HAT Pavia-Sanremo 2022: caldo, polvere e divertimento

Il resoconto del nostro inviato all’edizione 2022 della HAT Pavia-Sanremo. Due giorni di passione motociclistica dalla Pianura Padana alla Riviera dei Fiori attraverso asfalto, sterrato, polvere, sassi e natura.

di Klaus Nennewitz – foto Massimo Di Trapani e Fotografica Sestriere


Piove da quattro giorni, le temperature sono sotto i dieci gradi e un vento laterale da 70 km/h mi spazza via dalle piste sterrate dell’Islanda, mentre nel resto d’Europa si soffre il caldo. In mezzo a tutto questo mi arriva un messaggio da alcuni amici italiani: «Vieni a fare la Pavia-Sanremo con noi? Dai che ci divertiamo».

Qualsiasi situazione meteorologica diversa da quella che stavo vivendo sull’isola nel Mare del Nord sarebbe stata meglio per andare in moto, quindi ho accettato l’invito. Oltre alla mia KTM 890 Adventure, nel gruppo di moto che parteciperanno ci saranno anche una Triumph Tiger 900 Rally Pro, una Ducati DesertX e una KTM 890 Adventure nella versione R.

Vedi anche:
Interphone WayOut: in vacanza con l’interfono

Avrò così l’occasione per provare altri modelli con l’anteriore da 21” sul percorso di circa 500 chilometri on/off che porta da Pavia a Sanremo.

Frequento l’ambiente HAT da tre anni: la gentilezza e i sorrisi dello staff e quella degli amici in moto hanno fatto sì che per me questo mondo rappresenti ormai una sorta di famiglia. Fra i 188 partecipanti ci sono 35 piloti stranieri, inclusi i miei due amici tedeschi in sella alle loro BMW R80 G/S – quelle storiche degli anni 80 – le progenitrici di tutte le altre che si presentano sotto l’arco della partenza al mattino.

HAT Pavia-Sanremo, la prima giornata

Lasciata Pavia, e l’asfalto, ci troviamo a percorrere gli argini del Po su sterrate sabbiose che rendono la guida delicata. Nuvole di polvere nascondono le buche create dalle pozzanghere – ora secche – e spesso ci si ritrova a guidare come sulle gobbe del supercross americano con la moto che va su e giù a ritmo sostenuto.

Vedi anche:
Elefantentreffen – Nessuno ci può giudicare

Visto che non siamo in gara e non ha senso rischiare, meglio rallentare. Anche perché il rischio di volare giù da un argine non è poi così remoto.

Le buche ci costringono a guidare come sulle gobbe del supercross americano

Con la pianura alle spalle e dopo il ristoro di Mombaruzzo ci infiliamo tra le vigne del Monferrato, prima che il caldo diventi insopportabile. Raggiungiamo l’Alta Langa e il percorso si fa più tecnico, rivelando al contempo dei panorami mozzafiato.

Prima dell’arrivo di tappa affrontiamo un percorso molto tecnico, dove la KTM 890 Adventure facilita i passaggi difficili con un comportamento esemplare: nei tratti a passo d’uomo fra le rocce, la frizione e il gas permettono un’ottima gestione della potenza. La maneggevolezza è sorprendente per una bicilindrica che pesa oltre 200 chili e le sospensioni rispondono bene alle sollecitazioni a bassa velocità.

Vedi anche:
Alla scoperta della Sardegna con il Raid degli Oliveti

La serata si conclude con la cena in piazza a Cairo Montenotte, che si trasforma in una festa improvvisata nel centro del paese.

HAT Pavia-Sanremo, l’arrivo

La seconda giornata parte con facili guadi dalle parti di Altare, si sale in quota lungo la pista forestale, già percorsa al contrario dalla Sanremo-Sestriere, che offre dei panorami fantastici fino al mare di Savona.

La polvere diventa una piaga anche la domenica mattina e prima di arrivare ai 1.028 metri del Colle del Melogno si nota con dispiacere l’asfaltatura di un altro tratto sterrato. Fino a Bardineto la pista larga e scorrevole si snoda nel sottobosco, poi si trasforma in una discesa ripida con sassi smossi che richiedono massima concentrazione.

Vedi anche:
Elefantentreffen – La tacca che mancava

Su questo tratto tecnico sono alla guida della Ducati DesertX, che mi entusiasma per le sue qualità dinamiche.

La pista si snoda nel sottobosco, poi si trasforma in una discesa ripida con sassi smossi

Per la salita in terra e polvere che si arrampica verso il santuario di Cosma e Damiano torno alla guida della KTM. Dopo Pieve di Teco si arriva a Lavina per un ulteriore tratto impegnativo da affrontare.

Nicola Poggio, patron dell’evento, ci aveva avvertiti al briefing mattutino dei sette chilometri di tornanti da ascendere.

Ho alle spalle un gruppo di moto specialistiche che vuole passarmi ma non ho nessuna voglia di farmi ingoiare da una nuvola di polvere, quindi spingo la 890 al limite incassando ogni tanto un fondo corsa delle sospensioni. L’erogazione del motore mi aiuta a tenere in equilibrio la moto su questo sentiero quasi da Erzberg Rodeo.

Vedi anche:
Gas e relax tra le colline dell’Italia centrale

Siamo prossimi alla fine dell’avventura e la stanchezza si fa sentire sulla strada che sale in direzione del Colle Melosa. A San Romolo, con il mare già in vista, ci aspetta l’ultimo sterrato di circa sette chilometri, dopo è tutta una discesa verso il porto turistico di Sanremo.

Abbiamo mangiato tanta polvere, ma ci siamo anche divertiti. Agli eventi della HAT Series non si può mancare, perché sono fra i momenti motociclistici più belli che si possano vivere nel corso dell’anno: non c’è Islanda che tenga.