Un’approfondita recensione dello zaino Kriega R15 testato per tre anni di fila in situazioni molto diverse. Soluzione robusta, compatta e leggera che soddisfa sia gli amanti dei lunghi raid in moto sia i motociclisti pronti a saltare in sella per un giro a corto raggio.

di Riccardo Petrocco


Iniziamo con l’ovvio, in moto meno peso si ha in spalla e meglio è. La mia filosofia è avere a portata di mano solo le cose veramente indispensabili: passaporto, portafogli, telefono e documenti della moto. Questo vale sia se sono in giro con la piccola moto specialistica – anche perché non ho tasche e bagaglio – sia in viaggio con la mia KTM 640.

Prima di acquistare lo zaino Kriega R15 ho usato solo camelback e sacche economiche, tipo il classico zainetto Decathlon. Inutile dirlo, ma non hanno mai resistito più di un anno prima di iniziare ad avere problemi: il tubo della sacca dell’acqua che inizia a cedere, la cerniera che non chiude più come prima, gli elastici che si deformano.

Dopo aver accumulato una decina di zaini e sacche ormai inutilizzabili, ho deciso di provare gli zaini Kriega. La scelta è ricaduta sul modello R15 con dimensioni ridotte ma abbastanza grande da poter contenere l’indispensabile. L’azienda inglese produce anche altri modelli, i Kriega R20 e R30, ma ho preferito quello più piccolo perché tendo sempre a riempire tutto lo spazio disponibile, quindi meglio limitare i litri da portare sulle spalle.

In moto meno peso si ha in spalla e meglio è

Lo uso ogni fine settimana in sella a una enduro specialistica e lo porto sempre con me durante i viaggi-avventura di uno o più settimane con la fidata KTM 640. A dire il vero è talmente comodo che lo uso anche in settimana bianca.

Durante le scorribande in enduro porto con me solo l’essenziale: una camelback per l’acqua, il portafogli, il cellulare, una giacca impermeabile, un paio di guanti, una barra energetica e un piccolo kit attrezzi. Invece, quando sono fuori per più giorni, monto dei bagagli molto stretti e aderenti alla moto che preferisco non aprire fino a fine giornata. Quindi nello zaino metto tutto quello che mi può servire mentre sono in sella.

Espandibilità e impermeabilità

Lo zaino ha cinghie laterali per poterlo stringere ed evitare che il contenuto si muova troppo quando non è completamente pieno. Lo stesso vale per la sacca interna dell’acqua, con il suo compartimento e cinghie dedicate; queste hanno una piccola clip per tenere insieme l’eccesso, ma non sempre funziona.

Ho pensato a possibili alternative, ma non saprei come migliorarlo: fossero di materiale elastico sarebbero meno intrusive, ma non altrettanto durevoli. Resistenza e durevolezza sono infatti le caratteristiche principali dei prodotti Kriega, che offre una garanzia di ben dieci anni.

Il vantaggio delle cinghie è quello di poter espandere la capienza fino a un totale di 15 litri. Uno dei timori era però di restare incastrato tra i rami durante la guida su tracciati single track, ma non è mai successo.

Lo zaino l’ho portato sempre con me, incluso un recente viaggio in Laos. Come bagaglio a mano sono riuscito a metterci un portatile e tutta l’attrezzatura fotografica (mirrorless con qualche lente, GoPro, e una miriade di accessori).

L’unica parte dello zaino veramente impermeabile è un piccolo compartimento interno dove conviene tenere custoditi i documenti e gli oggetti più importanti. Il resto è idrorepellente e tutto sommato resiste all’acqua per un bel po’ di tempo. Non ho mai capito bene la differenza fra “resistente all’acqua” e “impermeabile” finché non mi sono ritrovato totalmente ricoperto di fango. Lo zaino è comunque molto compatto e in caso di pioggia insistente può essere facilmente indossato sotto l’antipioggia.

Sistema Quadloc-lite

Il sistema Quadloc-lite brevettato da Kriega è la caratteristica più intelligente dello zaino, quella che fa innamorare. Il modo in cui si allaccia, scaricando il peso dalle spalle sul petto, è semplicemente geniale. Lo zaino rimane incollato alla schiena riducendo al minimo i movimenti e il dondolio: basta poco tempo e ci si scorda di averlo addosso.

L’R15 è dotato di una cinghia addizionale da attaccare intorno alla vita. Onestamente non se ne sente la necessità e la si può togliere subito.

Accessori

Per quanto riguarda il camelback, basta dire che in tre anni di utilizzo costante la sacca, il tubo e tutte le piccole cinghie elastiche sono ancora come nuove. Il tubo ha una membrana termica esterna che funge da isolante; testato in Svezia durante un’uscita in moto invernale a -10 gradi, per la prima volta non mi sono trovato a cercare di succhiare un pezzo di ghiaccio lungo mezzo metro.

Quando invece devo affrontare giornate torride ho l’abitudine di aggiungere dei cubetti di ghiaccio direttamente nella sacca dell’acqua. Anche qui, grazie all’isolamento termico, evito di bermi una tazza di tè a ogni pausa.

L’aspetto che si potrebbe migliorare è l’attacco del tubo allo zaino: il velcro riesce a tenerlo ben saldo, ma gli ultimi venti centimetri di solito penzolano in maniera fastidiosa.

Kriega offre anche vari paraschiena (tutti certificati CE di livello 2) che si integrano direttamente nello zaino. Prende un po’ di spazio, ma permette di togliere quello integrato nella giacca, il che vuol dire una ventilazione parecchio migliorata. Comodo nell’utilizzo in lunghi viaggi, quando si passano molte ore alla guida.

Il Kriega R15 non è sicuramente lo zaino più economico sul mercato, ma vale ogni centesimo. L’azienda non ha ancora un distributore ufficiale per l’Italia, ma i prodotti possono essere facilmente reperiti nei vari negozi online al prezzo indicativo di 129 euro.

Tre anni con in spalla uno zaino Kriega R15
Vestibilità8
Resistenza10
Versatilità7
Feeling9
Pro
  • Comodo
  • Leggero
  • Funzionale
Contro
  • Non impermeabile
  • Cinghie troppo lunghe
  • Tasca interna piccola
8.5Totale