Padre e figlio in India in moto contro l’autismo

Franco Antonello è il padre di Andrea, un ragazzo autistico, con cui è riuscito a trovare una sintonia nella comunicazione grazie ai viaggi in moto. Di esperienza in esperienza, la sua è diventata una missione di vita.

di Dario Tortora


Esattamente tre anni fa parlavamo proprio su queste pagine del docufilm “Se ti abbraccio non aver paura”, in cui si raccontava del viaggio in Marocco in sella a una BMW R 1200 GS di Franco Antonello insieme al figlio Andrea affetto da autismo. Franco ha scoperto che i viaggi in moto sono un importante catalizzatore per creare un canale di comunicazione con il figlio e da allora, per così dire, i due ci hanno preso gusto.

Lo scorso 2 aprile, in occasione della giornata mondiale di consapevolezza dell’autismo, hanno presentato la loro ultima impresa in una serata organizzata a Milano da BMW Motorrad.

Si tratta di un viaggio da nord a sud lungo la costa orientale dell’India, un’esperienza forte, sfidante e che ha lasciato il segno in entrambi, sia per le peculiarità del Paese sia per le oggettive difficoltà che hanno dovuto affrontare, fra città monumentali con traffico impazzito, alloggi da dimenticare e pasti frugali ma indimenticabili a bordo strada.

Il tutto è efficacemente riassunto nel video che abbiamo pubblicato e che trovate qui sotto, di qualità ruspante ma proprio per questo più efficace nell’andare dritto al cuore.

Come ci ricorda Franco: «Il progetto di questo viaggio in India è stato pensato per sensibilizzare le persone sulle delicate tematiche che le famiglie con ragazzi autistici devono affrontare quotidianamente. L’India infatti è una terra dove l’amore prevale, dove attraverso gli occhi di chi incontri si comprende che basta poco per essere davvero felici e che la felicità si nasconde dentro di noi.»

«In questa nuova esperienza, la vita, anche quella “autistica”, viene vista con altri occhi, con altra filosofia. Con una sensibilità intuitiva che aiuta a comprendere l’altro. Anche Andrea ha colto in pieno questo aspetto, raccontando con le sue parole che l’India è piena di persone calme con tutto il caos intorno».

l’India è piena di persone calme con tutto il caos intorno

Va ricordato che dal 2005 Franco ha fatto una scelta di vita radicale: ha ridotto alla metà il tempo dedicato alla sua attività imprenditoriale e ha fondato “I Bambini delle Fate”, un’impresa sociale che si occupa di assicurare sostegno economico a progetti e percorsi di inclusione gestiti da partner locali a beneficio di famiglie con autismo e altre disabilità. I ragazzi affetti da autismo in Italia sono circa 600.000 ed è molto difficile trovare interlocutori pubblici che capiscano le loro necessità o che siano in grado di dare loro un sostegno dopo la scomparsa dei genitori.

L’associazione ha già raggiunto importanti obiettivi. La “Banca del tempo social” è ad esempio un’iniziativa con cui ragazzi volontari dedicano parte del loro tempo libero ai coetanei affetti da autismo; recentemente è anche iniziato il progetto “Dopo di noi” con cui l’impresa acquista per poi donare case alle varie associazioni locali che si occupano di autismo, per poter assicurare un seguito dignitoso e autonomo ai ragazzi una volta che i genitori o chi si occupa oggi di loro non ci sarà più.

“I Bambini delle Fate” è entrata in SpecialMente, il programma di responsabilità sociale di impresa di BMW Italia. Alessandro Salimbeni, direttore generale di BMW Motorrad Italia, commenta: «Questo progetto con cui abbiamo sostenuto l’operato dei Bambini delle Fate è incentrato sul tema dell’inclusione sociale. Mi piace dire che la moto di per sé è inclusione: non è infatti solo un mezzo di trasporto, ma è uno stile di vita che ci aggrega, ci unisce in una grande community. I motociclisti anche se non si conoscono si piacciono, si salutano quando si incrociano, si fermano ad aiutarsi a vicenda in caso di bisogno, vivono in sintonia condividendo questa passione».

Guardare Franco e Andrea che interagiscono in video o anche dal vivo è contagioso. A fine serata, il padre chiede al figlio dove vorrà fare il prossimo viaggio in moto e lui, senza esitazioni e con la luce negli occhi: «In Africa!»

Sono sicuro che ad aprile, l’anno prossimo o quello dopo ancora, avranno un altro video da farci vedere.