Rally delle Marche: adventouring dal mare ai boschi

Si è svolta dal 14 al 16 ottobre 2022 la seconda edizione del Rally delle Marche, l’evento adventouring che si snoda dalla costa ai boschi dell’entroterra marchigiano. Il racconto della nostra inviata.

di Nadia Giammarco – Foto Amedeo Roma, Giuseppe Angeloni e Nathalie Peremans


Avevo già programmato di mettere la moto a riposo per l’inverno quando arriva una notifica sul telefono: qualcuno mi ha iscritta al Rally delle Marche. La cosa mi inquieta un po’e non saprei dire se più per la parola rally o perché non ho idea di chi mi abbia aggiunta alla chat.

Poco male: adoro le Marche perciò corro sul sito degli organizzatori del rally per leggere il programma che, al quinto paragrafo, dice che «il partecipante potrà scegliere tre tipologie di percorsi»; mi sento decisamente più tranquilla.

Eccomi quindi ancora una volta con camel-back e stivali da enduro in sella alla mia Honda Dominator, sempre tassellata e sempre più ammaccata. Molte volte ho percorso le strade marchigiane, ma scoprire in fuori strada i parchi e i borghi di questa bella regione è un’esperienza nuova.

Al tramonto del venerdì raggiungiamo Piazza della Libertà a Pesaro, allegramente invasa dagli stand distribuiti intorno alla grande fontana circolare su cui campeggia la Sfera Grande di Arnaldo Pomodoro.

Vedi anche:
Long Way Up con le Harley-Davidson elettriche

Fatto il check-in, ritiro il kit di benvenuto sulla cui maglia sono riportati i loghi degli enti che hanno dato il loro patrocinio: Regione Marche, Provincia di Pesaro e Urbino, Comune di Pesaro.

Non può mancare il simbolo di Terra di Piloti e Motori, l’associazione nata con lo scopo di far conoscere le bellezze delle Marche attraverso eventi e itinerari motoristici.

I percorsi del Rally delle Marche

Il percorso, da fare in due giornate, è di 450 chilometri totali su tre percorsi, uno su asfalto e due entro-fuoristrada su altrettanti livelli di difficoltà. I tracciati, forniti ai partecipanti in formato GPX, sono studiati in modo che il partecipante possa godere dei meravigliosi paesaggi attraverso strade secondarie, per lo più non asfaltate ma comunque aperte al traffico.

La peculiarità dell’evento è che il primo tratto di entrambe le tappe (almeno per i due percorsi off road) si svolge sulla bellissima spiaggia di Pesaro. Non nascondo la mia ansia: sulla sabbia ho fatto le peggiori cadute da adolescente con lo scooter, ora mi ritrovo a doverla percorrere addirittura per alcuni chilometri. Intorno a me sono tutti entusiasti, io un po’ meno ma sono consapevole di doverlo fare.

Vedi anche:
Video - Tra deserto e oceano, un'Africa Twin verso il lago Rosa

Mentre seguo gli altri motociclisti preparandomi mentalmente a lasciare l’asfalto del lungomare, mi fermo a godermi la scena di tanti motociclisti che si lanciano sulla sabbia per raggiungere la battigia. Avete presente le tartarughine che corrono verso il mare dopo la schiusa delle uova? Ecco… qualcosa del genere.

Quando tocca a me, studio il punto con meno solchi e vado piano sulla sabbia morbida, per poi accelerare quando si fa più compatta e divertente. Non credo mi ricapiterà spesso di guidare a pochi metri dalle onde del mare. Intorno a me solo motociclisti felici come bambini, e non potrebbe essere altrimenti.

La traccia Discovery

Durante il briefing pre-partenza Alessandro Tamburini, presidente del Moto Club Riding Marche, è stato chiaro: «La prima variante del percorso Adventure è piuttosto tecnica e presenta gradoni e canaloni». Buono a sapersi, dato che per temperamento tendo a non ficcarmi troppo nei guai.

Insieme ad altri tre del mio gruppo decidiamo di partire in tranquillità, perciò carichiamo sul GPX la traccia Discovery, che è la scelta ideale per chi vuole vivere un’esperienza in natura senza particolari preoccupazioni.

Vedi anche:
Ticino in autunno: dove i colori si fondono con la fantasia

A dire il vero le due tracce si incrociano e sovrappongono spesso, ma la Adventure presenta dei tratti più tecnici. In qualsiasi momento ognuno può decidere di passare da un percorso all’altro.

Il primo tratto sulla Discovery è scorrevole, gestibile anche con moto grosse, e permette di godersi i panorami illuminati dal primo sole del mattino. Intorno a noi i trattori si muovono lenti sui campi e i filari delle vigne si colorano d’autunno.

Il percorso Discovery è per vivere l’esperienza senza preoccupazioni

Alla sosta caffè incrociamo il resto del gruppo che, non si sa come né perché, ci convince a proseguire insieme sul tracciato Adventure. A questi eventi si partecipa anche per mettersi un po’ alla prova e avere qualcosa da raccontare a fine giornata. Perciò carichiamo l’altra traccia e ingraniamo la prima.

La traccia Adventure

Anche se per il resto della mattina i percorsi sono piuttosto tranquilli e si viaggia a ritmo turistico, mi aspetto da un momento all’altro qualcosa di più impegnativo.

Ad Acqualagna ci attende il ristoro con le tavolate approntate nel verde presso la Locanda Del Pellegrino. Il buffet, davvero ricco, ha fatto fronte alla nostra fame da lupi in tempi davvero rapidi.

Vedi anche:
Lorenzo Piolini, un ramingo in moto alla Dakar 2021

Rifocillati e soddisfatti riprendiamo la traccia per la seconda parte, decisamente più divertente di quella della mattinata: si inizia ad assaporare qualche tratto più pepato e la cosa non dispiace affatto.

Sfioriamo Piobbico e Fermignano, già da un po’ nella mia lista dei luoghi da visitare; un posto nei pressi di Urbania attira subito la mia attenzione col suo nome, Bosco dei Folletti, facendomi fantasticare. Ma devo stare concentrata perché la tappa ancora non è finita.

I tratti tecnici del Rally delle Marche

Gradoni e canaloni in abbondanza: non vorrei davvero trovarmi qui in caso di pioggia. Qualche bella salita con il sasso smosso (preferibile agli interminabili tornanti con il brecciolino) e una discesa bella impegnativa, almeno per la sottoscritta.

Si partecipa anche per mettersi un po’ alla prova e avere qualcosa da raccontare a fine giornata

La fine di quest’ultima non è stata gloriosa: in fondo alla discesa ci arrivo ma il gruppetto che si è formato in fondo mi costringe a frenare e, ahimè, perdo l’equilibrio e cado, con la moto che mi finisce sul piede destro.

Vedi anche:
Passo dello Stelvio in moto: itinerario e consigli utili

Ovviamente gli altri motociclisti mi aiutano a rialzarmi e alcuni membri dello staff, subito dietro (l’ho già detto che ero tra gli ultimi?) si prodigano nel soccorso: insieme all’ambulanza con a bordo il medico, viene attivato il mezzo col carrello per il recupero della moto.

Va da sé che l’indomani non sono alla partenza con tutti gli altri, ma la bella giornata di sole mi permette di trascorrere ugualmente una domenica come si deve a Pesaro: col mio gambaletto di gesso nuovo fiammante mi godo una bella colazione in un bar del porto e un pranzo a base di pesce sul lungomare.

Del resto bisogna pur ingannare il tempo in attesa che gli altri rientrino. Alla fine del giro ognuno commenta il percorso in base al proprio livello di guida, ma tutti concordano sul bel week-end passato insieme. Io invece con il Rally delle Marche ho un conto in sospeso che di certo salderò l’anno prossimo.