Moto Travellers Summit 2026: la strada e l’orizzonte

Il racconto dei tre giorni del Moto Travellers Summit 2026. Dal 1°al 3 maggio l’agriturismo Il Collaccio di Preci (PG) è tornato a essere la casa dei motoviaggiatori, un luogo dove le due ruote diventano simbolo di libertà, ascolto e condivisione.

di Rocco Antonio Cossa


Quest’anno il Moto Travellers Summit si è presentato con una novità inattesa: uno spazio inedito costruito con le stesse mani di chi ogni anno anima e fa crescere il gruppo. Più che un allestimento, una cornice viva e autentica, pronta ad accogliere le voci di chi fa della strada il proprio racconto.

Nella sera del 1° maggio l’apertura è stata come un respiro collettivo: un primo incontro tra i partecipanti e gli organizzatori, culminato nella ormai tradizionale “spaghettata arrangiata” allo chalet n.5.

Un momento semplice, ma intriso di quella sincerità che da sempre contraddistingue il Summit: chiacchiere, risate, il tintinnio dei bicchieri e il profumo del sugo, la musica di un ritrovarsi che sa di casa, di appartenenza, di comunità.

MTS 2026: il sabato del racconto e della condivisione

La giornata del sabato è iniziata con un fuori programma: la proiezione di un video emozionale realizzato da Laura Catullo, motociclista e videomaker, con il quale il direttivo del Moto Travellers Summit ha voluto omaggiarne il fondatore, Ettore Ammirati, anima instancabile e presenza ispiratrice di questa comunità.

Immagini, volti, strade e abbracci hanno attraversato lo schermo come un unico racconto: un viaggio collettivo che ha ricordato a tutti che il summit è prima di tutto la condivisione di un’idea e di un percorso da vivere insieme, anno dopo anno.

Di seguito, tra gli applausi e l’emozione, si è entrati nel vivo dell’evento con un workshop tenuto dalla dottoressa Cristiana Di Nitto dedicato all’alimentazione in viaggio, una vera e propria guida pratica per chi attraversa il mondo in sella.

Con il suo tono diretto e appassionato, ha offerto spunti semplici ma preziosi su come ascoltare il proprio corpo, gestire le energie e scegliere i cibi giusti anche nei luoghi più remoti ed estremi.

Poi si è iniziato a viaggiare, dapprima verso est con Gianni Fersini e Salvatore D’Emilio che hanno trasportato il pubblico tra le alture e le atmosfere rarefatte del Nepal, raccontando la bellezza del loro viaggio e il valore del progetto di crowfunding nato per sostenere l’ospedale Policlinico G.B. Rossi di Verona.

Le loro parole hanno mostrato come il viaggio possa farsi gesto concreto, capace di creare legami e lasciare tracce di umanità lungo la strada.

Un ritrovarsi che sa di casa, di appartenenza, di comunità

Poco dopo si era già dall’altra parte del mondo con l’intervento di Vanni Verza che, con la sua voce calma e profonda, ha incantato i presenti parlando del suo viaggio in Sud America.

Dal suo video è emersa una storia di rivincita e coraggio, quella di un uomo che, dopo un periodo difficile, ha scelto di ripartire, sfidando sé stesso e la fatica per riscoprire la forza di vivere il proprio sogno.

Claudia Gonnella ha poi ripercorso le strade del Ladakh, tra alte vette e silenzi sospesi, con un racconto appassionato e un video che parla di sguardi e di incontri, un cammino che sa di rispetto, confronto e gratitudine verso una terra capace di mettere alla prova e restituire molto più di quanto si chieda.

Nel pomeriggio, Ilenia Chiodi e Renata Altobelli hanno portato una loro testimonianza sincera e luminosa: quella di due donne che, grazie al Moto Travellers Summit, hanno trovato il coraggio di viaggiare da sole, scoprendo un modo nuovo di stare nel mondo. La loro è diventata una lezione sulla libertà e sulla fiducia, una piccola rivoluzione raccontata in punta di cuore.

Infine Stefano Cunial, con il suo racconto denso di immagini e incontri lungo le strade del Pakistan e dell’Afghanistan: paesi difficili e straordinari, dove l’ospitalità sorprende, le montagne tagliano il fiato e la percezione del tempo si allarga fino quasi a fermarsi.

Moto Travellers Summit 2026: Ospiti e sorprese

Uno dei momenti più significativi è stata la partecipazione di Murad Baseer, console generale del Pakistan e appassionato motociclista, accolto dagli applausi del pubblico e dalla calda melodia di un armonium (strumento in uso ai sufi pakistani) magistralmente suonato dal polistrumentista Pier Felice Finocchi, anche lui motoviaggiatore di lungo corso.

Un intervento pieno di fierezza e passione che ha aperto una finestra su un Pakistan accogliente e vibrante, lontano dagli stereotipi e ricco di meraviglie da scoprire.

Il diplomatico ha spiegato come il Paese stia investendo nel turismo consapevole, sottolineando quanto i motociclisti rappresentino «una delle forme più autentiche di viaggiatori», capaci di oltrepassare confini geografici e culturali con curiosità e rispetto.

Ha inoltre dato informazioni pratiche su come affrontare il viaggio in sicurezza, le strade migliori da seguire, i permessi necessari, ma anche consigli più intimi: «Parlate con la gente, sedetevi a bere il tè con chi incontrate, e capirete che il Pakistan non è solo una meta, è un abbraccio».

In un clima di sincera emozione, il console ha salutato la platea con un sorriso e un invito semplice e sincero a visitare il suo Paese, lasciando in sala tanta riconoscenza e voglia di partire.

Tra gli ospiti infine anche Mio (MiTac Europe), azienda produttrice di dash cam, che ha voluto donare tre dispositivi ad altrettanti viaggiatori, scelti tra i partecipanti e in partenza verso destinazioni particolarmente esotiche.

Un gesto concreto di sostegno, ma anche un modo per promuovere sicurezza e consapevolezza, senza rinunciare alla libertà del viaggio.

Moto Travellers Summit: oltre l’evento

A cena, quando la giornata scivolava verso la fine e l’aria sapeva già di partenze, le voci intorno alla tavola si facevano più calme.

In quel clima disteso, nel brusio delle tante voci, si raccontava del piacere di essere li e di aver trovato un luogo capace di accogliere, di far nascere legami veri, un luogo dove il condividere conta più del dimostrare.

Parole sincere, nate dal convivio più che dal palco, che hanno dato all’edizione 2026 il suo tono più autentico, confermando ancora una volta il Moto Travellers Summit come un punto d’incontro di anime erranti, di persone guidate dalla stessa voglia di scoperta.

Chi è ripartito da Preci lo ha fatto con la leggerezza di chi sa che ogni viaggio comincia e ricomincia sempre da un incontro, con la promessa silenziosa di non smettere di cercare e di raccontare.