A discapito delle difficoltà logistiche e sanitarie, e pur in edizione settembrina, il Travellers Camp è riuscito ad apporre il settimo sigillo sulla sua storia, sempre più riconosciuta, di evento principe dedicato al mondo dei viaggi in moto.

di Franz Waller


Ogni volta che torno da questi incontri la voglia di evadere, di viaggiare e di conoscere nuovi luoghi diventa sempre più forte. Partecipo a questo tipo di eventi già da alcuni anni, ma per seguirli dovevo recarmi all’estero fino a quando, lo scorso anno, non ho conosciuto il Travellers Camp.

Così mi sono accorto, forse un po’ in ritardo, che anche i motociclisti e i viaggiatori nostrani possono respirare la stessa aria, possono calarsi nella stessa atmosfera degli happening internazionali che si svolgono in vari Paesi con il vantaggio, in questo caso, di poterli seguire senza eventuali barriere linguistiche di sorta.

Fino al 2019 il Travellers Camp si svolgeva nel Villaggio Ecologico di Granara, sulle colline dell’appennino parmense, il quale ha ospitato ben cinque edizioni dell’evento. Quando vi arrivai restai colpito dalla presenza di un tendone da circo nel mezzo di una radura: qui si tenevano gli interventi degli ospiti relatori e si percepiva un’atmosfera pregna di libertà e voglia di conoscere il mondo in sella a una motocicletta.

A volte la determinazione e la volontà delle persone possono aggirare gli agguati più pericolosi del fato

Quest’anno, invece, le cose sono andate in maniera diversa. Problemi di varia natura hanno reso indisponibile la location storica e, a seguire, l’avvento indesiderato di un’emergenza sanitaria, sembravano aver messo il “tristo mietitore” di traverso sulla strada dell’evento. Ma, a volte, la determinazione e la volontà delle persone possono aggirare gli agguati più pericolosi del fato ed esiti apparentemente già scritti.

Nonostante il poco tempo a disposizione Donato Nicoletti, anima dell’evento, è riuscito a trovare una nuova sede e, a causa del lockdown imposto dalle autorità, una nuova collocazione temporale – provvisoria – per apporre il settimo sigillo al più importante happening sulla cultura dei viaggi e dell’avventura in motocicletta che si svolge nel nostro Paese.

L’appuntamento era quindi per venerdì 18 settembre al camping “Le Fonti” di Cervarezza, sull’appennino reggiano, a pochi chilometri dal passo del Cerreto e dalla Pietra di Bismantova. A causa delle restrizioni da distanziamento sociale il numero di partecipanti ammessi era di 80 persone, limite raggiunto tra l’altro con una certa facilità.

Mi presento il sabato mattina: il tempo di piantare la tenda e incontro, o meglio conosco, Maurizio Pistore, l’ospite che la sera precedente aveva raccontato del suo viaggio intorno al mondo: bontà sua, replica in versione condensata il suo intervento a mio esclusivo beneficio, oltre ad aggiornarmi sulla sua intenzione di ripeterlo, pandemie permettendo, nel 2021.

A vederlo così non dà l’impressione del motociclista giramondo, ma risulta invece una persona di grande esperienza e di grande cultura. Questo è ciò che mi piace di certi viaggiatori: conducono una vita tranquilla, ma sono in grado di trasformarsi in “macchine da guerra” quando si impegnano in un lungo viaggio, prestando la massima attenzione all’allestimento del mezzo, alla scelta del bagaglio, dell’abbigliamento e alla preparazione fisica.

A proposito di abbigliamento, al Travellers Camp era presente Klim, azienda specializzata in capi tecnici che, grazie a Carina Haas e al K-Modena Store offriva la possibilità ai partecipanti di toccare con mano e di provare i capi della sua linea dedicata al turismo e all’avventura.

Nel pomeriggio comincia l’avvincente alternanza, che si protrae fino a sera inoltrata, degli ospiti relatori invitati a raccontare e condividere le proprie esperienze di viaggio in giro per il pianeta. Mi colpiscono le immagini dei guadi attraversati da Valentina Genualdi e la sua commozione nel raccontare l’Himalaya indiano vissuto in moto, della pista di fango del viaggio attraverso l’Africa di Rosario Sala, il traffico delle città, le migliaia di persone che vivono ai bordi della strada. E ancora gli aneddoti e le esperienze di Luigi Amigoni, alcune racchiuse nel suo libro ”Visioni di Viaggio”, e poi il nord America raccontato da Francesco Ciccarello e Serena Baroncini.

Certi viaggiatori si trasformano in “macchine da guerra” per affrontare un lungo viaggio

I racconti sono tutti bellissimi ed emozionanti, come il progetto di viaggio solidale “Karmaontheroad” di Luca Falcon e Giulia Trabucco: arrivare a Dakar portando aiuti concreti per reperire protesi usate da donare ai “centri traumatizzati e amputati” della capitale del Senegal. Interessanti, e utili, anche i consigli su come preparare la moto e i ricambi da portarsi appresso grazie al workshop del meccanico e viaggiatore Diego Barca.

Infine il racconto, molto toccante, di amicizia e di riscatto nell’affrontare le proprie paure attraverso un viaggio nel Sahara algerino di Daniele Donin, Davide Virardi e Massimiliano Maria Longo. Le immagini dei racconti, delle persone che ho conosciuto, dei loro progetti, delle moto stracariche di bagagli, delle strade, sono per me come benzina versata sul fuoco della voglia di avventura.

La sottile pioggia della domenica mattina è ben accetta. Mi piace svegliarmi in tenda mentre piove: preparo il caffè con la moka e penso al ritorno. La moto oramai corre veloce verso casa e, nella mia mente, i tornanti diventano sentieri, i dissuasori ostacoli in mezzo a piste africane e i rettilinei si trasformano in una sorta di Route 66 nostrana.

Grazie ragazzi, per due giorni sono stato davvero bene: mi avete fatto viaggiare con l’immaginazione, aumentando a dismisura il desiderio di partire, di andare a scoprire cosa si cela oltre la linea dell’orizzonte. Arrivederci allora, magari dietro a una duna di sabbia, su un passo himalayano, nella giungla africana o, più semplicemente, al Travellers Camp 2021.