RiderDays 2026: gli incontri con chi vive la moto viaggiando

I RiderDays 2026 continuano a crescere e, accanto ai tour guidati, all’area espositiva e all’atmosfera da ritrovo tra motociclisti, aggiungono gli incontri dedicati ai racconti di strada.

di Dario Tortora


Dopo il successo dell’edizione 2025 l’appuntamento abruzzese torna con una formula ancora più ricca, fatta di itinerari, test moto, incontri e momenti di condivisione pensati per chi vive il motociclismo come esperienza e non soltanto come performance.

Sul palco dell’evento, nella giornata di sabato, saliranno quattro motociclisti molto diversi tra loro ma accomunati dalla stessa idea di viaggio: partire davvero, accettando quello che succede lungo il cammino.

Rocco Antonio Cossa, senza programmi

Tra i protagonisti degli incontri ci sarà Rocco Antonio Cossa, firma già conosciuta ai lettori di RoadBook. Il suo ultimo viaggio lo ha portato dall’Ecuador fino alla Patagonia attraversando il Sud America quasi senza programmi, tra deserti, altitudine, pioggia, frontiere improbabili e soluzioni di fortuna.

Non il racconto di un’impresa estrema, ma quello di un viaggio vissuto senza voler controllare tutto, dove spesso i momenti migliori nascono proprio quando il piano salta.

Vanni Verza da Montevideo a Ushuaia

Sul palco salirà anche Vanni Verza, protagonista di una storia che va oltre il motociclismo. Manager nella vita quotidiana, ha preparato da solo una Honda Dominator del 1997 per un viaggio in Sud America, salvo scoprire poco prima della partenza di avere un tumore al rene.

Operato e convalescente, ha comunque deciso di raggiungere la moto spedita a Montevideo e partire verso Ushuaia appena trenta giorni dopo l’intervento. Il suo sarà il racconto di un viaggio duro, personale e molto umano, affrontato chilometro dopo chilometro contro ogni previsione.

Luca Dell’Anno e le frontiere difficili

Ci sarà poi Luca Dell’Anno, viaggiatore solitario con alle spalle migliaia di chilometri tra Africa e Asia Centrale. Con la sua Yamaha Ténéré 700 World Raid ha attraversato Mauritania, Senegal, Iran, Afghanistan e Kirghizistan seguendo una filosofia semplice: prepararsi bene e poi lasciare che il viaggio cambi i programmi.

Le sue storie di frontiere improbabili, posti di blocco pashtun e villaggi sperduti raccontano un modo di viaggiare autentico, dove l’imprevisto non è il problema ma parte integrante dell’esperienza.

Claudia Gonnella sui passi più alti del mondo

A completare il programma degli incontri sarà Claudia Gonnella, che porterà ai RiderDays il suo viaggio in Ladakh, tra passi himalayani oltre i 5.000 metri, laghi d’alta quota e piste remote.

Il suo approccio unisce viaggio, fotografia e ricerca personale, trasformando la moto in uno strumento per rallentare, osservare e lasciarsi cambiare dai luoghi attraversati. Un racconto più introspettivo, ma perfettamente in sintonia con lo spirito dell’evento.

Gli orari degli interventi verranno annunciati prossimamente attraverso i canali di RoadBook e RiderDays. Durante tutto l’evento sarà inoltre possibile incontrare i viaggiatori presso il nostro gazebo, per scambiare due parole, fare domande e continuare quei racconti che sul palco avranno inevitabilmente tempi troppo stretti. Perché, si sa, i veri viaggiatori quando iniziano a parlare di strada fanno fatica a fermarsi.