I viaggi in sella a una moto elettrica sono sempre più diffusi, complice la veloce evoluzione tecnologica e la crescente capillarità della rete di distribuzione dell’energia. Ad agosto sono partite dall’Italia due avventure elettriche, entrambe al femminile ma diverse nell’approccio.

di Antonio Femia


Nonostante sia una meta quasi mitologica per i motociclisti europei, stranamente a nessuno era ancora venuto in mente di raggiungere Capo Nord con una moto elettrica. Ci ha pensato quest’estate Miriam Orlandi che, partita da Brescia il primo di agosto in sella a una Zero SR/S, ha raggiunto in 21 giorni l’iconico globo metallico che segna il punto più settentrionale del continente europeo.

Viaggiatrice solitaria di lungo corso (e lunghe distanze), Miriam è partita senza una meta precisa, articolando il percorso di giorno in giorno anche tenendo conto delle possibili restrizioni alla circolazione dovuta al Covid-19.

L’unico punto fermo era dimostrare la fattibilità di un viaggio in moto a zero emissioni, gironzolando tra varie realtà che avessero a che fare con una visione ecosostenibile del mondo. Niente programmi né visite concordate, ma solo la voglia di andare e conoscere.

L’interazione umana è stata un fattore determinante dell’esperienza grazie ai numerosi incontri con persone che hanno aiutato la viaggiatrice con una ricarica o con la semplice ma preziosa ospitalità, ricambiata dalla nostra con le sue abilità di cuoca e osteopata.

Pur trattandosi di una moto dall’assetto sportivo, la Zero SR/S pare aver adempiuto egregiamente al suo compito di mezzo da viaggio, soprattutto riguardo all’autonomia e all’affidabilità, permettendo a Miriam di percorrere 7.000 km in 21 giorni, buona parte dei quali sotto la pioggia.

Girls Energica Tour

Di tono più istituzionale il Girls Energica Tour, realizzato in collaborazione con Telepass ed Enegan e il patrocinio di Legambiente e Save The Planet Onlus. In sella ai due modelli di punta di Energica, EVA EsseEsse9+ ed EVA Ribelle, c’erano Lorena Bega e Valentina Bruno.

Le due influencer, partite da Firenze il 31 agosto, hanno percorso mille chilometri in cinque giorni per giungere a Ostuni lungo un percorso articolato in diverse tappe legate all’ambiente e al tema della sostenibilità: dall’Ospedale delle Tartarughe Marine di Riccione alle attività di pesca sostenibile nelle Marche, passando per la Via Verde dei Trabocchi fino ai progetti di mobilità alternativa della provincia di Bari.

Nella serata conclusiva, tenutasi a Ostuni presso la sede del GAL Alto Salento, sono stati presentati i dati elaborati dal centro studi di Save The Planet, che stimano le emissioni di CO2 prodotta nei 1.000 km di viaggio in soli 20 kg, a fronte dei 336 che si sarebbero prodotti con moto a benzina.

L’iniziativa rientra nel progetto Tvadipartire, lo spazio editoriale creato dal gruppo Telepass per fornire consigli e idee di viaggio basati sui servizi di intermobilità offerti dalla società.

L’elettrico avanza

I grandi progressi del comparto automotive negli ultimi anni hanno permesso di superare il grande scoglio della disponibilità di energia, con una rete di distribuzione in continua espansione e batterie sempre più capaci. Viaggiare in moto elettrica è diventato perciò di grande attualità anche per l’aura pionieristica che ancora ammanta questo tipo di esperienze.

In realtà, lo stato dell’arte è già ben oltre i primi passi: Thomas Jakel e Dulcie Mativo, che abbiamo intervistato su RoadBook 17, hanno attraversato l’Africa in sella a una Zero DSR Black Forest; inoltre, è già pronto il terzo capitolo della saga di Long Way Round, che vede il duo Boorman-McGregor alle prese con le polverose (e gelide) strade andine e centramericane in sella a due Harley elettriche.

Se è già possibile attraversare continenti così difficili per la mobilità, non è certo un’impresa da pionieri attraversare l’Europa in moto elettrica. Semmai, la vera sfida è quella di accettare il cambiamento e le nuove tecnologie, aprendosi all’idea che una moto silenziosa possa emozionare almeno quanto una a benzina.