Si è svolto a Carpaneto Piacentino il Training Day propedeutico all’edizione 2019 della Gibraltar Race. La giornata di sabato 4 maggio ha avuto come focus la presentazione del regolamento e delle dinamiche di gara a un nutrito gruppo di partecipanti alla quarta edizione del rally, che partirà il 21 giugno dal mar Baltico per raggiungere le coste dell’Atlantico il 6 luglio.

di Totò Le Motò


A differenza delle precedenti edizioni, quest’anno la carovana avrà come meta non più le Colonne d’Ercole ma la città di Finisterre. Pur essendo una novità importante, la scelta dell’iconica “fine della Terra” spagnola conserva il senso profondo di questa gara non competitiva: varcare le frontiere dell’Europa percorrendola da est a ovest. Obiettivo del Training Day era di spiegare la distintiva e collaudata formula di navigazione che caratterizza la manifestazione, spiegata con dovizia di dettagli da Manuel Podetti di Moto Raid Experience.

Ampio spazio è stato dedicato alle regole del gioco – la navigazione, le prove speciali, le penalità – che consiste nel passare da tutti i punti nell’ordine previsto nel tempo stabilito, né prima né dopo, e di seguire quanto più possibile la traccia nelle prove speciali. Quando si salta un punto, ci si arriva troppo presto o troppo tardi, allora scattano le penalità; particolarmente aspre sono quelle per il superamento dei limiti di velocità nei centri urbani. Va da sé che vince chi accumula meno punti.

Benvenuta tecnologia

Il regolamento è un mix derivato da quello delle gare di regolarità, unito alla navigazione e orientamento. La peculiarità della Gibraltar Race sta nell’utilizzo fondamentale dei dispositivi GPS: è su questi che vengono caricati i waypoint con indicazione dei tempi e i frammenti di traccia da seguire più fedelmente possibile. Grande importanza è stata quindi data all’approfondimento sul funzionamento generale dei sistemi di posizionamento e sullo stato dell’arte dei dispositivi atti allo scopo.

Insieme ai tradizionali GPS si sta facendo strada l’utilizzo di smartphone “corazzati” e dotati di certificazione IP68, ovvero impermeabili e impenetrabili alla polvere, e con batterie dalla notevole capacità. Oltre ai vantaggi della connettività, i rugged phones sono dotati di schermi decisamente ampi e luminosi: un fattore non secondario per chi affronta eventi come questo. I nuovi giocattoli per adulti avventurosi hanno acceso l’interesse dei partecipanti, ampiamente soddisfatto da Stefano Giuliani di Pointech, distributore italiano di Blackview, marchio con un ampio catalogo di tali dispositivi.

La verifica di tempi e tracciati dei singoli concorrenti è affidata ai GPS logger installati su ogni moto, i cui dati vengono scaricati a fine prova ed elaborati per stilare la classifica.

Alla teoria in aula è seguita una piccola prova pratica: un tracciato di 50 chilometri e otto punti da trovare nei dintorni dell’area training della scuola Honda. Partiti lindi e puliti, gli aspiranti gibilterrini sono rientrati in ordine sparso e variamente ricoperti di fango: pare che un infido waypoint fosse proprio in mezzo a una distesa di mota piuttosto insidiosa che ha regalato non poco divertimento.

Gli apripista

All’appuntamento, ospitato nella sala didattica della True Adventure Offroad Academy, erano presenti anche i due apripista d’eccezione: Franco Picco e Roberto Boano avranno il compito di verificare ogni mattina le condizioni del tracciato prima della partenza dei piloti.

Le due glorie del fuoristrada tricolore hanno ricevuto i completi T.ur che indosseranno durante il loro prezioso lavoro nei giorni della “Dakar europea”. Picco aprirà le danze nella prima metà delle tappe, mentre Boano verificherà il percorso negli ultimi giorni. Di sicuro i due non avranno problemi ad affrontare i tracciati delle campagne europee, ma sarà interessante vedere come se la caveranno con le diavolerie elettroniche, loro che sono cresciuti a pane e road book cartacei.

Ci saremo anche noi

Noi di RoadBook siamo stati invitati a partecipare alle ultime due tappe della Gibraltar Race ma, essendo viaggiatori lenti e facilmente distraibili, abbiamo preferito mandarci qualcuno che avesse dimestichezza coi ferri del mestiere, il manico adeguato alla situazione e la forma mentis necessaria ad affrontarla. L’inviata di RoadBook sarà quindi Giada Beccari – che ha accettato il nostro invito in un millesimo di secondo – istruttore di fuoristrada certificato FMI, viaggiatrice delle sabbie più fini ed esperta di navigazione con alle spalle diverse esperienze di rally.

Giada sarà in sella a un’Africa Twin Adventure Sports equipaggiata con gomme Bridgestone Battlax Adventurecross, uguale a quella usata dagli apripista. Dalle sue parole avremo modo di vivere le gioie e i tormenti della gara, mangeremo la polvere e prenderemo fiato tra le tende disseminate di ricambi del bivacco. Già non stiamo nella pelle al solo pensiero del suo reportage su RoadBook 13, ma, per ora, non possiamo fare altro che scaldare i motori e augurare buona strada a Giada e a tutti i partecipanti della quarta edizione della Gibraltar Race.