Pan America, la prima enduro stradale di Harley-Davidson

La gestazione è stata lunga ma alla fine, dopo averla mostrata allo stadio di prototipo, Harley-Davidson ha finalmente rivelato tutti i segreti della Pan America 1250, la prima enduro stradale della casa di Milwaukee. Se già se ne conoscevano forme e linee, che hanno fatto discutere non poco gli appassionati sollevando un notevole polverone mediatico, ora sono state rese note anche le cifre tecniche, quelle che interessano a chi bada al sodo, a chi vuole sondare e verificare le potenzialità di una motocicletta.

La Pan America rappresenta un grosso e deciso passo in avanti per il marchio americano, il quale punta molto su questa motocicletta per attirare una nuova tipologia di clienti e per misurarsi con gli altri competitor che hanno però alle spalle una lunga storia (ed esperienza) in fatto di motociclette da entro fuoristrada.

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Occorre dire, però, che quando Harley-Davidson nacque nel 1903 la quasi totalità delle strade erano sterrate, quando andava bene, o piste difficilmente praticabili con mezzi a motore per cui, oggettivamente, la casa americana fu tra le prime a sperimentare la bontà dei propri prodotti testandoli su terreni accidentati e di varia natura, come precorritrice delle moderne enduro stradali.

In ogni caso, con la Pan America, Harley-Davidson raccoglie il guanto di sfida e si affaccia in questo segmento per lei completamente nuovo, ma decisa a non sfigurare e senza paura di “sporcarsi”.

La meccanica

Il motore è il Revolution Max, un bicilindrico a V di 1.252 cc con doppio albero a camme in testa e regolazione idraulica delle valvole, che eroga 150 CV a 8.750 giri e 128 Nm di coppia a 6.750 giri, ed è accoppiato a un cambio a sei velocità con frizione a bagno d’olio, assistita e antisaltellamento. Quindi un propulsore che conserva sì la tradizionale architettura a V, ma che per il resto intraprende una nuova strada in fatto di concezione tecnica, decisamente prestazionale e che si discosta dalla iconica distribuzione ad aste e bilancieri che equipaggia dal 1903 i motori di Milwaukee.

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La ciclistica

Il telaio consta di tre parti, anteriore, centrale e posteriore, le quali sono infulcrate al motore che funge quindi da struttura semi portante. Le sospensioni sono regolabili nello smorzamento del precarico e nella compressione/estensione. La forcella Showa ha steli rovesciati da 47 mm, a cartuccia, mentre sul forcellone in alluminio si trova un mono, sempre Showa, regolabile nel precarico idraulico. Entrambe le sospensioni hanno un’escursione di 190 mm.

I freni sono Brembo, con pinze radiali e dischi da 320 mm all’anteriore e disco posteriore da 280 mm. I cerchi sono da 19” e 17”, con pneumatici Michelin Scorcher Adventure 120/70R19 e 170/60R17. In opzione si possono avere gli Anakee Wild con tasselli più pronunciati.

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L’interasse è di 1.580 mm, l’altezza sella è di 789 mm ma arriva a 850 mm a moto scarica, il parabrezza è regolabile su quattro posizioni tramite una leva, la capacità del serbatoio è di 21,2 litri e il peso varia dai 247 kg ai 254 kg della Special, la quale prevede cerchi a raggi tubeless, sospensioni semiattive regolabili e il nuovo Adaptive Ride Height, un sistema che varia automaticamente l’altezza della moto a seconda che si trovi in marcia o in stazionamento.

L’elettronica

La strumentazione e l’infotainment sono visualizzabili in uno schermo TFT inclinabile da 6,8”. La funzione touch si disabilita quando il veicolo è in movimento, per cui il conducente potrà operare tramite i comandi a manubrio. I riding mode sono cinque, più uno personalizzabile sulla versione standard, mentre sulla Special le opzioni regolabili salgono a tre. Ciascuna modalità di guida regola automaticamente, oltre a potenza e freno motore, anche il cornering ABS, la trazione in curva, e interviene sulle impostazioni delle sospensioni semiattive.

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La piattaforma inerziale IMU gestisce il comportamento del mezzo nelle situazioni più disparate e nelle variazioni delle condizioni stradali, e il TPMS si occupa di controllare la pressione degli pneumatici. Le luci sono a LED, con quella anteriore dotata di funzione adattiva.

Prezzi, colori e disponibilità

La Pan America 1250 viene proposta in due colori con un prezzo di attacco di 16.300 euro, mentre la Pan America 1250 Special offre quattro colorazioni a partire da 18.700 euro.

Come da tradizione Harley-Davidson sono disponibili numerosi accessori: tra gli altri, tre differenti tipi di valigie, borse da serbatoio e sacche stagne posteriori, per finire con l’abbigliamento tecnico dedicato sviluppato in collaborazione con Rev’it.

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La Pan America 1250 sarà disponibile presso i concessionari Harley-Davidson dalla primavera 2021. Noi della redazione di RoadBook contiamo, ovviamente, di metterci le mani sopra quanto prima per farvi sapere come va.