Una coppia di lettori ci manda questa emozionante riflessione sull’edizione 2020 di EICMA, tratteggiando un ricordo appassionato per qualcosa che non abbiamo potuto vivere.

di Cristina e Marco


Se tutto fosse stato come gli altri anni, in questi giorni avremmo preso il treno in direzione di EICMA 2020. Purtroppo questo non è possibile, dobbiamo aspettare ancora un anno. La sensazione è la stessa che prova un bimbo quando non trova più il suo animaletto del cuore per andare a dormire. Tutti ci rispecchiamo in quel bimbo: siamo stati privati della convivialità, di sogni, progetti, emozioni, amici che si incontrano in fiera per provare a sedersi su quella bellissima moto che ultimamente sta togliendo il sonno.

Quando si arriva al Salone c’è aria di festa, siamo allineati come i cavalli all’ippodromo pronti a scattare in direzione delle casse. Mi guardo intorno e vedo negli occhi le stelline per la gioia di aver aspettato questo giorno facendo la spunta sul calendario, ci sono persone di ogni genere ed età, di anno in anno ho visto aumentare il numero di donne e di giovanissimi che si approcciano al mondo delle moto.

Vedo negli occhi le stelline per la gioia

Le donne stanno aumentando sempre di più. All’inizio lo facevano per far contento il compagno, visto che tutti gli anni, a inizio primavera, si riaccendeva il motore proprio come gli uccelli che fanno ritorno dopo la migrazione e per loro iniziava la “sofferenza”: niente più shopping e aperitivi, ma alzate all’alba, rientri al tramonto o anche oltre, un’infinità di chilometri da fare, mangiare dove capita e fare la plin-plin… anche quella dove capita.

Però a un certo punto le donne hanno iniziato ad apprezzare tutto questo, arrivando a invertire le parti per essere loro a decidere dove andare e pianificare tutto il fine settimana. Adesso quando entrano all’EICMA hanno già in mente cosa vedere, anzi lo suggeriscono al proprio uomo, che segue docilmente la sua metà pensando «ho creato un mostro… e ne sono felice».

Ho creato un mostro e ne sono felice

Tante, sempre di più sognano una moto tutta loro, diciamo pure che la vogliono fortemente. Stanno aumentando i corsi di guida sicura e non solo per avere la patente: vogliono la conoscenza del mezzo su cui viaggiano e gestire l’imprevisto, perché come sappiamo benissimo la donna deve avere il controllo della situazione… senza offesa, ma solo con un pizzico di ironia.

Abbiamo in testa il primo padiglione da visitare, vogliamo toccare con mano la novità, la moto, la webcam, il navigatore, o semplicemente visitare gli stand delle riviste, che con gioia sfogliamo sul divano nelle grigie giornate invernali, quando fuori tutto è nebbia, freddo e non si può uscire con la nostra amica a due ruote.

Le sfogli e tutto cambia: non esistono più nebbia e freddo, solo la voglia di divorare la rivista, di viaggiare con la mente. In quel momento potrebbe scoppiare la bomba atomica e non se ne accorgerebbe nessuno.

Tutte queste gioie sono rimandate all’anno prossimo. Già prevedo un tutto esaurito di biglietti in prevendita. Le luci si accenderanno e lo show avrà inizio. La rinascita su due ruote.