Presente da qualche anno sul mercato italiano con una nota linea di pneumatici invernali, Anlas propone anche interessanti prodotti per il turismo on e off road. Abbiamo testato gli Anlas Capra R in un viaggio di 10.000 chilometri verso il Caucaso.

di Totò le Motò


Durante un viaggio in moto ci aspettiamo molte cose dagli pneumatici: devono garantire aderenza su asciutto e bagnato possibilmente per tutta la durata del giro, consentire una guida veloce e confortevole in autostrada e maneggevole nel misto, permetterci di affrontare sterrati e strade bianche senza pensieri. In breve, vorremmo la botte piena e la moglie ubriaca. La scelta della giusta gomma può risultare difficile quando si prevede di andare ben oltre qualche giorno in giro per le strade europee.

È stato questo il caso del nostro test delle Anlas Capra R, svoltosi sulle assolate strade di Grecia, Turchia e Georgia in occasione di un lungo viaggio estivo: circa 10.000 chilometri percorsi in un mese, prevalentemente su (ogni tipo di) asfalto e con diverse deviazioni, obbligate e non, su fondi sporchi.

In un certo senso, abbiamo riportato in patria le gomme per un test nel loro ambiente più congeniale: Anlas (che sta per Anadolu Lastik, Pneumatici Anatolia) è un produttore turco specializzato in pneumatici per moto. Sviluppate in un Paese dove moto e sidecar sono correntemente utilizzati per ogni attività, l’imperativo dei progettisti è quello della durata; un aspetto non secondario per chi si appresta ad affrontare un lungo viaggio.

Caldo e peso

Gli Anlas Capra R dichiarano fin dal primo sguardo la loro vocazione dual purpose grazie alla scolpitura in tasselli molto ampi e poco profondi, con un disegno atto sia al drenaggio dell’acqua sia alla presa fuori dall’asfalto, mantenendo una buona superficie di contatto coi fondi compatti.

La carcassa, piuttosto morbida per avvantaggiarsi sui fondi più duri e densi di asperità, è irrobustita dalla cintura in acciaio “zero degree” mentre la tenuta sul bagnato è assicurata dall’alto contenuto di silice della mescola. Il peso non proprio da piuma, che amplifica l’effetto giroscopico, è sicuramente un fattore positivo riguardo al mantenimento della temperatura d’esercizio a tutto vantaggio delle prestazioni e della durata.

Gli Anlas Capra R dichiarano fin dal primo sguardo la loro vocazione dual purpose

Il test si è svolto, come detto, nel mese di agosto in Grecia, Turchia e Georgia. Per quanto si tenti di ridurre al minimo il bagaglio, un mese di viaggio in due sulla stessa moto implica che questa venga caricata come un mulo; la moto in questione è una Yamaha XT 660 Z Ténéré del 2008, fresca di una manutenzione straordinaria che ha contemplato la revisione della forcella e la sostituzione del mono posteriore con uno nuovo prodotto da Hyperpro.

Per un comportamento ottimale del veicolo è stata prestata molta attenzione alla distribuzione dei pesi: caricato il grosso nelle valigie laterali e l’attrezzatura da campeggio sul portapacchi, si è bilanciato l’anteriore con opportuni pesi nella borsa da serbatoio e nelle borse laterali sul paramotore. Una volta regolate le sospensioni in funzione del carico la moto era ben bilanciata e relativamente agile, priva di sbacchettamenti all’anteriore e con il posteriore a un’altezza accettabile.

Sulla buona e sulla cattiva strada

I primi giorni sono passati, letteralmente, in velocità: una volta sbarcati a Igoumenitsa, altri due giorni sulla Egnatia Odos, l’autostrada che attraversa il nord della Grecia e che porta dritti alla frontiera turca di Ipsala. Il fondo stradale perfetto è stato il giusto scenario per provare le gomme al limite delle velocità da codice (e anche un po’ di più). Da subito le Capra R si sono rivelate, oltre che particolarmente silenziose, precise nella traiettoria, con un’ottima aderenza sull’asciutto anche in caso di frenata d’emergenza o di repentino cambio di direzione, affrontando le lunghe e veloci curve dell’autostrada greca con disinvoltura nonostante il carico e la velocità; il temporale che ci ha accompagnato per diverse decine di chilometri non ha minimamente compromesso la tenuta di strada. L’unico neo riscontrato è la sensazione di incertezza dell’anteriore a freddo, ma svanisce in pochi chilometri.

L’unico neo riscontrato è la sensazione di incertezza dell’anteriore a freddo

Lungo la costa turca dell’Egeo l’asfalto delle città è davvero bollente e spesso levigato dal traffico incessante; nonostante sembrasse a volte di guidare sul marmo, non ho mai ravvisato comportamenti incerti dell’anteriore o slittamenti del posteriore in uscita di curva, tranne qualcuno inevitabile in accelerazione sulla vernice della segnaletica.

Il gioco si è fatto davvero duro una volta giunti nel sud-est del Paese dove, insieme alle temperature sopra i 40 gradi, è entrato in gioco il tipo di asfalto: da queste parti si usa stendere un fondo di catrame morbido ed elastico ricoperto, letteralmente a palate, da uno strato di pietrisco piuttosto grosso. Il grip è garantito, ma si tratta di una vera grattugia per gli pneumatici più morbidi, che tendono a spiattellarsi dopo qualche centinaio di chilometri. Anche su questo fondo le Capra R hanno fatto il loro lavoro, ovvero quello di mantenere il loro profilo curvo senza scalinature, garantendo una buona aderenza – complice il profilo stretto – anche a bordo strada, dove si annida il brecciolino che si stacca dall’asfalto.

Uno strato di pietrisco che è una vera grattugia

Quando la strada è un ricordo

Il passaggio in Georgia, ormai dopo 5.000 chilometri di percorrenza, è stato accompagnato da piogge che spesso allagavano le arterie principali, situazioni in cui il disegno del battistrada anteriore ha lavorato bene, drenando a dovere. I villaggi più remoti della repubblica ex-sovietica rimangono collegati da statali malmesse e spesso sterrate che, alla prima pioggia, diventano infide piste fangose. I 120 chilometri di stradacce tra Ninotsminda e Tbilisi sono stati davvero impegnativi, ma percorsi senza problemi.

Su questi terreni le Capra R mostrano il loro limite di gomme maggiormente orientate all’asfalto senza, comunque, lasciare nei guai il viaggiatore: non consentono velocità e tenuta da rally, ma il battistrada – anche se molto meno pronunciato di altre gomme – permette di viaggiare ad andatura turistica, tenendo la traiettoria senza sbandamenti o incertezze anche quando il fondo si popola di sassi sporgenti o diventa un letto di pietrisco. Anche gli inevitabili guadi alla cieca nel fango, naturalmente effettuati con cautela, sono andati bene e senza perdita di aderenza.

Nonostante la strada percorsa fosse già tanta, la maneggevolezza e la tenuta di strada sono rimaste invariate lungo i duemila e passa chilometri di ritorno. Alle veloci statali sulla costa del Mar Nero abbiamo alternato puntatine verso l’entroterra, affrontando tratti di misto stretto in scioltezza nonostante l’inevitabile usura. Il rientro a Milano dopo 9.500 chilometri non ha segnato la fine delle gomme, che hanno consentito di percorrerne altri 1.500 su strade, autostrade e sterrate alpine prima che il battistrada arrivasse alla tacca del limite previsto.

Una percorrenza di tutto rispetto, soprattutto considerando che solo dopo i 10.000 si è ravvisata l’inevitabile riduzione della stabilità in rettilineo, che comunque non ha compromesso la guidabilità del mezzo. Invariata la tenuta in curva e la consistenza della mescola, che non presenta lesioni o distacchi nelle pieghe del battistrada.

Una gomma che dura a lungo

Le Anlas Capra R si sono rivelate delle buone compagne di viaggio in grado di portarci un po’ ovunque a patto di non strafare: permettono di tenere velocità superiori a quelle da codice anche a pieno carico e sotto la pioggia battente, di avventurarsi oltre le semplici strade bianche a patto di non pretendere prestazioni da rally e, con il giusto gas, è possibile affrontare quel tratto di fango insidioso quando proprio non si può tornare indietro. Sono gomme fatte per portarci sani e salvi (e contenti) a destinazione, avendo a cuore la distanza percorsa e non il tempo impiegato.

Sono gomme fatte per portarci sani, salvi e contenti a destinazione

Le Anlas Capra R sono disponibili nelle misure più diffuse per le enduro stradali, con prezzi di listino suggeriti che variano dagli 83 euro dei 120/90-17 ai 130 euro dei 170/60 R17. Tutto questo fa delle Capra R una valida scelta per un viaggio prevalentemente stradale con puntate in fuoristrada: a conti fatti la proverbiale botte rimane un po’ piena e la moglie è bella che alticcia.

Pneumatici Anlas Capra R – Botte piena e moglie ubriaca
Rapporto qualità prezzo9
Versatilità on-off7
Durata8
Pro
  • Tenuta su asfalto
  • Silenziosità
  • Prezzo
Contro
  • Incertezza a freddo
  • Scarsa versatilità
  • Tenuta mediocre in fuoristrada
8Totale