CER Lombardia e le ragazze dell’enduro

Si è tenuto il 9-10 aprile il Rider Girls Time, un evento fuoristrada riservato alle sole donne organizzato da CER Lombardia. A presiedere la due giorni l’instancabile e premuroso Davide Rota, che ha invitato a trascorrere il fine settimana presso un agriturismo sul Lago d’Iseo tutte le tesserate interessate a imparare o perfezionare le loro competenze off road.

di Eleonora Filon – foto Dario Tortora e Antonio Todisco


CER, per chi non pratica enduro o magari non la conosce, è un’associazione i cui soci hanno in comune la passione per l’escursionismo su ruote, su strada a fondo naturale, e che dal 2020 si pone l’obiettivo di supportare tutti quelli che amano praticare questa attività nella natura, che sia con moto enduro, mountain bike, quad o 4×4, diffondendo i valori del rispetto dell’ambiente, delle persone, delle cose e in regola con il codice della strada.

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L’associazione intende anche sensibilizzare le istituzioni sulle tematiche che riguardano la pratica di queste discipline, offrendo un aiuto al territorio in cui si transita per migliorare la convivenza reciproca.

Il programma di sabato è iniziato con una dimostrazione di come effettuare da sole un tagliando alla moto, tenuta in collaborazione con il team “App Enduro” di Polaveno (BS) dagli istruttori Lorenzo Peli e Steven Pasolini.

Il tempo di fare la conoscenza delle partecipanti o di salutare qualche amica fatta nella precedente edizione davanti a un pasto leggero (ma di sostanza) e si è passati alla lezione teorica sui fondamentali di guida.

A quel punto del pomeriggio e fino all’indomani a pranzo, le motocicliste hanno potuto scegliere tra rimanere nella parte in piano dei diversi ettari dell’agriturismo o addentrarsi nella boscaglia collinare, cimentandosi in un facile circuito di circa 1,8 km con qualche tratto di media difficoltà.

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Alla domenica mattina, oltre al permanere dei circuiti già predisposti il giorno prima, ci si poteva avventurare anche su un percorso aperto di difficoltà medio-facile di circa 10 km.

Il gruppo delle motocicliste si è affiatato rapidamente, accogliendo con curioso interesse i profili più eterogenei: c’era chi viveva la prima esperienza enduro ma nel quotidiano porta la sua supersportiva in pista quando dismette i panni della mamma; l’esperta che approfittava dell’occasione per fare un po’ di allenamento e prepararsi alla prossima gara; chi, con la tipica modestia femminile, si è definita alle “prime uscite” e a cui è bastato salire in sella per mostrare grinta da vendere e passione per la polvere oltre che per la cipria.

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Qualcuna è venuta da sola o con l’amica, qualcun’altra con il marito o il compagno, i quali, con la scusa di dare supporto e aiutare le ragazze nei passaggi più tecnici, si sono fatti anche loro una bella sgasata.

Novizia con l’elettrica

Per me era una prima volta in assoluto, perciò ho preferito prendere confidenza con la guida in piedi esercitando la postura e cercando di assimilare i primi rudimenti nel fettucciato in piano.

Oltre alle moto messe gratuitamente a disposizione del CER e dal team App Enduro, ho potuto provare anche la moto elettrica Surron Light Bee messa a disposizione da Surron Italia.

Si tratta di motorette a propulsione elettrica che, per via delle geometrie e dimensioni, ben si prestano a un utilizzo di questo tipo e ci si diverte pure parecchio. Il telaio perimetrale è in alluminio, con il motore a sbalzo sovrastato dalla batteria posizionata verticalmente; la dotazione è in linea con il codice della strada (categoria L1e) per la libera circolazione.

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Pesa 55 kg, batteria inclusa, e dispone di 2,5 kW di potenza in continuo e quasi 6 kW di picco; l’autonomia è superiore a 45 km.

Non è stata solo una magnifica esperienza di guida in off road e di nuovi incontri, ma l’occasione di conoscere un territorio con panorami meravigliosi, che elevandosi sopra il Lago d’Iseo regala una diversità di paesaggi che nelle giornate terse si spinge fino alle vette del Monte Rosa e delle Alpi Orobie.

La natura fa la sua parte mettendoci la bellezza, ma anche l’organizzazione non è stata da meno. Per rendere praticabili i circuiti quattro persone hanno lavorato per quattro giorni, otto ore al giorno, dandoci dentro di motoseghe, decespugliatori, mini scavatori per sgombrare, ritracciare, rifinire i bordi delle strade e battere sentieri ormai scomparsi, sommersi da rovi, rami caduti, foglie ed erba alta.

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È importante ricordarci che colline, montagne e boschi sono praticabili solo se c’è manutenzione, altrimenti questo patrimonio viene inghiottito dalla natura stessa e non è più possibile ammirarlo.

Ripulite dalla polvere, si è fatto il momento delle degustazioni di vini Franciacorta, accompagnate dai prodotti tipici della zona che l’agriturimo La Tesa ci ha servito in un cascinale lombardo dei primi dell’800 ristrutturato ad arte.