“A ruota libera. Lungo le strade dei mondi degli altri”, uscito per Manni Editori, non è solo un titolo bellissimo per lettori come noi che amiamo la moto come mezzo di viaggio.
La quarta di copertina lo chiama diario di bordo, un reportage nato da lunghi viaggi in moto descritti in presa diretta. Ma dietro questa definizione, modesta come il suo autore, c’è molto di più. C’è l’uomo: Rocco Antonio Cossa, che i nostri lettori conoscono molto bene.
Kossovic, soprannome acquisito in viaggio – come spiega nel libro – non si accontenta di raccontare ciò che vede durante il suo viaggiare in moto.
Mentre descrive ciò che osserva, si guarda dentro e si interroga sulle persone che incontra attraversando Paesi culturalmente diversi dal nostro: Balcani, Siria, Libano, Afghanistan, Iran, Iraq, Marocco, Mauritania, Senegal solo per citarne alcuni di un lungo elenco. Lo fa con profondità, ma senza perdere la leggerezza, parola chiave del primo capitolo.
Sono poco più di trecento pagine tra foto e testi, che non hanno l’intento di consigliare o insegnare, come dice lui stesso, ma che profumano dei racconti di un vecchio saggio, anche se classe 1969.
Scritto in prima persona, non si risparmia di descriversi nei propri sentimenti, fatti di amore, gioia ma anche di paure e limiti. Non cerca sensazionalismo, non si sente un eroe, non parla di avventura per trovare consensi e proprio per questo si distingue dalla moltitudine più intenta ad avere visibilità che a vedere veramente il mondo con occhi diversi.
«Sono momenti in cui vorresti davvero essere libero e spensierato, pronto a fermarti a lungo, per quanto più tempo possibile, per approfondire e succhiare tutta l’energia di quei gesti e di quegli incontri, capire dove possono condurre. Invece sei costretto a fare i conti con la realtà, e pensi che è un peccato essere solo dei viandanti in ferie per un tempo certo e predefinito, soggetti alla legge del mercato del lavoro che impone il ritorno in ufficio; ma è proprio l’essere legati a quel lavoro la nostra fortuna, lo strumento con cui riusciamo a realizzare questi sogni, è la vittima e il carnefice, è lo Yin e lo Yang, il diritto e il rovescio della medaglia, quindi meglio essere grati».
Chi è già stato nei luoghi che racconta si ritroverà a rievocare con nostalgia le esperienze vissute. Chi ancora non c’è stato troverà motivazione, spunti, informazioni e buone dritte.
«E allora andiamoci nei mondi degli altri, liberi, leggeri, umili, rispettosi, curiosi, appassionati, eroici ma senza eccessi. Costerà fatica, impegno e rinunce, ma ne saremo ampiamente ripagati».
Una buona lettura, perfetto da mettere sotto l’albero in questo periodo in cui si dà più spazio al cuore e ai propri sogni aspettando un nuovo anno e nuove esplorazioni.


