Getac V110: laptop rugged per viaggiare in moto

Nato per operare negli ambienti più difficili, Getac V110 è il laptop rugged che ben si presta all’utilizzo come computer da viaggio. L’abbiamo provato sul campo durante un viaggio in America Latina.

di Fabrizio Cedrati


L’attrezzatura elettronica è ormai una parte consistente del bagaglio del motoviaggiatore, tra GPS e telefoni, fotocamere, action camera e droni, hard disk per archiviare foto e video, cavi e caricabatterie per tutte le diavolerie appena elencate.

Quando il viaggio dura più di qualche giorno può nascere l’esigenza di dotarsi di un computer portatile che, oltre a rimanere in contatto con il mondo, consenta di gestire tutti i dispositivi di cui sopra e organizzare il materiale prodotto giorno per giorno.

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La delicatezza dei comuni laptop fa sì che questi vengano solitamente lasciati a casa per l’angoscia che una buca di troppo, una caduta, un’infiltrazione d’acqua possano compromettere irrimediabilmente il funzionamento del dispositivo.

Per ovviare al problema si può utilizzare un laptop rugged come il V110 di Getac, un produttore taiwanese di sistemi IT per l’industria e per i professionisti che necessitano di dispositivi particolarmente robusti da usare in situazioni al limite come cantieri, deserti, alta quota e così via.

Si tratta di un notebook imparentato con i più famosi rugged phone: il Getac V110 è un portatile certificato IP65 e rispondente agli standard militari di resistenza MIL-STD-810H e MIL-STD-461G, sopravvive alle cadute da 1,2 metri ed è capace di operare nell’intervallo di temperature tra -29° e 63°.

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Lo spazio per l’archiviazione è dato da un’unità SSD da 512 GB, mentre il calcolo è affidato a un processore Intel Core i7 di ultima generazione, affiancato da 32 GB di RAM DDR4 e una scheda grafica Intel Iris Xe.

Lo schermo Full-HD da 11,6” ha una luminosità di 1.000 cd/mq e tra le interfacce di collegamento, oltre a Wi-Fi e Bluetooth, ci sono anche una porta seriale e una RJ45, il buon vecchio cavo di rete che in alcuni posti può ancora rivelarsi utile.

Viene da chiedersi che senso abbia portarsi in viaggio un dispositivo ingombrante e pesante quando ne esistono di più leggeri e maneggevoli, come tablet e telefoni che offrono ormai prestazioni di tutto rispetto.

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La ragione, più che nella potenza, sta nella versatilità offerta da un laptop come il Getac V110, che lo scrivente ha avuto modo di saggiare durante il viaggio in America del Sud che abbiamo raccontato su RoadBook 36.

Il vantaggio più immediato è quello legato alla capacità di archiviazione: non solo le copie digitali di tutti i documenti cartacei, ma soprattutto il back-up di tutto il materiale fotografico e video, con la possibilità di lavorarci subito utilizzando i software professionali di editing utilizzati abitualmente a casa. Processore e memoria hanno consentito montaggi video anche impegnativi, confermando le doti di piccola workstation corazzata del Getac V110.

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Non meno importante è stata la possibilità di caricare Garmin BaseCamp e tutta la cartografia necessaria per rivedere o modificare di volta in volta le tracce disegnate a casa, trasferendole poi sul Garmin Montana. Lo schermo touch è abbastanza luminoso da consentire la visibilità in pieno sole e può essere ruotato di 360 gradi, permettendo di utilizzare il dispositivo come un tablet.

Non ultimo, il Getac V110 è stato usato anche come sistema di intrattenimento per vedere qualche film o tutorial, e per le videochiamate a casa quando la connessione lo permetteva.

In definitiva, il Getac V110 si è rivelato un buon compagno di viaggio grazie alla sua anima da workstation racchiusa in un case robusto e a prova di acqua e polvere, che permette di vivere la propria avventura senza rinunciare agli ausili tecnologici e senza l’ansia di distruggere il proprio computer.