Navigatore TomTom Rider 550: la prova completa

Nel 2018 TomTom ha aggiornato il suo navigatore di punta dedicato alle due ruote, il Rider 550, dotandolo di processore più veloce, sensibilità al tocco dello schermo migliorata e connettività Wi-Fi per accedere alle funzioni cloud che lo rendono completamente autonomo rispetto al PC. Ora viene offerto con un interessante pacchetto promozionale.

di Dario Tortora


Per quanto ci si convinca che per la navigazione GPS ormai basti uno smartphone, in realtà i dispositivi dedicati hanno ancora molte frecce al loro arco: sono robusti e impermeabili senza che sia necessario acquistare custodie specifiche, lo schermo si vede bene anche sotto la luce solare diretta e non vanno in blocco protezione per via delle alte temperature di esercizio. Lo sa bene TomTom, che con il Rider 550 ha consegnato al mercato un navigatore satellitare ricco di funzioni rivolte proprio a chi lo usa per viaggiare su due ruote.

Nella confezione troviamo il dispositivo vero e proprio, un supporto/alimentazione con la slitta proprietaria TomTom da un lato e dall’altro un pattern di buchi per le viti disposto secondo lo standard AMPS (utile per montarlo su supporti dedicati), un braccio e relativi supporti a sfera RAM per il montaggio universale su qualsiasi moto, oltre al canonico cavo USB e al manuale introduttivo (quello completo, anche in italiano, si scarica in PDF dal sito).

Una delle principali novità del Rider 550 è il processore quad-core Qualcomm, che assicura un’esperienza d’uso fluida e senza inceppamenti, pur non essendo ovviamente ai livelli di uno smartphone moderno. A detta dell’azienda dovrebbe consentire tempi di accensione cinque volte più rapidi e di elaborazione due volte superiori, ma non ci siamo presi la briga di provarlo cronometro alla mano; possiamo però confermare che la procedura di avviamento si attesta sul mezzo minuto, mentre per i ricalcoli dei percorsi è questione di massimo una manciata di secondi.

Lo schermo capacitivo con trattamento antiriflesso offre un’ottima visibilità in tutte le condizioni di illuminazione, anche passando repentinamente dalla luce all’ombra e viceversa, come quando si entra ed esce dalle gallerie. La diagonale di 11 cm (4,3”) racchiude un display Wide QVGA di 480×272 pixel; sulla carta si tratta di una risoluzione molto bassa, però i designer di TomTom sono riusciti a realizzare un’interfaccia che rimane sempre ben leggibile e ricca di informazioni.

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Nelle impostazioni è possibile scegliere fra tre livelli di sensibilità al tocco a seconda dello spessore dei guanti e lo scorrimento della mappa sotto le dita è privo di scatti; non manca la possibilità di zoomare avanti e indietro pinzando con due dita, come siamo ormai abituati.

Il supporto fornito include i cavi per collegarlo alla batteria della moto (sotto chiave o meno) e il Rider 550 risulta così sempre alimentato.

Quando lo si stacca per portarlo via si mette in stand by, riattivandosi da solo quando lo si rimette in posizione sulla staffa; in pratica ci si può dimenticare di accenderlo e spegnerlo, visto che ci penserà lui automaticamente. In ogni caso la batteria agli ioni di litio incorporata offre un’autonomia di oltre quattro ore, utile, ad esempio, qualora si volesse usarlo a piedi o al volo su un’altra moto.

Concludono le specifiche tecniche la certificazione IPX7 per la resistenza a pioggia e umidità e uno slot per una scheda MicroSD per espandere la memoria interna di 16 GB.

Apprezzabile la possibilità di ruotare in verticale il navigatore con un semplice gesto della mano, anche mentre si guida, passando così da una migliore visione periferica a una che predilige la profondità della prospettiva

Tagliare il cordone ombelicale

La novità più importante del Rider 550 è però la connettività Wi-Fi integrata, che consente di svincolarsi dal computer per le operazioni di aggiornamento del sistema operativo, delle mappe e dei servizi correlati (traffico e segnalazione autovelox). Si tratta di una gran comodità, soprattutto considerando che ora l’azienda olandese offre gratuitamente e a vita questi aggiornamenti: una volta registrate le credenziali di accesso, è sufficiente accendere il dispositivo sotto la rete Wi-Fi per veder apparire eventuali notifiche e far così partire le operazioni di manutenzione, il tutto senza cavi e senza neanche accendere il computer.

L’antenna Wi-Fi, insieme alla connettività Bluetooth, serve anche a un altro scopo, volendo ancora più intrigante, ossia collegarsi in tethering allo smartphone per ricevere aggiornamenti in tempo reale su traffico e autovelox mentre si è in giro. Il tutto funziona tramite l’app gratuita MyDrive, disponibile per iOS e Android, che funge da ponte fra il cellulare e il Rider 550, ma non si limita a questo: una volta connessa sarà possibile ricevere notifica delle chiamate telefoniche sullo schermo del navigatore, così come dei principali servizi di messaggistica (abbiamo provato SMS, iMessage, WhatsApp e Facebook Messenger), oltre che attivare gli assistenti vocali di turno (Siri e Google Now) con la pressione di un pulsante sul display.

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Interessante, infine, la possibilità di usare l’app MyDrive per cercare una destinazione o un punto di interesse in Internet e trasmettere il risultato in meno di un secondo al Rider 550, che sarà quindi subito pronto a portarci alla meta; comodo per cercare il ristorante giusto col cellulare mentre si è in pausa caffè, senza poi doverne digitare ancora l’indirizzo nel navigatore.

Con l’app MyDrive per smartphone è possibile cercare dei punti di interesse in rete e trasmetterli subito al navigatore; dal sito MyDrive si possono pianificare le rotte da trasmettere al Rider 550

Dalla strada alla nuvola

Tutto questo armamentario di connettività porta a un inevitabile risultato: il trasferimento di gran parte delle operazioni di pianificazione degli itinerari sulla nuvola. Il cuore del sistema cloud messo in piedi da TomTom è il sito MyDrive (o l’app per smartphone), che di primo acchito non è molto diverso dai classici Google, Bing, Here, OpenStreetMap, visto che permette di calcolare la rotta fra due punti con eventuali tappe.

In più offre la possibilità di caricare nel proprio account dei file GPX di tracce (come quelli che presentiamo su RoadBook) e di accedere a un ricco catalogo di percorsi pronti all’uso pensati specificatamente per i motociclisti, suddivisi per collocazione geografica, categoria (mare, montagna ecc.) e con tutte le indicazioni utili in merito a durata, chilometri, pernotti, cose da vedere.

Su MyDrive è possibile archiviare i propri percorsi e caricare tracce GPX. Attivando il pulsante di sincronizzazione, li si troverà pronti nel Rider 550

Sono presenti sia percorsi selezionati e preparati dall’azienda, sia itinerari caricati dalla community e va dato merito a TomTom di aver lasciato questa parte del sistema liberamente fruibile da chiunque, scaricando un file GPX.

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Va da sé che una volta creato o selezionato un percorso, è possibile modificarlo a piacere in qualsiasi aspetto e aggiungerlo alla propria collezione, così da poterlo trasferire sul Rider 550 con un semplice clic: ci penserà l’apparecchio a scaricarsi il necessario dal cloud o dallo smartphone.

Sul sito sono disponibili centinaia di percorsi già pronti, con tanto di descrizione e indicazioni utili (in inglese). È anche possibile aggiungerne di propri

Un’altra funzione simpatica messa in piedi da TomTom riguarda la possibilità di pianificare itinerari di andata e ritorno alla ricerca di percorsi cosiddetti emozionanti, ovvero caratterizzati dalla presenza di curve e dislivelli. La funzione è disponibile sia direttamente dal Rider 550 sia dal sito/app MyDrive e offre, per entrambi i parametri, tre livelli di personalizzazione. Può essere divertente sperimentare questa possibilità per farsi portare a spasso a sorpresa, ma non c’è da sperare in chissà quale risultato: in fin dei conti si tratta pur sempre di un algoritmo, per quanto studiato bene.

Per sfidarlo abbiamo provato ad attivarlo in giro per l’hinterland milanese e, come prevedibile, pur di farci fare delle curve il TomTom ci ha proposto delle varianti assurde, attraverso il centro dei paesi e a zonzo fra le rotatorie delle zone industriali; dà il meglio di sé, invece, in zone collinari ad alta densità di strade, come l’Oltrepò Pavese o la Toscana, dove gli è facile identificare itinerari corrispondenti ai suoi parametri di ricerca.

La funzione per i percorsi emozionanti è regolabile su tre livelli sia per la tortuosità sia per i dislivelli, ma il risultato va ponderato di volta in volta perché dipende molto da dove ci si trova

Su questa funzione specifica, a conti fatti, è difficile esprimere un giudizio definitivo: intorno a casa serve a poco – probabile che conosciamo già a menadito i dintorni – mentre lontano suona strano affidarsi all’arbitrio di un dispositivo elettronico, o meglio di chi l’ha programmato.

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Bene per le rotte, male per le tracce

Un navigatore così è perfetto per portarci a destinazione, sapendo dove vogliamo andare, ma non è l’ideale per portarci a spasso. Non è mica una questione secondaria, anzi: spesso è il motivo per cui saltiamo in sella. Per un uso strettamente avventuroso, il Rider 550 si porta dietro il peccato originale di tutti i TomTom: apparecchi eccellenti per seguire una rotta su strade asfaltate o a malapena bianche, scarsi per seguire una traccia, magari su terreni più accidentati.

Abbiamo provato a caricare una traccia di RoadBook e, seppur complessa, il TomTom non ha battuto ciglio; peccato che appena si dà il via, il Rider 550 si ostina a trasformarla in una rotta, chiedendo se preferiamo farci navigare fino al punto di partenza o a quello più vicino.

Sul Rider 550 è possibile caricare file GPX tramite il cloud MyDrive, anche tracce lunghe e complesse; una volta avviato, però, il TomTom le tratterà come rotte, indicando le direzioni per raggiungere la prima tappa o la meta

Per un uso come navigatore tradizionale, invece, è semplicemente imbattibile: l’insieme di funzioni cloud, i percorsi pronti all’uso, la facilità d’uso, le mappe sempre aggiornate e la sinergia con i servizi MyDrive e gli smartphone sono quanto di meglio ci sia sul mercato.

L’edizione speciale

Il prezzo di listino è di 399,90 euro, mentre la versione Premium Pack, per cento euro in più, include inoltre il kit di montaggio per auto, un meccanismo antifurto RAM e una custodia da viaggio.

In questo periodo è però attiva una promozione interessante: entrambi i pacchetti vengono offerti con lo sconto di cento euro e un bundle di servizi aggiuntivi: una custodia resistente per proteggere il Rider 550 da urti e graffi, sei mesi dell’app TomTom GO Navigation con mappe aggiornate di tutta Europa e un anno di garanzia supplementare (per un totale di tre anni).

TomTom Rider 550
Facilità d'uso
9
Funzioni
8.5
Versatilità
7.5
Pro
Interfaccia utente
Qualità costruttiva
Velocità di ricalcolo
Contro
Poco utile fuori dall'asfalto
Percorsi emozionanti migliorabili
Schermo piccolo
8.3
Totale