ContiRoadAttack 4: all’attacco della strada

Continental ci ha preso gusto, così ci ha chiesto di testare i suoi ContiRoadAttack 4.
Abbiamo avuto una prima presa di contatto con questi pneumatici, ma il grosso del lavoro verrà svolto durante il mese di agosto, e il resoconto arriverà più avanti.

di Donato Nicoletti


Solitamente a fine luglio ci si prepara per le meritate vacanze, definendo programmi o facendo modifiche a quelli già esistenti per godere al massimo di quelle due settimane di libertà di cui tutti abbiamo bisogno.

Se poi al dilettevole si unisce anche l’utile, allora Siamo a cavallo. Succede infatti che Continental, memore della nostra iniziativa intrapresa lo scorso anno con i ContiRoad – di cui potete leggere su RoadBook #26 e #27 – ci propone di mettere alla prova i suoi nuovi ContiRoadAttack 4.

L’idea di base è quella di trascorrere il mese di agosto gironzolando in moto per testare in maniera intensiva e completa questi nuovi pneumatici espressamente concepiti per il turismo veloce.

Vedi anche:
Sacche e borse moto: le diverse tipologie

Il ContiRoadAttack 4

Il ContiRoadAttack 4 è uno pneumatico “Hyper Touring” concepito e sviluppato per le sport tourer, le crossover e le naked, quindi ideale sia da un punto di vista prestazionale che da quello più prettamente turistico.

La rinnovata mescola di silice è in grado di offrire una maggiore aderenza sul bagnato e in condizioni di viscidità e basse temperature dell’asfalto, mantenendo però immutate le caratteristiche di longevità in termini chilometrici, grazie anche all’utilizzo di resine speciali e polimeri adattivi.

Le nuove resine utilizzate implementano decisamente il grip e consentono una resa ottimale con i sistemi ABS. Il ContiRoadAttack 4 è uno pneumatico MultiGrip, vale a dire con mescola differenziata tra la parte centrale, più dura per consentire lunghe percorrenze, e quella laterale che possiede invece caratteristiche in grado di aumentare le prestazioni di tenuta e precisione nella percorrenza delle curve.

Vedi anche:
Dakar 2020, terzo capitolo in Arabia Saudita

La mescola MultiGrip è ora presente anche sul ContiRoadAttack 4 anteriore, il quale è composto interamente di silice e ha la carcassa in Rayon, mentre quella dello pneumatico posteriore è in poliestere.

Rinnovato anche il disegno del battistrada, che su una superficie praticamente da gomma slick presenta degli intagli alternati e più serrati all’anteriore, mentre al posteriore la parte centrale del battistrada è libero dai canali di drenaggio, i quali si concentrano sulle rispettive fasce mediane per poi lasciare alla parte piana dello pneumatico anche le aree esterne per implementare l’appoggio e la tenuta dinamica in curva.

Stessa spiaggia, stesso mare

Assoldato il volontario, resta ora da recuperare un mezzo idoneo e soprattutto qualcuno disposto a trovare uno spazio nella propria officina per provvedere al montaggio delle nuove gomme.

Vedi anche:
Pozzis, Samarcanda: la presentazione del film a Como

Kawasaki Italia mette a disposizione una Versys 1000 S Tourer Plus, la quale viene ritirata in un torrido venerdì pomeriggio di fine luglio e condotta, attraverso una tangenziale milanese già in assetto da bollino rosso estivo, nell’officina di GP One Milano.

Qui Enzo Calandrini e il suo staff impiegano poco tempo a calzare la verdona con le ContiRoadAttack 4 e a restituirla allo scrivente, pronta per affrontare la strada e quello che la stessa offrirà.

Il solito giro di giostra, e poi?

Dopo il montaggio dei ContiRoadAttack 4, per il rientro alla base si opta per un classico giro di prova, il quale questa volta si estende oltre l’anello della tangenziale di Milano, portandoci tra le risaie del Parco Agricolo Sud Milano, l’alta provincia pavese e tra i campi che lambiscono l’Adda.

Vedi anche:
Tre curiosità alla partenza della terza Gibraltar Race

Il tempo di prendere contatto con le nuove coperture, assorbirne le prime impressioni e scattare qualche foto e si torna in redazione. I colleghi sono già sul piede di partenza, per cui ci si saluta con l’augurio di ritrovarsi a settembre, chi più abbronzato, chi più rilassato e chi con qualche migliaio di chilometri in più sulle sue spalle e su quelle dei ContiRoadAttack 4.

Già, ora viene il bello: bisogna darsi da fare e pensare a un itinerario che includa strada, tanta strada, possibilmente declinata in quante più varianti possibili. Autostrade, statali, regionali o provinciali: tutto purché ci siano le condizioni ideali per mettere alla prova queste gomme, frutto del pragmatismo tedesco che vuole sempre e comunque un prodotto all’altezza in ogni situazione di guida, con ogni variante meteorologica e con un impegno intensivo e prolungato.

Ora serve un’idea su come sfruttare per bene i ContiRoadAttack 4, in modo da farne affiorare i pregi ma anche le eventuali mancanze comportamentali. Niente di esotico o di estremo intendiamoci: basterebbe semplicemente mettersi in strada e farsi guidare dal caso, tenendo in considerazione solo pochi punti di riferimento per dare senso a un itinerario che di scontato ha solo la volontà di macinare chilometri divertendosi.

Vedi anche:
Interphone WayOut, prima tappa in terra sarda

Tutto è pronto, mancano solo alcuni dettagli logistici e poi andremo a scoprire di che pasta sono fatti i ContiRoadAttack 4. Dateci il tempo di metterli alla prova, e troverete il resoconto di questa esperienza su RoadBook#33.

Nel frattempo vi lasciamo con la curiosità e con le misure disponibili del ContiRoadAttack 4:

Anteriore
120/70 R 17 M/C 58 (W) TL

Posteriore
160/60 R 17 M/C 69 (W) TL
180/55 R 17 M/C 73 (W) TL
190/50 R 17 M/C 73 (W) TL
190/55 R 17 M/C 75 (W) TL