Dopo il successo del terzo round del Dust’n Sardinia, l’evento ideato da Nicola Manca, Alessio Ferrari e Tommaso Cannas di Mototaccuino e Asphalt & Gravel, i dieci posti per il quarto episodio della saga più polverosa del west (dopo tutto la Sardegna si colloca proprio a ovest), sono stati esauriti in poco più di due giorni. Viste le tantissime richieste, si è quindi deciso di aumentare il numero di posti disponibili con cinque slot addizionali.

L’evento, a scopo benefico e inserito nel calendario nazionale FMI alla voce Discovering Vintage Heroes grazie al supporto del motoclub Sa Palestra, partirà da Cagliari il 29 maggio 2020 e sarà articolato in tre giorni di sterrato per circa 500 km. Non cambia la formula: trasporto bagagli, medico e fotografo al seguito, pasti, notte in campo tendato e in struttura tipica, 319 euro esclusa la benzina. L’evento è riservato a moto scrambler e special: no fluo, no paura di sporcarsi.

Cos’è successo nella terza edizione

“Almost heaven, Dust’n Sardinia… ” sono le note di John Denver a fare da sottofondo a quella che, attorno al fuoco, passa da essere l’emblema del country alla canzone di questa terza edizione. In sottofondo, il banjo e la batteria lasciano il posto a una risacca portata dal maestrale sulla spiaggia di Scivu, nel comune di Arbus, il cui tramonto lascia sempre senza fiato.

La partenza da Cagliari è preceduta da un corso teorico di guida in fuoristrada tenuto dall’istruttore federale FMI Gianluca Colomo, responsabile della Maxi Enduro School Sardinia, del quale i partecipanti saranno entusiasti ripetendo, anche dopo i quasi 500 chilometri di giro, quanto alcune indicazioni siano state preziose.

La pattuglia dei dieci motociclisti era eterogenea, con tre scrambler Triumph e una bella BMW R60 Special provenienti da Roma, un’immacolata Yamaha TTR 600 spedita (e comprata per l’occasione) direttamente da Reggio Emilia, mentre gli altri partecipanti erano isolani e completavano il parco moto con una Ducati Scrambler Classic, una BMW R100 Scrambler, due Honda Dominator “MAAN” e una Yamaha XT scrambler, oltre la KTM 250 di supporto al fotografo.

Per quasi tutti si trattava della prima vera esperienza in fuoristrada, che hanno affrontato abbandonando i timori dei primi chilometri con un piglio decisamente audace, senza paura di sporcarsi o di poggiare la moto in terra.

Non solo moto

Scivu e la zona mineraria di Ingurtosi rappresentano uno dei fiori all’occhiello del giro, con scenari incantati e i resti di quella che fu una Sardegna d’avanguardia nei primi del ‘900. Impegnativo in termini di distanza il secondo giorno, con una tappa di quasi 200 chilometri intervallati da un pranzo a Sardara dove i partecipanti si sono dovuti cimentare con coraggio in una prova culinaria: tralasciando i ravioli fatti in casa, con cui si vince facilmente, la prova di “sa cordula” ha riservato piacevoli sorprese.

La Dust’n Sardinia non è solo fuoristrada e motociclette. Vuol essere un veicolo di promozione del territorio in tutte le sue forme, da quelle naturalistiche a quelle agroalimentari. L’esperienza, dopo una sosta per un pasto frugale ad Armungia, paese natale di Emilio Lussu, si è conclusa a Sinnai, a una decina di km da Cagliari, dove c’è la base di Asphalt & Gravel, partner indissolubile del progetto.

L’evento ha portato ulteriori risorse nelle casse di Mototaccuino, che verranno utilizzate per la stampa e diffusione gratuita di un albo illustrato sul motociclismo per bambini con bisogni educativi speciali.