HAT 2021, memorie dalla Classic

La categoria Classic della HardAlpiTour è meno impegnativa della più dura Extreme, ma è ugualmente appagante. Con le foto di Massimo Di Trapani, il racconto della HAT 2021 in sella a una sorprendente Triumph Tiger 900 Rally Pro.

di Klaus Nennewitz


Sono ormai ore che mi torturo in sella al Fantic Caballero 500 Rally sulle polverose strade liguri al confine con la Francia, salite e discese tra decine di moto tassellate e agguerrite che mi superano come fossi un principiante. Intorno a me, solo la notte più profonda e i fari dei concorrenti che mi danzano intorno.

Mi sveglio sudato nella stanza d’albergo a Sanremo: per fortuna era solo un incubo, quello della mia prima volta all’HardAlpiTour del 2019 nella categoria Extreme.

Fu un’esperienza travolgente fin dall’inizio e la corsa di circa 1.000 chilometri tra poco asfalto e tante difficili piste sterrate è stata estremamente faticosa. Pensandoci, attraversare al buio una delle zone più belle d’Europa non è molto intelligente perché non si vede nulla del magnifico paesaggio. Però è anche vero che la notte fa di te un eroe, quando sei lì fuori con la tua moto, tutto solo e al freddo.

La notte fa di te un eroe

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Alla HAT 2021 Classic con la Triumph Tiger 900

Se la seconda volta – come ho raccontato su RoadBook 20 – ho corso con una Suzuki V-Strom 1050 XT di serie, quest’anno mi concedo di partecipare nella più tranquilla categoria Classic in sella a una Triumph Tiger 900 Rally Pro: un allestimento che promette di farmi tenere il passo del mio compagno di squadra, l’amico Stefan Hessler che corre in sella alla Suzuki V-Strom 1050 XT Rally che lui stesso ha preparato.

Partiamo il sabato mattina da Sanremo, dopo esserci goduti la frizzante atmosfera dell’HAT Village e la cena con gli amici proprio sulla spiaggia. Le serpentine che si arrampicano sui rilievi regalano affascinanti viste sul mare prima di lasciare l’asfalto e affrontare i primi sterrati che l’anno prima, nel buio della notte, mi hanno fatto venire la pelle d’oca.

In sella alla Tiger l’off road non fa paura: la moto inglese è un’avventuriera adulta, matura e ben progettata in cui l’ergonomia, la ciclistica e il motore si integrano alla perfezione.

A stupire sono soprattutto le sospensioni: sulla pista ruvida che conduce fino al passo della Guardia come lungo la discesa verso il colle di Garezzo, la Tiger è perfettamente bilanciata e convince con la stabilità e la neutralità dell’assetto e la forcella Showa che assorbe senza battere ciglio i canaloni trasversali.

In sella alla Tiger l’off road non fa paura

Nella modalità di guida Off Road il controllo di trazione e l’ABS rimangono attivi al livello meno invasivo, consentendo una guida rilassata e generosa su tutti i tipi di sconnesso, rendendo un gioco da ragazzi anche le difficili salite e discese tra i boschi di castagni liguri il cui fondo è una polvere sottile come il fesh-fesh africano.

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Una sagra delle moto d’avventura

Alcuni dei comuni lungo il percorso contribuiscono alla riuscita dell’HardAlpiTour ospitando i diversi punti di ristoro; lo snack bar sotto i portici del centro di Pigna è sempre un’esperienza particolare e dà la possibilità di scambiare impressioni con i partecipanti, provenienti quest’anno da quindici Paesi.

Il meteo favorevole regala ancora una volta una straordinaria esperienza di guida su sinuose strade da sogno che si alternano ai “croccanti” sterrati che attraversano il crinale dell’Appennino ligure.

Ad esempio l’ultima tappa di sabato sera, sulle impegnative salite verso il comprensorio sciistico di Prato Nevoso, era su un tratto completamente inedito: un’ulteriore riprova dell’impegno profuso da Nicola Poggio e Corrado Capra, gli ideatori dell’evento, nell’offrire nuovi percorsi per la gioia dei partecipanti della HardAlpiTour 2021.

Una straordinaria esperienza di guida su sinuose strade da sogno

La cena all’arrivo nella piazza del mercato di Boves, ha il carattere di una sagra popolare: il paese decorato a festa, le quasi 500 moto nel parco chiuso nella magica luce della sera hanno contribuito a creare l’atmosfera di un vero bivacco da rally.

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La bella vita della HAT Classic

Uno dei fattori caratteristici della categoria Extreme è la stanchezza plumbea che avvolge i partecipanti dopo aver corso tutta la notte del venerdì. Sul circuito Classic è tutta un’altra storia: la vita è più facile e piacevole, c’è tempo per le pause e ci si può permettere di godersi la strada e la moto fino in fondo, senza dover lottare costantemente contro il sonno o per la pura sopravvivenza.

A essere sinceri un po’ di malinconia ci assale il sabato sera quando gli amici della Extreme spariscono nella calda notte mentre ci fermiamo in un agriturismo vicino a Dronero per dormire qualche ora.

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Gli amici della Extreme spariscono nella calda notte

Alle sei del mattino siamo di nuovo in moto e ci godiamo le temperature piacevoli della prima ora nell’oscurità sulle strade di campagna senza gente né moto intorno: magia pura, come volare in un set cinematografico con i sensi ben svegli e predisposti ad assorbire l’adrenalina di una domenica tra i boschi di castagni di Busca.

Come squadra ora siamo perfettamente in sintonia, Hessler sulla V-Strom Rally che chiama Big Duck e io sulla Triumph: insieme siamo il team TigerDuck che diventa lo spauracchio degli altri partecipanti non appena ci immergiamo mentalmente nella magia del rally lasciandoci dietro una scia di polvere.

La Triumph si rivela davvero all’altezza di quel Rally Pro nel nome: sempre stabile, senza cedimenti delle sospensioni e priva di contraccolpi sul manubrio, la moto si fa guidare con estrema precisione. Quasi nessuno riesce a farmi mangiare la polvere, solo Hessler continua a superarmi all’interno dei tornanti!

Liberate la tigre

Troviamo l’ultimo tratto della HAT sorprendentemente privo di traffico sia sulla strada che sul polveroso crinale dell’Assietta, eccezionalmente aperto solo per noi nella giornata di domenica.

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È qui che, dopo ottocento chilometri, mi sento finalmente pronto a sguinzagliare la tigre passando alla modalità Offroad Pro, con la sensazione che sia quasi illegale liberare i suoi 95 CV senza controllo di trazione né ABS.

Subito il gattone mostra gli artigli: era da una decina d’anni, durante un tour in Marocco su una KTM 660 Rally, che non mi divertivo così tanto con un’endurona. Ricordo che, alla sua presentazione, pensai che Rally Pro fosse un tantino pretenzioso, ma sull’Assietta semideserta questa moto ha definitivamente confermato di meritare un titolo tanto nobile.

È giusto e sensato partecipare almeno una volta nella vita alla classe Extreme della HAT, per provare le intense emozioni di due giorni e notti in fuoristrada e conservarle tra i propri ricordi più preziosi.

La Classic ha tutto un altro senso: non è di certo una passeggiata ma il suo fine ultimo non è mettere alla prova i limiti del pilota; è un’esperienza più orientata al divertimento, qualcosa per veri intenditori che non hanno nulla da dimostrare.