Siamo stati in Sierra Leone per l’avvio del progetto di solidarietà In Moto Con l’Africa, occasione per vedere com’è una realtà così difficile e per fare un esperimento: percorrere al contrario il viaggio di chi ha bisogno di cure.

di Nicola Andreetto


La moto è un mezzo di trasporto eccezionale: è capace di divertire, entusiasmare, unire. Chi meglio di noi motociclisti può capirlo? Attorno alla moto nascono amicizie, si rafforzano relazioni, su di lei si dedicano tempo, abilità e anche denaro. Per noi la moto è passione. 

Ma ciò che intendo dire è che è letteralmente un mezzo di trasporto eccezionale: è leggera, facile, economica. Tutte doti che emergono quando la si mette alla prova in contesti difficili come quello della Sierra Leone.

Chiunque si sia trovato a viaggiare in queste realtà ha ben presente quanto sia sfruttata la grande versatilità di motociclette di piccola cilindrata. Sono una risorsa preziosa che sta alla base del tessuto sociale, degli spostamenti di tutta la famiglia su distanze spesso considerevoli e su strade sempre difficili.

Da questa consapevolezza, un gruppo di motociclisti ha avviato un progetto di solidarietà che si chiama In Moto Con l’Africa e che è stata la causa scatenante di questo viaggio.

In Sierra Leone

La Sierra Leone non è nota per le spiagge o le attrazioni turistiche, quanto per i suoi tristi primati di mortalità durante il parto e infantile. Non è dunque una meta ambita e le motivazioni del nostro viaggio sono da ricercare altrove. Qui una moto può fare la differenza tra la vita e la morte, tra raggiungere le cure o rimanere isolati.

Ci siamo andati a gennaio, durante la stagione secca, per non complicarci troppo le cose perché da giugno a novembre le piogge battono copiose un terreno fangoso e muoversi diventa quasi impossibile.

Lo scopo del nostro viaggio era documentare soprattutto un aspetto: la relazione tra l’accesso alla sanità e il trasporto, specie in casi di emergenza. Sì, lo sappiamo, non è un argomento allegro, ma riteniamo sia molto importante vedere come anche la moto giochi un ruolo principe in queste situazioni.

In queste situazioni estreme anche la moto gioca un ruolo principe

Abbiamo seguito il personale di Medici Con l’Africa Cuamm, organizzazione di medici missionari che da 70 anni opera nel Continente Nero e che proprio qui in Sierra Leone ha recentemente raggiunto risultati notevoli grazie alla capacità di gestire complessità e di collaborare con le realtà locali.

In particolare è stata incaricata dal governo sierraleonese di avviare il National Emergency Medical Service, più semplicemente il servizio di primo soccorso, il nostro 118 per farla breve.

Abbiamo così potuto assistere alle loro operazioni, vedere i loro centri operativi e logistici, incontrare il personale medico e fare un piccolo esperimento: ripercorrere al contrario, ovvero dall’ospedale della capitale Freetown verso un remoto villaggio sperduto, il possibile viaggio di un paziente bisognoso di cure.

In Moto Con l’Africa

Si tratta di una raccolta fondi mirata all’acquisto di moto-ambulanze, pieni di benzina, corse in moto-taxi e di tutto ciò che concerne il trasporto di pazienti da zone remote ai centri di assistenza sanitaria in particolare in Sierra Leone e Sud Sudan.

Quanto raccolto viene interamente affidato a Medici Con l’Africa – Cuamm e rendicontato sul sito www.inmotoconlafrica.org dove potete trovare tutte le informazioni per dare il vostro sostegno.