Lo slogan “Ready to Race” non poteva essere più azzeccato anche per questa 1090 Adventure R. Su RoadBook, però, preferiamo quando a essere esaltati sono l’esperienza di guida e di viaggio nell’insieme: i soli dati tecnici che descrivono la fattura del mezzo raccontano poco delle sensazioni di guida; saltiamo quindi in sella e vediamo cos’ha da raccontarci questa signorina austriaca.

di Marco Manzoni


Appena seduti in sella, questa “Kappina” ti fa subito capire che tanto piccolina in realtà non è: sella alta, peso a secco di oltre 200 Kg e serbatoio da 23 litri mettono in chiaro di cosa stiamo parlando. Le quote ciclistiche sono ben disegnate e la posizione di guida è pressoché perfetta: la triangolazione sella, manubrio, pedane mette subito a proprio agio, non stanca e si adatta sia alla guida seduti sia a quella in piedi.

Confidenza immediata

Partendo dalla redazione il primo contatto avviene nel caos cittadino e, nonostante le dimensioni, l’agilità è quasi impressionante, visto che ci si muove senza alcun problema tra rotaie dei tram, pavé e incroci. Nonostante la giornata non sia tra le più torride dell’anno (siamo fra i 24 e i 30 gradi), alle basse velocità il calore del motore in mezzo alle cosce si fa sentire, non in modo estremamente fastidioso ma comunque ben percepibile.

Abbandonata la città iniziano le prime curve nelle campagne che separano Milano dalle Alpi ed è qui che si inizia a prendere confidenza con la 1090 Adventure R. Il cerchio da 21 pollici è la prima caratteristica che si avverte: arrivando da una moto con un diametro del cerchio inferiore, nelle curve e nei cambi di direzione si ha una netta sensazione di inerzia e serve accompagnare la moto per scendere in piega; ci si abitua rapidamente, però, e già dopo mezz’ora di guida sembra tutto normale. 

Nonostante le dimensioni, l’agilità è quasi impressionante

Questo anche per merito delle Continental TKC 70 montate sul modello in prova e delle ottime sospensioni, completamente regolabili e con escursione di 220 mm sia all’anteriore sia al posteriore, che riescono a fornire un buon sostegno copiando in modo egregio le asperità del fondo stradale e restituendo una magnifica sensazione di stabilità anche sugli asfalti più rovinati o sporchi.

Sempre per merito del reparto ciclistico la 1090 Adventure R è anche molto stabile e precisa nei curvoni più veloci e in autostrada, dove però viene meno la protezione aerodinamica. Il cupolino basso di questa versione è ideale per la guida off road e in generale garantisce una buona visibilità, ma alle alte velocità lascia scoperte testa e spalle.

Versatilità elettronica

Arrivati alla base delle Alpi imbocchiamo una strada piuttosto stretta e tortuosa, ma la “piccola” Adventure non si lascia certo impressionare e anche in questo caso ci stupisce per agilità e facilità di guida.

Risulta davvero piacevole pennellare le curve in scioltezza e questo per merito sia della ciclistica che asseconda un fondo particolarmente sconnesso, sia per il motore che, con una curva di coppia ineccepibile, riprende senza indugi da poco oltre i 2.000 giri per dare il meglio ai medi: il range di utilizzo solitamente più sfruttato. Solamente nella parte alta del contagiri si avverte una spinta inferiore rispetto alla sorella maggiore (la 1290), ma parliamo di zone che si utilizzano molto di rado.

Il motore offre una curva di coppia ineccepibile

Fino a questo momento ci siamo avvalsi solamente delle due mappe motore Street e Sport, che sono quelle preconfigurate con potenza piena (125 CV), ma siamo finalmente giunti al tratto sterrato dove la KTM dovrebbe dare il meglio, quindi cambio mappa su Offroad e comincia un nuovo divertimento!

Durante una giornata di test è previsto che ci si debba fermare e ripercorrere un breve tratto di strada diverse volte per cercare lo scatto fotografico migliore. Nel nostro caso siamo finiti in una stradina in mezzo ai boschi e, ripetendo più volte lo stesso passaggio, abbiamo avuto modo di concentrarci sulle sensazioni di guida più che sugli imprevisti del percorso.

Cambio mappa su Offroad e comincia un nuovo divertimento

Annotiamo due piccole stonature: lo scarso raggio di sterzo rende le inversioni di marcia e le manovre non proprio agevoli e, per tutta la durata della prova, abbiamo avuto una certa difficolta a inserire la folle a moto ferma; riguardo quest’ultimo punto c’è da dire che si trattava di una moto con ancora pochissimi chilometri, per cui è probabile che la cosa cambi dopo il primo tagliando.

DNA arancione

La guida off road è semplicemente il pane della 1090 Adventure R. I cerchi a raggi da 21” e 18” di diametro, le sospensioni da 220 mm e l’altezza da terra permettono una guida senza pensieri: la moto scorre sopra a sassi e asperità senza indugi, con un’aderenza perfetta e una naturalezza impressionante. Grazie alle ampie pedane dal catalogo PowerParts che regalano un appoggio perfetto e alla triangolazione con il manubrio, nella guida in piedi si riesce ad avere il giusto controllo del mezzo e la migliore sensibilità nei movimenti.

La mappa Offroad del motore regola poi l’elettronica in modo che sia di aiuto solo all’occorrenza e mai invasiva: l’ABS si disattiva sulla ruota posteriore, il motore diminuisce leggermente la cavalleria e il traction control consente uno scarto di velocità di rotazione della ruota posteriore fino a due volte la velocità dell’anteriore. Questo permette delle stupende derapate senza che la moto “scappi”… insomma, anche i meno esperti possono togliersi delle gran belle soddisfazioni.

Dopo un’intera giornata in sella alla 1090 fra traffico urbano, campagna, stradine di montagna e fuoristrada, possiamo dire che sarà anche “Ready to Race”, ma a noi, del suo nome, più che la R di “Race”, piace quella scritta “Adventure” sul serbatoio.

La guida off road è semplicemente il pane della 1090 Adventure R

KTM 1090 Adventure R – Piccolina a chi
Divertimento di guida9
Feeling8
Versatilità9.5
Bagaglio9
Pro
  • Grande versatilità
  • Erogazione
  • Guida off road
Contro
  • Raggio di sterzo ridotto
  • Protezione aerodinamica
  • Calore alle gambe
8.9Totale