Incontro con Manuel Villa fondatore di MST SpecialThings, produttore di parti speciali per moto destinate all’avventura e alle competizioni rally raid.

di Fabrizio Cedrati


MST SpecialThings – come già anticipa il nome – realizza quelle parti speciali che spesso non si trovano nel catalogo degli accessori delle Case, ma che rendono unica e ancora più accattivante la nostra motocicletta. L’azienda nasce dalla necessità del proprietario di costruirsi degli accessori per la sua BMW HP2 verso la fine della prima decade degli anni 2.000 grazie anche al supporto, all’esperienza e alla tecnologia dell’azienda di famiglia specializzata in meccanica di precisione e stampi.

A distanza di dieci anni MST SpecialThings ha prodotto kit per le maggiori moto adventure presenti sul mercato, realizzando, carene, cupolini, serbatoi supplementari e supporti per strumenti di navigazione e molto altro.

RB: Manuel, cosa ti ha spinto ad aprire MST SpecialThings?

MV: Devo essere sincero, un vero spirito imprenditoriale! L’inizio della convivenza con la donna che poi sarebbe diventata mia moglie e il mese di agosto 2009 totalmente disponibile per smontare e rimontare la mia moto, una BMW HP2 Enduro nel garage di casa. Dopo averla smontata, assieme a un amico possessore anche lui dello stesso modello, abbiamo pensato di sostituire le piastre sterzo con altre ricavate dal pieno, costruite sfruttando l’attività di famiglia che si occupa di lavorazioni meccaniche e costruzione di attrezzature di precisione dal 1954.

Come per ogni bravo motociclista che si rispetti, la prima foto venne pubblicata su un forum di appassionati del marchio. Queste immagini diedero il via a una serie di domande e richieste che avevano una sola risposta possibile: «Se lo ho fatte per me, posso farle anche per altri!»

Si può quindi dire che sia nata quasi per caso, è stato un carpe diem. Da allora a oggi l’evoluzione è stata crescente e continua tuttora.

RB: Il tuo background, la tua città e la tua passione per la motocicletta, quanto hanno influito a spingerti in questa avventura?

MV: A oggi, grazie alle esperienze fatte, posso affermare che questi tre elementi sono stati fondamentali alla nascita e al sostentamento dell’attuale attività imprenditoriale. Ovviamente se non avessi avuto la passione per la moto non avrei fatto nulla. Non sono abbastanza pazzo da trasformare in lavoro qualcosa che non mi appassiona.

Dall’età di 6 anni fino ai 35 la mia storia sportiva personale mi ha visto impegnato sei giorni alla settimana, per almeno due ore al giorno, con il nuoto agonistico. Non ho mai spiccato il salto che potesse rendermi unico rispetto agli altri – non era mio destino evidentemente – ma al contempo ho amato questo sport che richiede molto sacrificio e allenamento per ottenere la massima prestazione condensata in pochi secondi. La perseveranza nel voler ottenere un risultato, essendo consci di poterlo raggiungere, è l’elemento principale e premiante di tutta questa storia.

Se non avessi avuto la passione per la moto non avrei fatto nulla

È proprio il caso di dire che se mi metto in testa una cosa, ci arrivo: vedi la Honda CRF 450 Rally Kit, siamo la prima azienda al mondo ad aver realizzato questo prodotto. La città? Beh, siamo nel cuore nevralgico della “terra dei mutur”: la moto era dentro di me, mi è bastato ascoltarla.

RB: Il mercato a cui vi riferite è quello off road, principalmente agonistico e dedito alle gare di enduro o ai lunghi raid, ma nel tempo avete allargato la gamma dei prodotti anche al mondo adventure. Come nascono e come vengono realizzati i prodotti SMT?

MV: A dir la verità siamo nati nel campo delle maxienduro, principalmente BMW R 1200 GS, HP2 Enduro, F 800 GS con un solo obiettivo: cambiare la faccia a un’icona del settore perché pensiamo che la moto sia la più pura estensione dell’ego personale. Per questi modelli il nostro impegno si è concretizzato con la produzione di kit carena realizzati in ABS stampato con il processo della termoformatura, in grado di cambiare la “faccia” alla moto. Ci siamo spinti addirittura a togliere il becco alla moto icona del mercato delle maxienduro… Per molti è stata un’eresia!

È stato solo nel 2014 che ci siamo avvicinati al mondo dei rally solo perché, personalmente, ho deciso di partecipare al Campionato Italiano Motorally con una KTM 450 del 2009 allestita con i nostri primi kit Rally Light. Da lì ci si è aperto un mondo che ci ha portato a produrre quello che oggi si può vedere e toccare in sede.

Tutte la parti che realizziamo hanno una gran mole di studio alla base, solo così possiamo permetterci di “cucire su misura” il vestito della moto per ogni richiesta che ci viene fatta. Il mondo rally è il nostro reparto R&D sul campo, da cui ricaviamo tutti i feedback che ci fanno capire come impostare i nostri prodotti per un uso non competitivo, con esigenze che chiamano in causa anche lo stile oltre alla mera funzionalità.

Il mondo rally è il nostro reparto R&D sul campo

RB: Negli ultimi anni avete intrapreso anche collaborazioni con alcune tra le più blasonate case produttrici di motociclette, un grande incentivo alla crescita.

MV: Guarda la Honda Africa Twin CRF1000L. Nel momento in cui siamo stati contattati, già stavamo lavorando per creare un prodotto dedicato al narciso che ognuno di noi ha dentro di sé. Dal Giappone passiamo all’Austria: siamo stati tra i primi, nel gennaio 2017 a creare un kit per la Husqvarna 701. Uno dei nostri primi clienti ha l’ufficio ai piani alti dello stabilimento di Mattighofen…

Chiudiamo con la Honda CRF 450 Rally Replica costruita su base RX, che ha corso per tutto il 2017 e buona parte del 2018 i raid internazionali, sia per testare le nostre idee ma anche per un ritorno d’immagine. Ora questo prodotto è regolarmente in vendita e, pur essendo un concentrato tecnico “ready to race”, nove volte su dieci va in mano a persone comuni che vogliono soddisfare la loro volontà di avere una moto racing 365 giorni all’anno.

RB: Con l’arrivo in azienda di Gianluca Calò come responsabile della comunicazione avete allargato il campo iniziando a commercializzare i vostri prodotti oltreconfine. In quanti Paesi siete presenti attraverso distributori o rivenditori?

MV: Orgogliosamente posso dire che siamo realmente presenti in tutto il mondo, anche se non abbiamo un rete vendita capillare. Le potenzialità di comunicazione che ti offrono le piattaforme moderne, unite alla volontà di essere sempre presenti per le persone che ci contattano, fanno sì che siamo la rete vendita di noi stessi.

Proporre i nostri prodotti presuppone una cultura tecnica ben precisa, attualmente difficile da trovare nella grande distribuzione. Prova ne è che chi rivende o importa i nostri prodotti, molto spesso ha le mani sporche di grasso perché lavora direttamente sulle moto e magari le guida pure.

Il nostro canale B2B esiste e abbiamo intrapreso un percorso di crescita – spero nei prossimi mesi di potervi raccontare quanto sta bollendo in pentola – ma è con il B2C che troviamo le maggiori soddisfazioni. La rubrica del mio telefono aziendale ha al momento 1.700 contatti di nomi di motociclisti come me (ovvero bimbi grandi con giocattoli a due ruote), con i quali ho avuto il piacere di parlare relativamente ai nostri prodotti e buona parte di questi sono stranieri.

Lavorare con passione su una passione è stressante per soddisfare le aspettative delle persone, ma totalmente soddisfacente perché, se ottieni il risultato, la felicità che ti viene trasmessa dal cliente che vede realizzato un suo sogno è palpabile. La senti nell’aria anche se lui è dall’altra parte del mondo.

RB: Il mondo dell’adventure touring, che sempre più sta prendendo piede e fetta di mercato, quanto sta influenzando il vostro sviluppo di accessori e parti speciali?

MV: È il nostro ambiente: un pilota pro per 10.000 “normali”. Noi stessi siamo motociclisti che vogliono vivere esperienze uniche ogni volta che si siedono in sella alla propria moto.

RB: Siete molto incentrati sulle modifiche in ottica rally, ma uno che vuole viaggiare perché dovrebbe portare la moto da voi?

MV: Tecnicismo: se resiste per i rally allora mi potrà portare in capo al mondo; performance: mi posso permettere di personalizzare al 100% la moto quasi come un abito su misura; competenza: cerchiamo di essere sempre al top; allineamento: parliamo la stessa lingua, andiamo in moto anche noi e il mio obiettivo è dare risposte alle tue domande. In ultimo, ma non meno importante, Made in Italy: quello che non c’è lo costruiamo.

RB: Cosa offrono le vostre soluzioni rispetto alla moto di serie per un macinachilometri?

MV: Si può parlare di differenti aspetti come comfort, ergonomia, utilità. Predisponendo un motociclo con uno dei nostri prodotti c’è la possibilità di avere una messa a punto logica e ordinata di tutto quello che è necessario a un viaggiatore (GPS, USB, ecc.). Per l’ergonomia non interveniamo solo sulla parte anteriore, ma siamo in grado di lavorare anche su sospensioni, ruote ecc. così che la percentuale di inconvenienti ai quali di può andare incontro durante un viaggio impegnativo sia ridotta al minimo.

RB: Al momento su quali moto state lavorando escludendo il segmento specialistico?

MV: Proprio ora, mentre stiamo parlando, a fianco della mia scrivania ho una Yamaha Ténéré 700 smontata… che rimarrà identica, ma con utilità differenti. Abbiamo appena concluso il lavoro a 360° sulle KTM 690 Enduro, 790 Adventure e 990 Adventure. A gennaio è in programma la Husqvarna 701 2020 e, a seguire la 701 Long Range.

RB: Essendo MST un’azienda con un’impronta artigianale che offre anche servizi su misura, un po’ come un vestito sartoriale lo disegnate sulle specifiche esigenze del cliente?

MV: È il cuore del sistema MST. Anche quello che è standard è perfezionabile in base alle richieste del cliente. Le variabili sono il tempo necessario e l’aspetto economico dell’operazione.

RB: Manuel, ma per meglio testare i vostri prodotti ti cimenti anche tu in qualche gara?

MV: L’ho fatto, come dicevo, partecipando senza alcun tipo di velleità agonistica al Campionato Italiano Motorally dal 2014 al 2016. A dire la verità facevo a gara con le scope del Campionato! Ho partecipato al Rally Albania 2016 e forse nel 2020 parteciperò nuovamente a qualche gara, ma sempre con la massima attenzione: possiedo una partita IVA e ho persone che ogni mattina mi aspettano in azienda.

RB: Come ti immagini MST fra 10 anni?

MV: A oggi i riferimenti sono sulle moto di cui ho parlato prima; tra dieci anni una bella moto da rally elettrica “made in Reggio Emilia”? Perché no, per molti non saremmo mai andati sulla Luna.