Botturi riparte dal Motorally 2026 dopo un’Africa Eco Race da uomo di squadra: veloce, lucido e decisivo nel successo finale Yamaha.
di Dario Tortora
Alessandro Botturi ha cinquant’anni ma continua a stare dove conta davvero, ovvero nei contesti in cui esperienza, velocità e lettura della gara fanno ancora la differenza.
Yamaha lo ha rimesso al centro del proprio programma off road 2026, confermandolo con il team CF Racing nel Campionato Italiano Motorally, accanto a Matteo Drusiani.
Per noi di RoadBook non è una sorpresa. Al Bottu abbiamo dedicato la copertina del numero 52 perché il suo peso specifico va oltre il risultato di quest’anno. Non ha vinto, è vero, ma dire che la vittoria Yamaha all’Africa Eco Race sia arrivata anche grazie a lui non è una carezza giornalistica.
L’Africa Eco Race, come abbiamo raccontato sia nella prepartenza sia nei video quotidiani in italiano, è rimasta fedele alla natura dei grandi rally africani: partenza da Tangeri, attraversamento di Marocco e Mauritania, arrivo in Senegal con passaggio finale sul Lago Rosa.
Una corsa ancora costruita sul mito della traversata del deserto, più che sulla semplice somma dei tempi.
Nel risultato finale Yamaha ha firmato una pagina importante: Kevin Gallas ha vinto la classifica moto, Gautier Paulin ha chiuso secondo a soli 41 secondi, regalando una storica doppietta alla Ténéré 700. Ma dentro questa storia c’è anche il Bottu, e non come comparsa di lusso.
La sua gara si è complicata quando era pienamente in partita. Dopo un avvio forte e una vittoria di tappa, la quarta speciale lo ha tradito a pochi chilometri dal traguardo: un guasto elettrico lo ha fermato nel deserto, facendogli perdere oltre un’ora.
Una corsa costruita sul mito della traversata del deserto
È lì che Botturi ha cambiato mestiere al volo: meno cacciatore di classifica, più uomo di squadra. Nelle tappe mauritane, dove aprire la pista è una punizione più che un vantaggio, ha lavorato di esperienza e strategia: controllando gli avversari, leggendo la situazione, esponendosi il giusto, per poi mettere i compagni nella condizione di fare la differenza.
È il lato meno fotogenico dei rally, ma anche quello che separa un pilota veloce da uno che sa far vincere la sua squadra.
Per il 2026 Yamaha lo posiziona come figura centrale per il Campionato Italiano Motorally, la nostra disciplina che piace perché unisce gara, navigazione, paesaggio e passione. Un modo meno roboante e molto intelligente di andare forte in moto.
Botturi, in fondo, rappresenta proprio questo: l’idea che nel fuoristrada la velocità conta, certo, ma che da sola non basta mai. Serve capire quando attaccare e quando invece mettere il proprio talento al servizio di qualcosa di più grande.

