Dakar, si sente profumo d’Africa

Dal 2009 il rally più famoso e pericoloso al mondo si corre in Sud America, dopo che il sempre più elevato rischio di attentati ha prima fatto saltare l’edizione del 2008 e poi costretto tutto il polveroso circo fatto di camion, auto, moto e oggi anche quad a trasferirsi dal continente africano a quello sudamericano. Da allora i nuovi scenari, i panorami sconfinati e le rocambolesche avventure dei partecipanti non hanno fatto rimpiangere le edizioni che si sono corse tra le sabbie del Sahara.

La quarantunesima edizione della Dakar si svolgerà dal 6 al 17 gennaio 2019 e sarà ancora più particolare, poiché per la prima volta si correrà interamente all’interno dei confini di un solo stato: il Perù.

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Il Perù ha tanto da offrire ai piloti che si affronteranno sulle sue piste. A occidente l’oceano Pacifico che delimita aride pianure, a est le altissime vette delle Ande che arginano le foreste tropicali dell’immenso bacino amazzonico. Si preannuncia una delle edizioni più dure, a sentire gli organizzatori, e soprattutto una delle più sabbiose visto che deserti e dune da queste parti non mancano.

Ritorno in Africa

Ma la notizia che ha fatto più scalpore è sicuramente un’altra: è possibile che la Dakar, già dal 2020, torni in Africa. L’Amaury Sport Organization (ASO), ente organizzatore del Rally Dakar, ha rivelato di aver avuto importanti contatti con Algeria, Angola e Namibia, e che ci sono i presupposti per un ritorno della manifestazione nella sua terra natale.

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Non è un caso se, per tutto questo tempo, sul sito ufficiale della corsa è stata sempre presente la dicitura “ex Paris Dakar”, come se non si fosse voluto tagliare il cordone ombelicale che lega indissolubilmente la competizione all’Africa.