RiderDays 2026: le sfaccettature del motociclismo

Cresce l’evento motociclistico che mette al centro il territorio e le storie di viaggio. Vi raccontiamo l’edizione 2026 dei RiderDays, tra incontri sul palco e la scoperta dell’Abruzzo più vero.

di Marco Manzoni – foto Antonio Femia e Dario Tortora


Riuscire a unire la passione per la guida in moto alla valorizzazione reale di un territorio non è per nulla semplice. Gli eventi dedicati alle due ruote sono molti e quasi tutti raccontano questa sfida, ma pochi riescono a trovare la quadra.

Tanto è facile convincere un motociclista a salire in sella per percorrere belle strade, quanto è complesso convincerlo a fermarsi, scendere dalla moto e rendergli interessante quello che il territorio ha da raccontare. Storia, cultura, persone, mestieri, stili di vita… sono così tante le sfumature del nostro Paese, che basta alzare la testa dalla strada per trovare tradizioni e peculiarità affascinanti.

RiderDays ha confermato anche quest’anno la sua attitudine a rendere ancora più coeso questo aspetto tra valorizzazione del territorio e passione per la moto.

La formula è rimasta pressoché invariata rispetto alla scorsa edizione, ma si è perfezionata adattandosi alle esigenze e al pubblico, ed è maturata grazie alla moltitudine di appassionati giunti a Pescara da diverse regioni d’Italia.

La forza dell’evento risiede nel suo essere una porta di accesso privilegiata alle bellezze meno inflazionate dell’Abruzzo. Non solo le classiche mete turistiche ma piccoli gioielli nascosti in una rete di strade secondarie e realtà locali che meritano il nostro tempo per essere scoperte.

RiderDays 2026: dei buoni padroni di casa

Se il centro nevralgico dell’evento è stato il village presso il Porto Turistico Marina di Pescara, le attività dinamiche hanno rappresentato uno dei pilastri portanti di questo appuntamento. L’iscrizione ai RiderDays, infatti, offriva la possibilità di prendere parte ai tour in moto, organizzati e guidati dai motoclub locali.

Il grande valore aggiunto di questa iniziativa risiede proprio nel fatto che le esperienze in sella sono state tutte pianificate da persone del luogo, che conoscono nel dettaglio il territorio e che hanno strutturato delle esperienze capaci di unire la guida sulle loro strade preferite alla scoperta di angoli di Abruzzo nascosti, delle sue realtà locali e delle tradizioni.

I partecipanti hanno potuto scegliere da un ampio ventaglio di proposte, strutturate per svelare i diversi aspetti della regione. Itinerari come Gioielli d’Acqua, che prevedeva una sosta al Lago di Penne e al Centro Visita del Lupo, hanno mostrato l’attenzione per l’aspetto naturalistico.

Altri percorsi, tra cui Oro d’Abruzzo e il Tour dei Calanchi, hanno invece integrato nel tracciato visite a frantoi storici e birrifici artigianali della zona, offrendo un contatto diretto con i produttori locali. Non sono mancati tour caratteristici come quello dei Trabocchi con la sosta all’Abbazia di San Giovanni in Venere capaci di porsi come uno strumento di contatto culturale.

Grande affluenza anche per i test ride offerti da Autoabruzzo BMW Motorrad e da Autoepi Honda, che hanno messo a disposizione del pubblico i loro modelli per una prova su strada.

Numerose poi le moto esposte al Legend Garage, il padiglione che ha ospitato il concorso sulle moto d’epoca indetto dalla Federazione Motociclistica Italiana, nel quale tutti potevano votare inquadrando il QR code apposto sul modello preferito.

RiderDays 2026: chi parte e chi resta

In qualità di media partner dell’evento, il nostro contributo si è sviluppato lungo due direttrici. Se da un lato abbiamo partecipato e raccontato alcuni dei percorsi motociclistici, dall’altro abbiamo curato la gestione e la conduzione degli interventi sul Rider Stage, alternandoci sul palco per introdurre gli ospiti e moderare gli incontri.

Il palco ha rappresentato il luogo di convergenza di storie personali e diversi approcci al mondo della moto, con un ricco palinsesto che ha coperto l’intero fine settimana condividendo visioni sempre positive del variegato mondo delle due ruote: dal viaggio come strumento di crescita e scoperta della diversità umana, alla beneficenza e al motociclismo come strumento per fare del bene.

Grande valore è stato dato ai temi dell’inclusività e dell’impegno sociale con interventi dedicati alla Mototerapia del dott. Luca Nuzzo, le testimonianze dell’associazione BACA (Bikers Against Child Abuse), attiva nel supporto alle istituzioni nell’aiuto ai bambini vittime di abuso, e l’iniziativa “Guido anch’io” promossa dall’ACI Pescara – volta a far provare l’entusiasmante guida dei go-kart a bambini disabili.

Testimonial dell’iniziativa e ospite del nostro palco è stato Alex Innocenti, pilota “diversamente disabile” che ha raccontato alla platea la sua attività di istruttore moto per ragazzi disabili.

È stata poi la volta di WIMA (Women’s International Motorcycle Association) e delle Centaure on the Road che hanno raccontato come lo stare insieme, tra donne, sia un supporto concreto per superare le inibizioni di un mondo che per lungo tempo è stato riservato agli uomini, ma anche come l’unione possa essere uno strumento per farsi coraggio a vicenda verso nuove esperienze.

Questi momenti hanno evidenziato come le due ruote possano generare occasioni di unione e sostegno, ma soprattutto di indipendenza personale.

Il viaggio come strumento di crescita e scoperta della diversità umana

Lo spazio del talk ha poi dato voce anche ai viaggiatori. Abbiamo intervistato Lucrezia Sfamurri, che ha raccontato il suo passaggio dal motocross ai viaggi e agli eventi adventouring all’interno del progetto Dal Tacco al Tassello.

Mr Diavel (Francesco Legnazzi), ha raccontato del suo amore per l’Abruzzo e ha condotto uno dei tour guidati, e i viaggiatori Claudia Gonnella, Luca Dell’Anno, Rocco Cossa e Vanni Verza, hanno coinvolto il pubblico con aneddoti e curiosità vissute a spasso per il mondo: da momenti simpatici e situazioni buffe, fino a incontri profondi e ricchi di emotività con le persone incontrate lungo la strada.

Con loro il palco dei RiderDays si è trasformato per qualche ora in un salotto di amici in cui aleggiavano aneddoti di intoppi e difficoltà ripagati dagli incontri che solo la strada può offrire.

Persone aiutate o che hanno dato una mano, nuove amicizie, famiglie che hanno ospitato e momenti condivisi. Insomma, storie di vita.

Dalle alte strade polverose del Ladakh solcate da Claudia Gonnella ai viaggi in solitaria tra Africa e Medio Oriente di Luca dell’Anno, passando dalla corsa verso Ushuaia, la città più australe del mondo, di Vanni Verza fino ai racconti mistici di Rocco Cossa che ha percepito surreali segnali da improbabili statue incrociate in viaggio.

È sempre emozionante ascoltare le testimonianze di persone che hanno viaggiato molto, soprattutto in moto dove si è molto più esposti a ciò che accade lungo la strada.

La componente più tecnica e sportiva è stata invece rappresentata da Francesco Puocci, pilota di motorally con ottimi risultati e primi posti in rally come quelli di Marocco, Albania, Andalusia e Ungheria, oltre che alla Dakar.

Francesco ha raccontato con la simpatia e la naturalezza di un vecchio compagno di merende i problemi e le complicazioni che si devono affrontare prima e durante questo genere di competizioni.

È stata poi la volta di Andrea Stella che ha portato sul palco una preziosa nota storica presentando la sua Honda Dominator, uno degli unici due esemplari autentici e targati, reduci dal Camel Marathon Bike.

Tra gli espositori erano presenti anche Ennio Garage, uno specialista della manutenzione estetica di moto e auto e Dunlop che ha portato in esposizione tutta la gamma moto per rispondere a qualsiasi domanda dei visitatori.

Collettore di tutte queste attività è stato il village, che ogni sera si animava ulteriormente grazie ai concerti serali e alla presenza dei numerosi street food con specialità abruzzesi e da tutto il mondo, che hanno attirato ancora più pubblico, tra famiglie e residenti.

I RiderDays 2026 si chiudono con un bilancio più che positivo e la moto-parata finale sul lungomare di Pescara e tra le vie del centro è stata la giusta conclusione di un evento che ha dimostrato la capacità degli organizzatori di fare rete tra associazioni, istituzioni e motoclub locali, per confermare l’Abruzzo come una destinazione accogliente e stimolante per il mototurismo.