Pneumatici Anlas Capra R – Botte piena e moglie ubriaca

Presente da qualche anno sul mercato italiano con una nota linea di pneumatici invernali, Anlas propone anche interessanti prodotti per il turismo on e off road. Abbiamo testato gli Anlas Capra R in un viaggio di 10.000 chilometri verso il Caucaso.

di Antonio Femia


Durante un viaggio in moto ci aspettiamo molte cose dagli pneumatici: devono garantire aderenza su asciutto e bagnato possibilmente per tutta la durata del giro, consentire una guida veloce e confortevole in autostrada e maneggevole nel misto, permetterci di affrontare sterrati e strade bianche senza pensieri. In breve, vorremmo la botte piena e la moglie ubriaca. La scelta della giusta gomma può risultare difficile quando si prevede di andare ben oltre qualche giorno in giro per le strade europee.

È stato questo il caso del nostro test delle Anlas Capra R, svoltosi sulle assolate strade di Grecia, Turchia e Georgia in occasione di un lungo viaggio estivo: circa 10.000 chilometri percorsi in un mese, prevalentemente su (ogni tipo di) asfalto e con diverse deviazioni, obbligate e non, su fondi sporchi.

In un certo senso, abbiamo riportato in patria le gomme per un test nel loro ambiente più congeniale: Anlas (che sta per Anadolu Lastik, Pneumatici Anatolia) è un produttore turco specializzato in pneumatici per moto. Sviluppate in un Paese dove moto e sidecar sono correntemente utilizzati per ogni attività, l’imperativo dei progettisti è quello della durata; un aspetto non secondario per chi si appresta ad affrontare un lungo viaggio.

Caldo e peso

Gli Anlas Capra R dichiarano fin dal primo sguardo la loro vocazione dual purpose grazie alla scolpitura in tasselli molto ampi e poco profondi, con un disegno atto sia al drenaggio dell’acqua sia alla presa fuori dall’asfalto, mantenendo una buona superficie di contatto coi fondi compatti.

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La carcassa, piuttosto morbida per avvantaggiarsi sui fondi più duri e densi di asperità, è irrobustita dalla cintura in acciaio “zero degree” mentre la tenuta sul bagnato è assicurata dall’alto contenuto di silice della mescola. Il peso non proprio da piuma, che amplifica l’effetto giroscopico, è sicuramente un fattore positivo riguardo al mantenimento della temperatura d’esercizio a tutto vantaggio delle prestazioni e della durata.

Gli Anlas Capra R dichiarano fin dal primo sguardo la loro vocazione dual purpose

Il test si è svolto, come detto, nel mese di agosto in Grecia, Turchia e Georgia. Per quanto si tenti di ridurre al minimo il bagaglio, un mese di viaggio in due sulla stessa moto implica che questa venga caricata come un mulo; la moto in questione è una Yamaha XT 660 Z Ténéré del 2008, fresca di una manutenzione straordinaria che ha contemplato la revisione della forcella e la sostituzione del mono posteriore con uno nuovo prodotto da Hyperpro.

Per un comportamento ottimale del veicolo è stata prestata molta attenzione alla distribuzione dei pesi: caricato il grosso nelle valigie laterali e l’attrezzatura da campeggio sul portapacchi, si è bilanciato l’anteriore con opportuni pesi nella borsa da serbatoio e nelle borse laterali sul paramotore. Una volta regolate le sospensioni in funzione del carico la moto era ben bilanciata e relativamente agile, priva di sbacchettamenti all’anteriore e con il posteriore a un’altezza accettabile.

Sulla buona e sulla cattiva strada

I primi giorni sono passati, letteralmente, in velocità: una volta sbarcati a Igoumenitsa, altri due giorni sulla Egnatia Odos, l’autostrada che attraversa il nord della Grecia e che porta dritti alla frontiera turca di Ipsala. Il fondo stradale perfetto è stato il giusto scenario per provare le gomme al limite delle velocità da codice (e anche un po’ di più). Da subito le Capra R si sono rivelate, oltre che particolarmente silenziose, precise nella traiettoria, con un’ottima aderenza sull’asciutto anche in caso di frenata d’emergenza o di repentino cambio di direzione, affrontando le lunghe e veloci curve dell’autostrada greca con disinvoltura nonostante il carico e la velocità; il temporale che ci ha accompagnato per diverse decine di chilometri non ha minimamente compromesso la tenuta di strada. L’unico neo riscontrato è la sensazione di incertezza dell’anteriore a freddo, ma svanisce in pochi chilometri.

L’unico neo riscontrato è la sensazione di incertezza dell’anteriore a freddo

Lungo la costa turca dell’Egeo l’asfalto delle città è davvero bollente e spesso levigato dal traffico incessante; nonostante sembrasse a volte di guidare sul marmo, non ho mai ravvisato comportamenti incerti dell’anteriore o slittamenti del posteriore in uscita di curva, tranne qualcuno inevitabile in accelerazione sulla vernice della segnaletica.

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Il gioco si è fatto davvero duro una volta giunti nel sud-est del Paese dove, insieme alle temperature sopra i 40 gradi, è entrato in gioco il tipo di asfalto: da queste parti si usa stendere un fondo di catrame morbido ed elastico ricoperto, letteralmente a palate, da uno strato di pietrisco piuttosto grosso. Il grip è garantito, ma si tratta di una vera grattugia per gli pneumatici più morbidi, che tendono a spiattellarsi dopo qualche centinaio di chilometri. Anche su questo fondo le Capra R hanno fatto il loro lavoro, ovvero quello di mantenere il loro profilo curvo senza scalinature, garantendo una buona aderenza – complice il profilo stretto – anche a bordo strada, dove si annida il brecciolino che si stacca dall’asfalto.

Uno strato di pietrisco che è una vera grattugia

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Quando la strada è un ricordo

Il passaggio in Georgia, ormai dopo 5.000 chilometri di percorrenza, è stato accompagnato da piogge che spesso allagavano le arterie principali, situazioni in cui il disegno del battistrada anteriore ha lavorato bene, drenando a dovere. I villaggi più remoti della repubblica ex-sovietica rimangono collegati da statali malmesse e spesso sterrate che, alla prima pioggia, diventano infide piste fangose. I 120 chilometri di stradacce tra Ninotsminda e Tbilisi sono stati davvero impegnativi, ma percorsi senza problemi.

Su questi terreni le Capra R mostrano il loro limite di gomme maggiormente orientate all’asfalto senza, comunque, lasciare nei guai il viaggiatore: non consentono velocità e tenuta da rally, ma il battistrada – anche se molto meno pronunciato di altre gomme – permette di viaggiare ad andatura turistica, tenendo la traiettoria senza sbandamenti o incertezze anche quando il fondo si popola di sassi sporgenti o diventa un letto di pietrisco. Anche gli inevitabili guadi alla cieca nel fango, naturalmente effettuati con cautela, sono andati bene e senza perdita di aderenza.

Nonostante la strada percorsa fosse già tanta, la maneggevolezza e la tenuta di strada sono rimaste invariate lungo i duemila e passa chilometri di ritorno. Alle veloci statali sulla costa del Mar Nero abbiamo alternato puntatine verso l’entroterra, affrontando tratti di misto stretto in scioltezza nonostante l’inevitabile usura. Il rientro a Milano dopo 9.500 chilometri non ha segnato la fine delle gomme, che hanno consentito di percorrerne altri 1.500 su strade, autostrade e sterrate alpine prima che il battistrada arrivasse alla tacca del limite previsto.

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Una percorrenza di tutto rispetto, soprattutto considerando che solo dopo i 10.000 si è ravvisata l’inevitabile riduzione della stabilità in rettilineo, che comunque non ha compromesso la guidabilità del mezzo. Invariata la tenuta in curva e la consistenza della mescola, che non presenta lesioni o distacchi nelle pieghe del battistrada.

Una gomma che dura a lungo

Le Anlas Capra R si sono rivelate delle buone compagne di viaggio in grado di portarci un po’ ovunque a patto di non strafare: permettono di tenere velocità superiori a quelle da codice anche a pieno carico e sotto la pioggia battente, di avventurarsi oltre le semplici strade bianche a patto di non pretendere prestazioni da rally e, con il giusto gas, è possibile affrontare quel tratto di fango insidioso quando proprio non si può tornare indietro. Sono gomme fatte per portarci sani e salvi (e contenti) a destinazione, avendo a cuore la distanza percorsa e non il tempo impiegato.

Sono gomme fatte per portarci sani, salvi e contenti a destinazione

Le Anlas Capra R sono disponibili nelle misure più diffuse per le enduro stradali, con prezzi di listino suggeriti che variano dagli 83 euro dei 120/90-17 ai 130 euro dei 170/60 R17. Tutto questo fa delle Capra R una valida scelta per un viaggio prevalentemente stradale con puntate in fuoristrada: a conti fatti la proverbiale botte rimane un po’ piena e la moglie è bella che alticcia.

Anlas Capra R
Rapporto qualità prezzo
9
Versatilità on-off
7
Durata
8
Pro
Tenuta su asfalto
Silenziosità
Prezzo
Contro
Incertezza a freddo
Scarsa versatilità
Tenuta mediocre in fuoristrada
8
Totale