Il progetto si è concretizzato quest’anno, ma l’idea è nata in seguito all’incidente che, quattro anni fa, ha cambiato la vita di Luca Falcon. Venne investito da un’auto e, dopo 41 interventi, 28 anestesie, una gamba amputata, una protesi al gomito e una buona dose di viti e bulloni… è tornato in sella.

«Credo che la passione per la moto mi abbia salvato la vita: dopotutto da qualche parte dovevo pur iniziare a ricostruirmene una nuova. Perché la moto? Perché ti mette in contatto col mondo e ti dà un forte senso di libertà».

Dopo l’amputazione della gamba, Luca si è reso conto di essere nato nel “lato giusto del mondo”. Questo ha stravolto alcune sue priorità, e anche quelle di Giulia che ha vissuto con lui quel periodo: «Il viaggio in moto, di fatto, non bastava più: sentivamo crescere in noi il desiderio di trasmettere un forte messaggio di speranza».

Questo sogno si è concretizzato qualche mese fa, quando hanno conosciuto l’associazione no profit “Legs4Africa” che raccoglie protesi usate nei paesi sviluppati e le spedisce in vari centri riabilitativi in Africa, per essere riadattate e donate a chi ne ha bisogno. Da lì è iniziato tutto: hanno contattato l’organizzazione spiegando la loro idea di raccolta fondi a favore dell’associazione e hanno cominciato a progettare la loro motoavventura.

Sono partiti domenica 18 ottobre e sbarcheranno a Tangeri, in Marocco, da dove procederanno lentamente verso sud, condividendo esperienze e sensazioni sui social, fino ad arrivare a Dakar, meta iconica per ogni motociclista, dove si tratterranno alcuni giorni presso il centro riabilitativo CNAO, il quale si occupa di fornire assistenza alle persone vittime di amputazioni. Un viaggio, quindi, sia fisico che spirituale, alla scoperta di una parte dell’Africa che rappresenta “L’altro lato del mondo” che tanto anelano raggiungere.

La redazione di RoadBook li aspetterà al ritorno, curiosa di farsi raccontare gli aneddoti e il vissuto umano di questa splendida avventura.