XSpace, le prime valigie espandibili di GIVI

GIVI presenta XSpace, la sua prima valigia espandibile utilizzabile anche come baule. Si tratta di un grande passo in avanti per la Casa bresciana che ha colto l’occasione della presentazione per mostrare alla stampa i suoi impianti produttivi.

di Antonio Femia


GIVI ha presentato nella sua sede di Flero (BS) le sue prime valigie espandibili. Si chiamano XSpace, sono realizzate in tecnopolimero e si agganciano a telai e piastre con sistema Monokey.

Il sistema brevettato da GIVI dopo anni di sviluppo permette di azionare dall’esterno il meccanismo di espansione, ed è operabile anche a valigia piena. 

GIVI XSpace: come si usano

La configurazione compatta della GIVI XSpace offre una capacità di 27 litri. Per espandere la valigia è sufficiente aprire il pannello di apertura (non completamente, basta che non sia chiuso), sbloccare le due maniglie laterali e tirare verso l’esterno.

In questo modo il corpo della valigia viene in fuori di 60 millimetri portando il volume a 36 litri. In configurazione espansa, la valigia GIVI XSpace può ospitare un casco touring con frontino parasole.

Il pannello scorre in entrambe le direzioni senza intoppi e con movimento fluido grazie al meccanismo a cremagliera che distribuisce la spinta applicata sui due lati in modo uniforme. La valigia pesa 6 kg ed è omologata per un carico massimo di 10 kg.

GIVI XSpace: versioni, accessori e chiavi

Le valigie XSpace sono vendute singolarmente perché sono pensate per essere montate indifferentemente sia come valigie laterali, sia come bauletto. Il sistema di aggancio Monokey permette di utilizzarle anche sulle moto più datate.

Le valigie utilizzano blocchetti serratura estraibili Smart Security Lock da acquistare separatamente, gli stessi usati sull’ultima generazione di valigie in alluminio Trekker Outback e borse morbide Canyon.

In questo modo è possibile aprire fino a cinque valigie o borse diverse con la stessa chiave, oppure spostare i blocchetti da una coppia di valigie all’altra.

È anche disponibile il cilindro serratura per la chiave originale BMW, un optional per ora dedicato solo alle bavaresi ma non è esclusa la possibilità che venga reso disponibile anche per altri marchi.

La valigia espandibile XSpace è disponibile nelle due varianti: in nero (interamente in tecnolpolimero), e nera con cover in alluminio anodizzato.

L’interno è rivestito in tessuto impermeabile rosso, utile per non graffiare caschi e oggetti delicati, e include una rete elastica per fissare il carico.

Tra gli accessori segnaliamo la borsa interna che replica le forme e dimensioni interne, il portapacchi superiore e lo schienalino, questi ultimi destinati all’utilizzo come bauletto.

Le valigie espandibili GIVI XSpace sono disponibili singolarmente al prezzo di 320 euro per la versione in nero e di 370 euro per quella con inserti in alluminio.

Segnaliamo che per la gamma XSpace è possibile estendere la garanzia di ulteriori 24 mesi registrandosi al servizio GIVI My Garage, per un totale di quattro anni.

GIVI: quasi cinquant’anni di innovazioni

La presentazione delle valigie espandibili XSpace è stata per GIVI l’occasione per fare il punto sulla strada percorsa in quarantotto anni di attività, ricchi di innovazioni che hanno cambiato il modo di viaggiare in moto e quello di viverla nel quotidiano.

Una storia emblematica, di quelle che iniziano in un garage e arrivano in tutto il mondo. Il cuore, la mente e le braccia sono però sempre lì, alle porte di Brescia dove oggi hanno sede gli uffici e il centro nevralgico della produzione, i cui impianti abbiamo avuto la possibilità di visitare insieme ai colleghi della stampa.

Nello stabilimento dedicato ai polimeri abbiamo scoperto che, per realizzare una valigia, il materiale viene iniettato a migliaia di bar in stampi chiusi con pressioni dell’ordine delle tonnellate.

Quello dedicato ai metalli, dove si lavorano i fogli di alluminio e si costruisce l’immenso catalogo di telai e telaietti della Casa, affascina per il livello di automazione: dal taglio alla piegatura fino alla saldatura è tutto operato da macchine a controllo numerico che danzano guidate dagli operatori.

C’è poi un terzo stabilimento dove si assembla il tutto e che funge anche da polo logistico. È stata una visita interessante perché, più che uno sfoggio di muscolatura produttiva, si è trattato del racconto di cosa c’è dietro a quei componenti che ogni giorno usiamo sulle nostre moto, del perché funzionino e degli sforzi continui per renderli migliori.