Suzuki Discovery Tour: lunga strada al demo ride

Abbiamo partecipato al Suzuki Discovery Tour, ovvero il demo ride secondo la Casa di Hamamatsu: una giornata in sella alla gamma GSX e V-Strom su strade e sterrate della Toscana. Ecco com’è andata.

di Antonio Femia


Ci chiamano centauri perché, proprio come gli esseri mitologici, siamo umani tutt’uno con la nostra cavalcatura, una simbiosi che si basa sull’irrazionale e le sensazioni animali, e che non ha nulla a che fare con i numeri e le schede tecniche.

Al di là di foto e video, prove della stampa specializzata, chiacchiere da bar e da social (che il più delle volte coincidono), l’unico modo per capire se una moto può essere la nostra controparte meccanica è provarla sul campo.

I demo ride servono a questo ma hanno il grosso limite di durare poco: non si ha il tempo di entrare in sintonia con il mezzo che già bisogna riportarlo in concessionaria. Non bastano una ventina di chilometri per capire quando cambiare marcia, figuriamoci per innescare una simbiosi.

Suzuki ha deciso di ovviare a questo limite tirando fuori dal cilindro i Discovery Tour, dei demo ride accessibili a chiunque voglia provare le moto della gamma V-Strom e GSX per un’intera giornata.

Il tutto si svolge su un percorso di 250/300 km circa sulle più belle strade della Toscana, senza tralasciare il convivio e la buona cucina da assaporare a pranzo.

Le sette giornate del Suzuki Discovery Tour si svolgono tra agosto e settembre su quattro itinerari in altrettante aree della Toscana, ognuna con le sue peculiarità: i passi del Mugello, le Alpi Apuane, i santuari delle Foreste Casentinesi, il Chianti.

È a quest’ultimo che siamo stati invitati a partecipare e al quale ho aderito in veste di redattore ma con spirito da potenziale acquirente: su quale V-Strom mi troverò meglio, la 800 DE o la 1050 DE? Sarebbe anche ora di prendere una sportiva da turismo, magari la GSX-S 1000 GT? E se mi dessi al teppismo sulla GSX-8S?

GSX-S 1000 GT: quattro cilindri per sorridere

L’appuntamento è alle 8.45 a Borgo San Lorenzo, nel cuore del Mugello, dove troviamo pronte le tredici moto che durante la giornata ci scambieremo con gli altri partecipanti.

A guidare il gruppo c’è Francesco Rafanelli, istruttore della GSX-R Academy e tour designer degli itinerari del Discovery Tour. Ci vengono assegnate le moto e al sottoscritto tocca iniziare con le stradali.

Non sono ancora completamente sveglio, ma l’accensione del quattro cilindri della GSX-S 1000 GT mi scuote più di un espresso doppio.

Un primo tratto autostradale ci porta rapidamente alla zona d’interesse oltrepassando il traffico di Firenze, ed è anche una buona occasione per prendere confidenza con la GT sui lunghi rettilinei prima di affrontare le statali a velocità da passeggio.

Sebbene caricata in avanti la posizione del busto è piuttosto eretta, con le pedane arretrate quanto basta a tenere una posizione sportiva ma non stressante per le ginocchia.

Il motore ha un’erogazione progressiva e docile nel primo tratto del contagiri, con tanta coppia da perdonare quando ci si dimentica una marcia alta, distratti dal paesaggio.

Erogazione che si stravolge intorno ai 5.000 giri, quando entra il coppione assassino che catapulta la moto in avanti con spinta decisa ma sempre gestibile.

Il quattro cilindri della GSX-S 1000 GT mi scuote più di un espresso doppio

Lasciata l’autostrada attraversiamo la Val di Pesa verso il cuore del Chianti, con gli insediamenti artigianali che lasciano presto il posto ai filari ordinati di vigneti e alle geometrie aeree disegnate dai cipressi.

Qui il passo lungo, che alle alte velocità dona una traiettoria da missile terra-aria, rende la moto un po’ dura da mandare giù nei tornanti più stretti. In compenso il quickshifter impeccabile rende tutto più semplice e rilassante. Si cambia marcia a salire e a scalare già a 2.000 giri senza sobbalzi né scatti: è letteralmente un burro.

GSX-8S: teppisti nel Chianti

A Quercegrossa il gruppo si divide: chi ha per le mani una V-Strom si dirige verso gli sterrati mentre noi “stradali” proseguiamo su asfalto e ci ritroveremo tutti a Gaiole in Chianti per il pranzo.

Approfitto del momento per salire in sella alla GSX-8S, la piccola roadster tutto pepe che si rivela una gran sorpresa.

Da viaggiatore soffro del preconcetto che una moto debba per forza avere un fine pratico e che, di conseguenza, una moto del genere non serva a nulla.

In realtà uno scopo ce l’ha: combattere il logorio della vita moderna, per citare il vecchio spot di un famoso amaro. Saltateci su e godetevi una motina leggera e dal passo corto, dominate la strada con busto eretto e mento volitivo sgasando in allegria.

Tirategli tre marce senza usare la frizione, staccate e divorate i tornanti senza sforzo: basta guardare l’uscita dalla curva e lei ci va. In due parole: divertimento puro. E pazienza se non ha parabrezza, qui si spiaccicano moscerini da veri eroi.

V-Strom 1050 DE: il buon vino invecchia bene

A proposito di eroi arriviamo a Gaiole in Chianti, il borgo in cui è nata l’Eroica, la manifestazione ciclistica i cui percorsi sono particolarmente apprezzati in ambito mototuristico.

Qui il nostro gruppo si ricompatta con quello degli strommisti, che arrivano con le gialle cavalcature ammantate di polvere, presagio del gran divertimento per il dopopranzo.

È un vero peccato non poter innaffiare col vino locale le specialità de Il Galletto Briaco, il bel ristorante con veranda che ci ospita per pranzo, ma abbiamo bisogno di rimanere vigili e reintegrare l’idratazione per il gran caldo della giornata settembrina.

Mi consola il fatto che ora tocca a me salire sulla V-Strom 1050 DE. Sono curioso di provare l’evoluzione con ruote da 21” della 1050 XT con cui, nel 2020, feci un bel viaggio in Slovacchia di cui trovate il racconto su RoadBook 21.

La differenza si sente: è un’altra moto, più alta di sella e con un manubrio largo e più alto. Anche le pedane sono altissime, ma niente che non si risolva con pedane ribassate aftermarket.

Una viaggiatrice capace di cavarsela bene quando l’asfalto finisce

Se la guida seduti risulta un po’appollaiata, in piedi la triangolazione è perfetta. In fuoristrada si guida bene ma, paradossalmente, risulta più leggera in velocità che non nelle curve più lente.

L’assetto tendente al rigido conferma che la V-Strom 1050 DE non è una moto da fuoristrada puro, ma una viaggiatrice capace di cavarsela bene quando l’asfalto finisce.

Il buon bicilindrico a V non perde mai colpi e non delude, anche grazie all’elettronica che aggiunge capacità e flessibilità: insomma un progetto ancora valido e con tanta strada davanti che come un buon vino migliora invecchiando.

V-Strom 800 DE: l’amica versatile

Dopo lo sterro tra Volpaia e Panzano è ora di montare in sella alla V-Strom 800 DE per affrontare il rientro a Borgo San Lorenzo e, da subito, mi appare come la più brillante di tutta la gamma.

L’aveva provata Marco in occasione della presentazione stampa in Sardegna, rimanendone colpito positivamente, e adesso capisco perché. L’assetto delle sospensioni è morbido ma mai cedevole, l’altezza della seduta permette un appoggio saldo a terra.

Il motore è quello della GSX-8S ma con una mappatura più docile e gestibile per un utilizzo a tutto tondo. Spinge bene quando si apre, frulla pacioso quando si vuole trotterellare. Come sulla roadster, è confortante vedere il display indicare un consumo medio di 23 km/l.

L’ergonomia è buona, con un manubrio largo e più basso della 1050 e le pedane in posizione più ribassata e comoda; la sella permette di cambiare posizione agevolmente.

Il tutto si traduce in una guidabilità ottima, con cambi di direzione veloci e un’agilità inaspettata: sembra di avere un’anteriore da 19” su una moto più leggera dei 230 kg in ordine di marcia.

La V-Strom 800 DE è forse la più versatile della gamma adventure Suzuki: comoda per viaggiare e pronta a qualsiasi terreno, con consumi contenuti e una buona bagagliabilità. Peccato davvero che non ci sia il cruise control.

Torniamo nel tardo pomeriggio a Borgo San Lorenzo dopo circa 250 km su ogni tipo di strada, quanto basta al sottoscritto per avere le idee ben chiare.

Le vorrei tutte: la GSX-8S per il divertimento puro e la 1000 GT per i viaggi sulle strade d’Europa; la V-Strom 1050 DE per le traversate asiatiche e maghrebine, la 800 DE per gli eventi adventouring.

Sognare non costa nulla. Per un demo ride di un’intera giornata invece bastano 130 euro, (170 se ci andate con passeggero al seguito) e c’è anche il pranzo incluso. Perché si sa, la moto giusta è una scelta di pancia.