RoadBook Academy Asiago, bis della scuola di motoviaggio

Il secondo appuntamento della RoadBook Academy si è svolto tra i boschi e le sterrate militari di Asiago. Un partecipante ci racconta dal suo punto di vista questi due giorni di didattica e divertimento.

di Luca Florida – foto Antonio Femia e Marco Manzoni


Quando sei uno stradista e si avvicina il fine settimana, sai che le gomme sono state controllate, la tuta in pelle è pronta e il gruppo degli amici smanettoni aspetta solo il percorso che stai preparando. Il tuo unico pensiero è: «La strada sarà pulita e in ordine? Speriamo non ci siano troppe buche… ».

Perché, in fin dei conti, l’asfalto porta sempre da qualche parte: alcune strade sono più belle, altre meno, ma per andare da A a B una via si trova sempre. Ma se a un certo punto scoprissimo che, con un po’ di sterrato o mulattiera, tra A e B c’è un’intera enciclopedia di luoghi, momenti e persone?

Credo che sia questo il miglior termine per riassumere il secondo appuntamento della RoadBook Academy: un’enciclopedia scritta durante due giorni di risate, tecnica e condivisione sotto l’occhio attento degli istruttori federali Alessandro Pagani e Filippo Pandin che, insieme ad Antonio Femia e Marco Manzoni della redazione di RoadBook, ci hanno fatto da guida per tutto il week-end.

Primo impatto alla RoadBook Academy

Per me la mattina del sabato comincia proprio da stradista, percorrendo per l’ennesima volta le vie che portano ad Asiago in sella alla mia MT-09 SP: borse cariche e, agganciati col ragno, degli stivali da enduro e un vecchio casco da battaglia.

Arrivando al rifugio Verenetta, campo base di questa edizione, mi si para davanti una mandria di mucche al pascolo come per ricordarmi che là, in cima alla montagna, è la natura a fare le regole e noi possiamo essere solo esploratori di passaggio.

Lasciata la mia moto e indossati gli stivali, è arrivato il momento delle presentazioni e del primo brief della giornata, che si conclude con la regolazione della pressione pneumatici.

Senza neanche rendermene conto, in pochi minuti mi ritrovo in sella a una Ténéré 700 della Di Traverso Adventouring: una moto pronta ad affrontare ogni terreno che si possa incontrare, ma della quale, per il momento, non so nel modo più assoluto cosa farmene.

Posizione di guida con la schiena completamente eretta, manubrio rialzato, pedali del cambio e del freno posteriore così alti che quasi li aziono involontariamente; per non parlare dei primi venti minuti con le ruote tassellate!

La lezione procede spedita ma senza fretta, con il ritmo e il tempo giusti per essere esaustivi. I nostri istruttori ci illustrano l’importanza di un buon abbigliamento per il viaggio-avventura prima di passare alla tecnica di guida con la posizione in sella e ai vari modi di affrontare i fondi naturali: in men che non si dica, ci ritroviamo già a percorrere il circuito di allenamento.

Una piccola ma importante nozione che ho appreso sulla guida in fuoristrada è quella di spostare il peso verso l’esterno della curva, esattamente il contrario di come si fa sull’asfalto.

Vi lascio quindi immaginare cosa può accadere a uno stradista puro come il sottoscritto, completamente digiuno di sterrato: è andato a me il premio per la prima caduta della giornata.

La lezione procede con il ritmo e il tempo giusti

Dopo diversi giri del circuito e di prove in salita e discesa sotto l’occhio vigile degli istruttori, siamo partiti alla volta del pranzo con il primissimo tratto di sterrato, per poi trascorrere tutto il pomeriggio percorrendo un anello tra i boschi nella zona dei cimiteri di guerra inglesi, alternando pietraie e sterrati a volte un po’ più tecnici all’asfalto defaticante.

Questo circuito ci dà modo di mettere in pratica quanto appreso al campo durante la mattina: pendenze, contropendenze e salite, con in più delle pozze di fango un po’ più profonde che hanno dato qualche grattacapo ad alcuni (me compreso, ma faccio finta di niente).

Rientrati al rifugio, seguiamo una lezione sui sistemi di navigazione satellitare, incentrata su nozioni e concetti fondamentali per dare forma a viaggi e avventure consapevoli e sicure. Il tutto chiaramente accompagnato da una birra fresca per recuperare i sali prima di passare a una cena ricca di aneddoti e condivisione.

RoadBook Academy: tutta un’altra storia

La mattina seguente, dopo una bella colazione tutti insieme, partiamo senza indugi con qualche giro al campo training per riscaldare i muscoli. Poi via per la vera avventura di 150 km su strade e sterrati dell’altopiano: alberi verdissimi tra i prati e un cielo sereno, macchiato solo da qualche nuvola che a tratti ci offre un po’ di sollievo dal sole.

A un certo punto, lungo il percorso, abbiamo anche modo di seguire una lezione pratica di meccanica d’emergenza: il pedale del cambio della Moto Guzzi V85 TT di Antonio ha deciso di rompersi.

Con un lavoro di gruppo sopraffino, capitanati da Alessandro, risolviamo il problema in circa mezz’ora. Se non fosse per quel po’ di ritardo, si potrebbe dire che l’intoppo fosse parte del programma!

Un’avventura di 150 km su strade e sterrati dell’altopiano

Da lì la giornata prosegue senza imprevisti: l’anteriore galleggia sui sassi, la moto scorre lungo i sentieri e, pian piano, l’ansia di cadere viene annullata dal divertimento puro e dal benessere trasmesso dalla natura che ci circonda.

Dopo la pausa pranzo con abbondanti vassoi di buonissimi affettati e formaggi, ritorniamo su strade meno che secondarie verso Asiago e puntiamo alla tappa finale del nostro percorso e del weekend: la salita al forte Verena.

La fatica comincia a farsi sentire per tutti, la salita pare sempre più un’impresa, ma pian piano mi accorgo che, braccia esauste a parte, la moto pare guidarsi da sola. Soprattutto mi accorgo che sono sparite le enormi difficoltà che avevo provato la mattina precedente, appena entrato nel circuito di allenamento.

Raggiunto il forte, ammiriamo il panorama e cerchiamo di immortalarlo in foto prima della discesa faticosa, che percorriamo ormai quasi in automatico, verso il campo base per gli ultimi saluti.

Siamo tutti già proiettati verso la prossima avventura e nei sorrisi di ciascuno si legge già un pizzico di nostalgia per il fine settimana di risate, condivisione, fatica e crescita personale che ormai volge al termine.

Tutti noi partecipanti siamo consapevoli di quanto ci ha lasciato la RoadBook Academy, ma io mi sbilancio dicendo che, forse, questa scuola mi ha fatto vedere cosa vuol dire davvero vivere appieno la moto.

Come ho detto a Marco e Antonio in cima al forte, questo corso non è stato quello che mi aspettavo, ma esattamente quello che speravo.