Manca poco alla partenza della Gibraltar Race 2018, il rally turistico europeo che quest’anno celebra la sua terza edizione. Fin dal primo raid, partito da Atene nel 2016, la manifestazione ha avuto l’obiettivo di unire il divertimento della sfida personale e della navigazione GPS con la guida in off road e il piacere della scoperta turistica.

Anche quest’anno il traguardo saranno le mitiche Colonne d’Ercole, quello stretto di Gibilterra così denso di significato per ogni viaggiatore avventuroso, nonché luogo a cui la competizione è intitolata. A cambiare, come di consueto, sarà il luogo di partenza che quest’anno avverrà il 22 giugno da Bran, nel distretto di Brașov in Romania, dove si trova il castello che ispirò Bram Stoker per la storia del conte Dracula.

Dalle verdi foreste della Transilvania la carovana attraverserà i mutevoli paesaggi e le strade di Ungheria, Slovenia, le Alpi Italiane e Francesi, per poi valicare i Pirenei, attraversare le aride lande di Spagna e Portogallo per concludersi alle porte del Mediterraneo, sotto la Rocca di Gibilterra.

Le novità dell’edizione 2018

Per rendere la competizione sempre più avvincente, gli organizzatori hanno introdotto sostanziose novità nel regolamento. La più importante riguarda il limite minimo di peso fissato a 145 chili con 10 litri di carburante. Sono state riviste le categorie che adesso risultano così ordinate:

  • Classe 1: moto con cilindrata superiore ai 951 cc;
  • Classe 2: moto con cilindrata compresa tra 601 e 950 cc;
  • Classe 3: moto con cilindrata fino a 600 cc.

Introdotte anche la classe femminile e la “Aged” (quest’ultima per moto immatricolate prima del 1999), svincolate dal limite minimo di peso.

Le novità sono state presentate lo scorso 5 maggio nella cornice di Eataly a Pinerolo (TO), durante la giornata di formazione gratuita tenuta da Moto Raid Experience, organizzatrice della Gibraltar Race. Scopo della giornata è stato di introdurre e preparare i concorrenti al corretto uso della strumentazione GPS ai fini della classifica e della sicurezza. Tutti pronti, quindi, a seguire quella che molti hanno definito la Dakar Europea.