Africa Twin Tour, il turismo secondo Honda

Dopo una edizione di prova nel 2020, Honda ripropone l’esperienza dell’Africa Twin Tour, questa volta con destinazione l’Appennino tosco-romagnolo.

di Donato Nicoletti


L’Africa Twin Tour nasce con l’intento di far scoprire agli appassionati possessori e agli estimatori della storica motocicletta le bellezze paesaggistiche e le invitanti strade italiane.

La volontà della Casa dell’ala è quella di creare una community e stimolare il turismo di gruppo attraverso una serie di appuntamenti dedicati sia a chi predilige l’asfalto, sia a chi ha voglia di cimentarsi con le strade a fondo naturale. RoadBook non si è lasciato sfuggire l’occasione, accettando l’invito e l’Africa Twin DCT che Honda ci ha messo a disposizione.

Il tour è aperto a tutti i possessori di Africa Twin, ma è possibile parteciparvi noleggiandone una, sia la CRF1100L standard che la Adventure Sports, grazie alla disponibilità del parco veicoli di Honda Italia.

le due facce dell’appennino

Con queste premesse Honda ha radunato all’agriturismo Trerè di Faenza una ventina di volenterosi appassionati, accolti da Costantino Paolacci – capo ufficio stampa di Honda moto Italia – e Carlo Morini che insieme al team di True Adventure Academy cura la logistica dell’evento.

Il programma dell’Africa Twin Tour alla scoperta dell’Appennino tosco-romagnolo prevede tre distinte giornate di guida, da venerdì 1 a domenica 3 ottobre, che daranno modo ai partecipanti di scoprire gli angoli più belli, sia dal punto di vista paesaggistico che da quello della guida, dei due versanti della catena montuosa.

La volontà è quella di creare una community e stimolare il turismo di gruppo

Così, una volta radunato il gruppo per il briefing, Carlo illustra il programma della giornata e invita tutti a salire in sella per partire. Lasciamo l’agriturismo e seguendo una stradina che si snoda tra i filari di viti delle prime colline raggiungiamo Riolo Terme, da dove imbocchiamo la SP306 che risale la valle del Senio, entrando di fatto in Toscana.

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Da Palazzuolo sul Senio compiamo un anello stradale che ci porta a Marradi, al passo della Colla di Casaglia e a quello della Sambuca, prima di tornare a Palazzuolo per raggiungere in sequenza il valico del Paretaio, il sasso di San Zanobi e lo Chalet Raticosa per la pausa pranzo.

Per digerire sorbiamo nell’ordine il passo del Giogo, Scarperia e Borgo San Lorenzo. Siamo in pieno Mugello, il traffico si intensifica e così deviamo sulla Faentina, raggiungiamo l’Arno e a Pontassieve imbocchiamo l’ascesa che porta al passo della Consuma.

Seguiamo una stradina che si snoda tra i filari di viti delle prime colline

La discesa avviene in totale relax, cullati dall’ondeggiare della strada che ci porta fino all’agriturismo La Torricella, la nostra destinazione, che offre uno spettacolare panorama sul castello di Poppi.

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Tra “vulcani” passi e sterrati

La tappa del sabato prevede il rientro a Faenza, ma percorrendo un diverso itinerario. Cominciamo subito con il passo della Calla, a 1.296 metri nel pieno del Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, fermandoci per una breve visita alla Cascata Urlante di Premilcuore.

Rientriamo brevemente in Toscana, attraverso il valico dei Tre Faggi, per una pausa caffè al passo del Muraglione, poi riscendiamo il versante romagnolo per raggiungere il “vulcano” del monte Busca, una fontana ardente che brucia perenne grazie all’emanazione di idrocarburi provenienti dal sottosuolo.

È quasi ora di pranzo, per cui imbocchiamo una sterrata che penetrando nella macchia ci porta al lago di Ponte, un piccolo specchio d’acqua dove potersi rifocillare con un semplice ma gustoso buffet.

E poi ancora sterrato, a salire fino a raggiungere il valico del Colle del Tramazzo. Sono circa dieci chilometri di strada bianca, con alcuni passaggi di un certo rilievo, ma nulla di inaffrontabile.

Il DCT rende la guida molto più redditizia e goduriosa

L’itinerario messo a punto da Carlo è quanto di più invitante e coinvolgente si possa chiedere per dare libero sfogo alla voglia e al piacere della guida. Curve e controcurve, tornanti, allunghi sia in salita che in discesa, e tratti sterrati.

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In questa overdose di piacere l’Africa Twin DCT si dimostra sempre all’altezza della situazione, capace di affrontare ogni fondo, ogni piega e ogni variazione altimetrica senza sforzo apparente, sempre pronta a rispondere alle sollecitazioni che la strada impone.

In tutto questo il DCT gioca un ruolo importante; sia che lo si lasci fare o che ci si voglia divertire con le palette poste sul blocchetto di sinistra del manubrio, il cambio a doppia frizione manifesta tutta la sua invidiabile rapidità e precisione, rendendo la guida molto più redditizia e goduriosa, consentendo al pilota di concentrarsi sulla strada e di levarsi qualche soddisfazione in più volendo osare con velocità e angoli di piega.

Lo stesso comportamento lo si ha fuori dall’asfalto, dove l’Africa Twin è in grado di gestirsi in autonomia senza dover escludere in toto controllo di trazione e ABS, garantendo un buon feeling in fatto di aderenza e maneggevolezza.

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Continuiamo a macinare curve e chilometri, passando in sequenza Marradi, l’Osservatorio Astronomico di Monteromano, Zattaglia e Brisighella prima di raggiungere nuovamente l’agriturismo Trerè per la meritata e sostanziosa cena.

Ci presentiamo all’ingresso del circuito “Enzo e Dino Ferrari”

Siamo alla giornata finale di questo Africa Twin Tour dedicato alla scoperta dell’appennino tosco-romagnolo. L’eccitazione nel gruppo è alta, perché ci aspetta una conclusione davvero speciale, di quelle che raramente capitano nella vita di un appassionato di moto e di motori.

Il gran finale in pista

Ma andiamo con ordine: riprendiamo il misto di curve e saliscendi che ci porta a Zattaglia, da dove parte la Strada della Lavanda che percorriamo toccando Casola Valsenio e il passo del Prugno per scendere a Fontanelice. La guida si fa spettacolare lungo una stretta striscia di asfalto che continua a salire e scendere lungo i crinali, contorcendosi come un gigantesco serpente.

Una volta tornati in piano puntiamo verso Imola, attraversiamo il fiume Santerno ed entriamo nel Parco delle Acque Minerali. Parcheggiamo le moto e con una breve camminata raggiungiamo il monumento dedicato ad Ayrton Senna, l’indimenticato campione brasiliano che qui perse la vita nel maggio del 1994.

Il momento è suggestivo e lo diventa ancora di più quando inforcate le nostre Africa Twin ci presentiamo davanti al cancello di ingresso dei box del “Enzo e Dino Ferrari”.

Lo spirito Honda è quello di dare potenza ai sogni

Sono momenti di grande eccitazione: vi è mai capitato di poter entrare in moto in un circuito di Formula 1? Grazie a Honda Moto Italia il sogno sta diventando realtà.

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Ci accodiamo alla safety car, attraversiamo la corsia dei box e siamo finalmente in pista. Variante del Tamburello, variante Villeneuve, curva della Tosa, della Piratella, delle Acque Minerali, Variante Alta – ora intitolata al compianto Fausto Gresini – e le due curve della Rivazza prima di piombare sul traguardo e percorrere ancora un fantastico giro di questo storico tracciato.

All’uscita dalla pista gli interni dei caschi dei partecipanti sono illuminati da abbaglianti sorrisi di soddisfazione, che accompagnano la carovana fino al ristorante dove siamo attesi per il pranzo finale.

Non poteva esserci conclusione migliore per questo evento, e non c’è modo migliore per conoscere a fondo una motocicletta dal nome storico ma dalla tecnologia sopraffina e avanzata come l’Africa Twin, che incarna perfettamente la mentalità e lo spirito Honda: quello di dare potere ai sogni.