Val d’Orcia in moto: itinerario e consigli utili

La Val d’Orcia merita d’essere visitata in moto almeno una volta nella vita: una terra di morbide colline, boschi di cipressi e borghi ricchi di arte e storia inserita nel patrimonio dell’umanità Unesco.

di Riccardo Fiabane


La Val d’Orcia in moto è un’esperienza che offre emozioni uniche e indimenticabili: ogni angolo dell’antica terra toscana è ricco di piccoli e grandi tesori, ed è visitandola in moto che si possono cogliere appieno i dettagli.

Dove si trova la Val d’Orcia

La Val d’Orcia è uno dei territori più iconici della Toscana; si trova in provincia di Siena, a nord est del Monte Amiata e prossima al confine con l’Umbria. La valle deve il suo nome al fiume Orcia che attraversa questa terra dolce e accogliente.

I piccoli paesi che vi sorgono – Castiglione d’Orcia, San Quirico D’Orcia, Montalcino, Radicofani e Pienza – costituiscono e integrano il paesaggio protetto del Parco Artistico Naturale e Culturale della Val d’Orcia, al pari del disegno dei campi e delle aziende agrituristiche che vi insistono.

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Proprio per questo motivo dal 2004 la Val d’Orcia fa parte del patrimonio dell’umanità Unesco: ne è stata premiata la conservazione del panorama e l’opera di antropizzazione portata avanti nel rispetto della natura.

Itinerario

L’esperienza della Val d’Orcia in moto è caldamente consigliata agli amanti della lentezza: qui il tempo sembra dilatarsi mentre si percorrono le suggestive strade provinciali che attraversano paesaggi da cartolina.

La partenza è da Montalcino, situato su una collina a 564 metri di quota; dopo aver attraversato i tipici vigneti della zona, si arriva a San Quirico d’Orcia per poi procedere verso Pienza.

Imbocchiamo Strada di Bagno Vignoni e puntiamo verso Castiglione d’Orcia; proseguiamo verso sud verso Campiglia d’Orcia e raggiungiamo Bagni San Filippo. Il nostro itinerario termina a Radicofani, uno dei più bei borghi toscani.

Le strade che attraversano la Val d’Orcia fanno parte de l’Eroica, uno tra i più famosi circuiti sterrati del Paese le cui strade bianche sono una delizia per le passeggiate motociclistiche.

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Cosa vedere nei dintorni

La Val d’Orcia si trova tra due storiche vie di comunicazione, la Via Francigena a la via Cassia, e anche per questo i suoi piccoli centri abitati hanno goduto nei secoli di un’economia florida.

I borghi più rinomati sono Pienza – che nel 1996 fece da apripista per l’adesione al patrimonio Unesco – e Montalcino, famosa per la produzione vinicola. I due borghi, insieme a Castiglione d’Orcia, San Quirico d’Orcia e Radicofani, sono i centri più importanti del parco della Val d’Orcia.

Pienza

Pienza è una delle città simbolo del Rinascimento. Si chiamava in origine Corsignano e fu papa Pio II, al secolo Enea Silvio Piccolomini che vi nacque nel 1405, a trasformarla nella meraviglia che vediamo oggi.

Il pontefice ordinò una profonda ristrutturazione per porre un freno al degrado del suo paese natale, affidando a Bernardo Rossellino il compito di creare una città ideale secondo i principi architettonici del rinascimento. La città porta quindi nel nome l’artefice della sua magnificenza.

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La Chiesa di San Francesco, il Duomo, Piazza Pio II, Palazzo Borgia, Palazzo Piccolomini sono alcuni tra gli elementi di spicco di un borgo ricco di arte e architettura.

Monticchiello

Monticchiello dista solo qualche km da Pienza e val bene una piccola deviazione per ammirare le sue mura duecentesche. Facciamo un salto anche ad ammirare la chiesa dei Santi Leonardo e Cristoforo e il Teatro Povero, un esperimento sociale nato negli anni ’60 e diventato fulcro culturale della vita del borgo. Camminare per le sue vie ben conservate dà la sensazione di vivere in un altro tempo.

San Quirico d’Orcia

Percorrendo la SP146 facciamo una sosta per visitare la suggestiva cappella della Madonna di Vitaleta, uno dei simboli più noti e fotografati dell’intera Val d’Orcia. Poco più avanti si trova San Quirico d’Orcia, le cui origini risalgono alla civiltà etrusca; il borgo, circondato da uliveti e vigneti, è una tappa della Via Francigena. Meritano una tappa la Collegiata di San Quirico e Giulitta, la chiesa di Santa Maria Assunta, la chiesa di San Francesco, Palazzo Chigi Zondadari e gli Horti Leonini.

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Castiglione d’Orcia

Uscendo da San Quirico d’Orcia e proseguendo a sud lungo la via Cassia, è d’obbligo una tappa a Bagno Vignoni. Il piccolo paese è una rinomata stazione termale ed è noto soprattutto per l’enorme vasca di acqua termale posta al centro del borgo a mo’ di piazza.

Dopo un bagno rigenerante proseguiamo ancora verso sud per raggiungere Castiglione d’Orcia, adagiato su una collina ai piedi del Monte Amiata. Qui visitiamo la chiesa di Santa Maria Maddalena prima di regalarci una passeggiata a Rocca d’Orcia dove, dall’alto dell’antica Torre di Tentennano, si può contemplare tutta la Val d’Orcia.

Radicofani

Andando verso Radicofani, è d’obbligo fermarsi a Bagni San Filippo, un incantevole centro termale dove si può scegliere tra i centri benessere degli storici hotel e le pittoresche pozze libere da scoprire nella natura: dopo aver attraversato in moto la Val d’Orcia, sarà sicuramente rigenerante.

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L’itinerario termina a Radicofani, dominata dalla rocca legata alla figura di Ghino di Tacco, che da qui sferrò numerosi attacchi ai Senesi. Dalla torre, punto più alto di tutta la Val d’Orcia, si gode la vista dell’intera valle, dominata dal profilo del monte Amiata.

Un bel modo di concludere un giro così intenso, senza dimenticare i piccoli tesori offerti dal borgo, come la Posta Medicea, la chiesa di San Pietro, il museo del Cassero e il giardino esoterico noto col nome di Bosco Isabella.