero una festa dei motori e delle passioni, una giornata da ricordare e ripetere, a conclusione anche il saluto del presidente del moto club Francesco Joly che ha premiato con la famiglia Scaglia i piloti giunti all’arrivo della Dakar: il rally più faticoso, desiderato e impossibile del mondo.