Un tour di 100 Paesi che vede coinvolte migliaia di donne soprannominate “Guardians” intente a trasportare un testimone – un bastone di legno intagliato a mano – consegnandoselo lungo le varie tappe.


«Volevo innescare una sorellanza globale di donne ispiratrici per promuovere coraggio, avventura, unità e passione per il motociclismo da tutti gli angoli del mondo e fare qualcosa che non è mai stato fatto prima su questa scala». Con queste parole la fondatrice del WRWR, Hayley Bell, spiega la sua iniziativa, unica nel suo genere e destinata a diventare addirittura un primato.

«Abbiamo parlato con i responsabili del Guinness World Records e l’evento infrangerà ufficiosamente due record: la staffetta più grande del mondo e la staffetta femminile più grande del mondo. Per il record ufficiale, dovrebbe svolgersi in uno stadio».

Hayley ha avuto una folgorazione circa un anno fa: a detta sua, nonostante il crescente numero di donne in sella, l’industria del motociclismo sembra non essersene pienamente accorta, come già si può riscontrare nel settore dell’abbigliamento che, spesso, vede costrette molte ragazze a ripiegare su tute da uomo o su banalissimi completi rosa. 

Non è solo una manifestazione, ma anche una sfida, una provocazione mirata a far conoscere la determinazione del mondo femminile e a evidenziare il potenziale del settore delle motocicliste

Dalla creazione del gruppo Facebook, in un solo mese l’iniziativa ha registrato quota 10.000 iscrizioni in oltre 80 Paesi; a oggi se ne contano oltre 50.000 in tutto il mondo. Gruppo altamente eterogeneo che ha livellato gli scaglioni sociali e da cui sono nate anche delle sezioni locali: «Il potere della comunità biker è incredibile. Anche senza attività di marketing o promozione, il progetto è cresciuto grazie al semplice passaparola. Ed è anche un ottimo modo per raccogliere più informazioni su di noi in quanto motocicliste».

Prima che il testimone lasci il Regno Unito per la Francia, l’Ace Cafe di Londra ospiterà per l’occasione Elspeth Beard, la prima donna britannica ad aver compiuto il giro del mondo in sella a una moto che abbiamo intervistato sul settimo numero di RoadBook.

Tappa in Italia

La partenza è avvenuta il 27 febbraio da John o’ Groats, all’estremo nord della Scozia e dopo Irlanda, Galles, Inghilterra, Francia, Spagna, Portogallo, Andorra, la staffetta ha toccato l’Italia con due tappe. Il 25 marzo le nostre connazionali hanno incontrato le francesi a Menton, hanno preso in consegna il testimone e puntato verso il lago di Garda, facendo prima sosta a Parma.

Il giorno seguente la marcia è ricominciata verso Gorizia per l’incontro con le colleghe slovene. Le ardite italiane che si sono cimentate, accompagnate dall’inglese Louisa Swaden coadiuvata da Rosaria Fiorentino sono: Licia Bonoli, Valentina Bertelli, Monica Zoi, Monica Bortolusso, Michela Finocchiaro, Manuela Ritzberger, Barbara Rocchetto, Anna Polame, Agnese Mattiuzzi e Flora Rossi. A loro si sono affiancate anche Johanna Barthorpe e Colette Tindall Edeling, la quale ha l’obiettivo di completare l’intero giro per riportare il testimone in patria. Ad attenderle al confine Nadja Kaplja.

Il giro del mondo

Non rimane che restare sintonizzati, quindi, anche per le prossime tappe che si svolgeranno secondo un programma che si sviluppa in giro per il mondo fino a gennaio 2020 attraverso: Albania, Macedonia del Nord, Serbia, Ungheria, Slovacchia, Polonia, Repubblica Ceca, Austria, Liechtenstein, Svizzera, Germania, Lussemburgo, Belgio, Paesi Bassi, Danimarca, Svezia, Norvegia, Finlandia, Russia, Estonia, Lettonia, Lituania, Bielorussia, Ucraina, Romania, Bulgaria, Grecia, Turchia, Iran, Pakistan, India, Nepal, Bangladesh, Myanmar, Laos, Vietnam, Cambogia, Thailandia, Malesia, Singapore, Indonesia, Australia, Nuova Zelanda, Canada, Stati Uniti, Messico, Belize, Guatemala, El Salvador, Honduras, Nicaragua, Costa Rica, Panama, Colombia, Ecuador, Perù, Bolivia, Cile, Argentina, Uruguay, Paraguay, Brasile, Sudafrica, Namibia, Botswana, Zimbabwe, Mozambico, Tanzania, Kenya, Oman, Emirati Arabi Uniti.