Rally del Garda, avventura di primavera

Cronaca della terza edizione del Rally del Garda, uno dei primi eventi adventouring del calendario, che si è svolta a marzo sulle sterrate e sulle stradine secondarie che circondano la zona sud del lago di Garda.

di Davide Crosta


Giorno 1 – Campi fioriti, sterrate polverose, pietraie insidiose e un traghetto

La fine di marzo coincide ogni anno con l’inizio della stagione motociclistica e lo sbocciare dei primi eventi adventouring.

Quest’anno abbiamo preso parte al Rally del Garda 2026, un evento di mototurismo e orienteering non competitivo, ​con navigazione tramite traccia GPX, road book cartaceo oppure elettronico. E come potevamo mancare?

L’evento si snoda lungo un percorso caratterizzato da strade sterrate panoramiche della campagna bresciana a ridosso del lago di Garda: le terre basse, ovvero quell’insieme di pianura ricca di lunga memoria, da esplorare con calma abbandonando le strade principali che la percorrono per addentrarsi nei piccoli borghi disseminati qua e là, ancora oggi estranei ai più rinomati percorsi turistici.

Percorrendo i primi chilometri, infatti, ci rendiamo subito conto delle bellezze nascoste e dei paesaggi unici ma allo stesso tempo segreti di queste zone, spesso dimenticate.

In questo periodo sta sbocciando la primavera e i campi cominciano a fiorire, i colori si fanno più vividi e anche il percorso si accende.

Dopo una prima parte immersa nella campagna arriviamo a Valeggio sul Mincio, pittoresco borghetto a ridosso del fiume omonimo. Addentrandoci tra boschi e sterrate polverose, risaliamo in direzione del monte Baldo costeggiando il lago sulla sponda veneta.

Dopo pranzo, il percorso diventa più croccante e divertente

All’ora di pranzo facciamo una sosta lungo il percorso in un agriturismo moto-friendly: se gli sportivi professionisti reintegrano le energie con sali minerali, noi ci dedichiamo ai salumi e alla minerale; a ognuno il suo, d’altronde.

Dopo una mattinata di guida panoramica e scorrevole, il postprandiale si rivela “croccante” e divertente, con diversi tratti tecnici e una salita di pietre smosse che si trasforma in una ecatombe di maxienduro. Per fortuna, la compagnia della spinta è sempre pronta a risolvere difficoltà e problemi.

Riusciamo a salire per inerzia zampettando qua e là e proseguiamo spediti, visto che ci attende il traghetto per attraversare il lago.

Imbarchiamo al volo insieme a diversi partecipanti a Torri del Bènaco e con una mezz’ora di traversata, giungiamo a Toscolano Maderno, rientrando così rapidamente al paddock.

Giorno 2 – nuvole, guadi e stivali inzuppati

La domenica ci svegliamo con un cielo plumbeo e il vento che sferza le acque del lago; come dire: non proprio un buon inizio.

Vista la semplicità del primo giorno, stamattina tentiamo la navigazione tramite road book su apposito dispositivo con pulsantiera Bluetooth. Il percorso ci porta nuovamente lungo le strade ghiaiose a ridosso del lago di Garda. Questa volta, però, è un arzigogolo intorno a cascine, casali e fattorie.

Se l’insidia della prima giornata era una salita di pietre smosse, questo secondo giorno è caratterizzato da guadi e stivali inzuppati. Corsi d’acqua e canali, infatti, sono ancora alti in seguito alle recenti piogge.

Facciamo in tempo a perderci e ritrovare la strada appena prima di arrivare al guado segnalato sul road book. Qui il fotografo è pronto a immortalare tutti i partecipanti e capiamo subito che l’attrazione della giornata è questa!

Il percorso termina giusto intorno all’ora di pranzo in un agriturismo della zona, immerso nel verde. È tempo di risate e racconti di quanto appena vissuto, con le gambe sotto al tavolo, assistendo alle estrazioni a premi a conclusione dell’evento.

Il Rally del Garda si conferma un evento di riferimento per l’inizio della stagione e noi ci diamo appuntamento alla prossima edizione.