Shad-Nad: 50 anni di selle e valigie da Barcellona

L’azienda spagnola ci ha invitato a Barcellona per festeggiare il cinquantennale. Abbiamo avuto più volte l’occasione di usare l’assortimento di borse e valigie, ma eravamo all’oscuro di un paio di curiosi retroscena.

di Dario Tortora


Si dice sempre che la moto si guida col corpo e vale la pena ricordare che la superficie di contatto con il veicolo è il deretano sulla sella. Vi sorprenderà scoprire che molto probabilmente questo componente della vostra motocicletta è stato costruito negli stabilimenti NAD-SHAD in Catalogna, proprio qui dove siamo in visita per partecipare ai festeggiamenti dei 50 anni dell’azienda.

La combriccola di giornalisti da vari Paesi europei (Francia, Germania, Gran Bretagna… ) viene accolta da Jaume Xicola Serrano, figlio del fondatore e attuale amministratore delegato.

Parla un ottimo italiano, motivo per cui passerà la maggior parte del tempo con noi («siete anche più simpatici») manifestando un umorismo brillante e condividendo osservazioni molto acute sullo stato del mercato.

L’attività è iniziata nel 1973 e da allora il gruppo NAD è cresciuto inesorabilmente, arrivando a diventare il primo produttore al mondo di selle e valigie OEM (ovvero di primo equipaggiamento); all’ingresso degli uffici sono appesi i marchi di cui è fornitore e si fa davvero fatica a scovare chi manca.

Un altro esempio: girando per la fabbrica siamo incappati in un’intera parete di borse Vario in costruzione, proprio quelle telescopiche famosissime che escono dai concessionari BMW montate sui boxer bavaresi.

Discorso simile per le selle: ne abbiamo viste di ogni forma e colore, con impressi praticamente tutti i marchi più noti. Interessante assistere alla fabbricazione di quelle riscaldate, un processo di cui l’azienda è molto orgogliosa e che prevede due linee di produzione separate a seconda delle esigenze del committente.

In pratica un braccio robotizzato “disegna” le resistenze direttamente nelle scanalature predisposte nell’imbottitura, che viene poi rivestita con la fodera da un operatore umano, il quale ha anche il compito di verificare bene la conformità e qualità del risultato finale.

Si tratta di un procedimento che è una via di mezzo fra industriale e artigianale, a garanzia di un risultato di altissimo valore: non sembra, ma perché una sella esca dalla linea di produzione ci vogliono fino a quattro settimane (e da tre a dodici mesi per la progettazione).

Un procedimento che è una via di mezzo fra industriale e artigianale

Se il mercato OEM rappresenta il 55% del fatturato di NAD (25% le valigie e 30% le selle), il rimanente 45% arriva dai prodotti a marchio SHAD, creato nel 1992 per dedicarsi all’aftermarket. Design, progettazione, sviluppo e produzione per il mercato europeo avvengono a Barcellona, mentre gli stabilimenti in Asia (Cina e Indonesia) servono il resto del mercato mondiale.

NAD-SHAD è infatti presente in oltre 80 Paesi con più di 5.000 punti vendita e un ambizioso programma per il 2023 che prevede la produzione di un milione di selle e più di mezzo milione di valigie.

È sempre interessante vedere i retroscena di come vengono ideate, progettate e assemblate le moto e gli accessori, e il reparto valigie non è da meno. Jaume Xicola Serrano ci racconta che si tratta di un prodotto più complesso delle selle: una borsa finita può essere composta anche da 75 componenti e ci vogliono da uno a due anni per la progettazione e le fasi di test al fine di garantire la sicurezza dell’aggancio sulla moto.

Una borsa finita può essere composta anche da 75 componenti

Belle le valigie della linea Terra (la nostra prova è su RoadBook 20), costruite a partire da un unico foglio di alluminio piegato e rivettato per garantire la massima impermeabilità. Strizzando l’occhio all’ambiente, quelle nere vengono costruite a partire dai fogli scartati per quelle “lisce” perché presentano piccoli graffi superficiali, che ovviamente spariscono con il processo di verniciatura.

Passando per gli uffici dell’amministrazione la nostra attenzione viene catturata da una parete su cui sono raccolte le foto e i post Instagram dei viaggiatori che vagabondano per il pianeta usando i prodotti dell’azienda.

Il nostro tour sta per finire e c’è giusto il tempo di vedere la nuova gamma di borse da serbatoio con sgancio rapido “Click System” tramite ferro di cavallo da applicare al serbatoio. Ce ne sono diverse e di varie misure, fra cui la nuova E091CL dotata sia di serratura per evitare che un malintenzionato possa asportarla sia di chiusura con un lucchetto a combinazione per impedire l’accesso al contenuto.

In ultimo veniamo invitati a una sfida cronometrata di commiato, una sorta di giochi senza frontiere fra i Paesi presenti per testare la rapidità con cui è possibile sganciare in sequenza otto borse dotate di Click System presenti sul tavolo.

Chi scrive è riuscito a mantenere viva la tradizione di RoadBook di arrivare inesorabilmente fra gli ultimi, ma un collega italiano (di quelli che impennano e traversano, gente abituata allo spirito competitivo) ha tenuto alta la maglia azzurra piazzandosi al primo posto. Tanto basta per tornare a casa sogghignando felici.