Nel motorsport moderno la sfida non è più solo tra motori e piloti, ma anche tra dati e sicurezza. Ogni veicolo è ormai un sofisticato computer su ruote: sensori, telemetria e intelligenza artificiale raccolgono e analizzano in tempo reale migliaia di informazioni. Questi dati permettono di ottimizzare le strategie di gara, ma allo stesso tempo aprono le porte a nuove vulnerabilità.
Gli attacchi informatici che hanno colpito Jaguar Land Rover, la FIA e la NASCAR lo dimostrano chiaramente: basta un’intrusione per bloccare completamente la produzione, manipolare i dati o mettere a rischio la sicurezza in pista.
Il valore dei dati nelle corse
I team di Formula 1, MotoGP o NASCAR analizzano in tempo reale migliaia di informazioni su aerodinamica, consumi, temperatura delle gomme, prestazioni del motore e persino sulle condizioni fisiche del pilota.
I dati, quindi, rappresentano oggi il vero cuore pulsante del motorsport. Ogni informazione raccolta contribuisce a migliorare le prestazioni in pista e a guidare le decisioni strategiche, ma allo stesso tempo diventa anche un obiettivo prezioso per hacker e concorrenti. Un accesso non autorizzato o anche solo una minima alterazione può infatti falsare i risultati, compromettere la sicurezza o cancellare mesi di lavoro e sviluppo.I principali rischi informatici nel motorsport
I rischi informatici nel motorsport sono molteplici e, in molti casi, potenzialmente devastanti. Uno dei più gravi è rappresentato dagli attacchi ransomware, che possono bloccare l’accesso ai sistemi di telemetria, ai software di simulazione o ai dati tecnici delle auto. È quanto accaduto, ad esempio, a NASCAR, costretta a fermare parte delle attività dopo un’infezione che ha paralizzato i server.
Un altro rischio è il furto di proprietà intellettuale: disegni, algoritmi e modelli aerodinamici sottratti e venduti al miglior offerente, spesso a vantaggio dei concorrenti diretti. Ancora più insidiosa è la manipolazione dei dati in tempo reale, capace di alterare i parametri di gara e di compromettere persino la sicurezza dei piloti.
A queste minacce si sommano gli attacchi alla supply chain, che sfruttano le falle introdotte dai fornitori di componenti o software, e le frodi via email, come il phishing interno, che imitano perfettamente le comunicazioni di sponsor o partner.Il caso dell’hack sulla Williams di F1 lo dimostra bene: è bastata una singola vulnerabilità per bloccare attività fondamentali del team e mettere in pausa operazioni chiave, con conseguenze immediate sul lavoro in pista e sul dietro le quinte.
Strategie e strumenti per la protezione
Le scuderie più all’avanguardia adottano strategie di cybersecurity multilivello, capaci di difendere la rete, i sistemi industriali (OT), i dati sensibili e le comunicazioni tra box, piloti e server remoti. Per farlo servono competenze specifiche: esperti IT e OT, analisti di threat intelligence e team pronti a reagire in tempo reale in caso di attacco.
Tra le misure più efficaci rientrano i backup isolati, i piani di continuità operativa e la crittografia end-to-end. Un ruolo cruciale è svolto anche dai diversi tipi di VPN, indispensabili per proteggere le connessioni durante gare e trasferte:
- le VPN site-to-site collegano in modo sicuro la sede centrale ai box o ai circuiti
- le VPN remote access permettono agli ingegneri di accedere ai server da remoto
- le VPN cloud-based rendono sicura la condivisione dei dati di telemetria e di analisi in tempo reale.
Grazie alla crittografia del traffico, queste soluzioni mantengono le prestazioni e la sicurezza dei team anche durante le condizioni più estreme.
Lezioni dal caso Jaguar Land Rover
L’attacco informatico che nel 2025 ha paralizzato Jaguar Land Rover ha dimostrato quanto anche le realtà più solide possano essere vulnerabili. Il blocco della produzione, durato settimane, ha generato un effetto domino su tutta la filiera: fornitori, concessionari e persino i reparti sportivi del gruppo ne hanno subito le conseguenze.
Per il motorsport, questo episodio è stato un vero campanello d’allarme. Ha mostrato l’importanza di disporre di sistemi isolabili in caso di emergenza, capaci di mantenere attive le funzioni vitali anche mentre si è sotto attacco.Allo stesso tempo, ha ribadito il valore del monitoraggio continuo delle reti e della collaborazione tra team, costruttori e fornitori, attraverso la condivisione di informazioni sulle minacce. Solo un approccio coordinato può garantire la sicurezza e la continuità operativa in un mondo dove ogni secondo, dentro e fuori dalla pista, può fare decisamente la differenza.


