Abbiamo guidato la nuova Ténéré 700 World Raid 2026. Nuove sospensioni KYB maggiorate, 23 litri di serbatoio e un’elettronica ben calibrata, completa di IMU e cruise control, vediamo cosa significa oggi essere una globetrotter per Yamaha.
di Marco Manzoni
Yamaha ha presentato a EICMA 2025 la sua nuova globetrotter: la Ténéré 700 World Raid 2026. Ma questo termine è stato utilizzato così tanto per riferirsi alle maxienduro di punta delle varie case motociclistiche, che la parola sembra oramai perdere parte del suo significato.
Inoltre, l’etichetta in sé racconta poco, perché nella realtà dei fatti vediamo viaggiatori che partono per il mondo con i mezzi più disparati.
Quindi accantoniamo il termine per un attimo e vediamo cosa significa nel concreto per Yamaha costruire una moto per i viaggi avventura e cerchiamo di capire quali siano le sue reali doti, i pregi e i difetti.
Siamo stati in Sicilia dove si è svolta la prova della nuova Ténéré 700 World Raid. Per la precisione, il campo base di Yamaha era stato allestito in un albergo a mezza costa, sul versante nord della montagna che accoglie Erice sulla sua sommità (anche se, purtroppo, durante questo viaggio non siamo riusciti a visitare la bella cittadina).
Se l’anno scorso, per la presentazione della versione 2025 della Ténéré eravamo stati in Marocco dove avevamo messo alla prova la versione base e la Rally con un test quasi interamente in fuoristrada, volto a evidenziarne le doti ciclistiche quando il terreno si fa più impegnativo, per questa World Raid 2026 ci siamo concentrati più sul macinare chilometri, su strada e off road, per valutarne l’attitudine viaggereccia.
Come è fatta la Yamaha Ténéré 700 World Raid 2026
Il motore CP2 abbiamo imparato a conoscerlo e, anche su questa versione, ribadisce le sue note caratteristiche di regolarità e versatilità.
Eredita tutti gli aggiornamenti tecnici della versione 2025, compresi i circa 73 CV, la rotazione della frizione, i nuovi innesti del cambio più precisi nelle prime tre marce e il ride-by-wire, che anche qui consente la presenza di due riding mode con relative differenze sull’erogazione e la risposta del gas: Explore più dolce e rotonda e la Sport più reattiva.
Sulla World Raid 2026, però, è stata introdotta una piattaforma inerziale IMU a sei assi che porta in dote due grandi ausili elettronici alla guida come l’ABS cornering e il controllo di imbardata.
Ci siamo concentrati sul macinare chilometri
Quest’ultimo è la vera chicca elettronica per gli smanettoni del fuoristrada: può essere impostato su due livelli di intervento, Off Road più permissivo e Road più conservativo e consente divertenti manovre da funamboli, anche senza un passato da piloti o stuntman.
Le personalizzazioni elettroniche sono molteplici poiché i vari parametri possono essere regolati in modo indipendente uno dall’altro per scegliere la propria combinazione preferita in qualsiasi situazione.
Sempre a livello elettronico, su questa versione arriva finalmente anche il cruise control, utilizzabile a partire dalla terza marcia.
Le rivisitazioni estetiche sono molte e sostanziali, e ne avevamo già parlato nella news di presentazione, ma ricordiamo le principali: troviamo un nuovo cupolino con i deflettori amovibili e il doppio serbatoio da 23 litri, alleggerito di ben 1,5 kg rispetto al modello precedente. Anche la sella è stata rivista nella forma che ora è più lineare, pur mantenendo la stessa triangolazione sella-pedane-manubrio.
A lato dei serbatoi troviamo anche nuove protezioni laterali rinforzate, che sono composte da uno strato di alluminio, uno di plastica dura e una piccola carenatura.
L’obiettivo del progetto diventa quindi abbastanza evidente: consentire ai viaggiatori di macinare chilometri su chilometri, riuscendo a rimanere in sella dalla mattina alla sera senza particolare affaticamento e soprattutto su ogni tipo di terreno.
Al raggiungimento di questo obiettivo contribuiscono anche le nuove sospensioni KYB con la forcella che passa da 43 a 46 mm, completamente regolabile e il nuovo mono che eredita il leveraggio della versione standard che avevamo molto apprezzato nella prova in Marocco. Questo consente, a parità di escursione della ruota, 5 mm in più di escursione della sospensione; il che si traduce in un ammortizzatore che lavora ancora meglio.
Tra i vari ammortizzatori, ne troviamo anche uno nuovo montato di traverso tra serbatoio e cannotto e regolabile su 16 livelli, che ha il compito di tenere a bada lo sterzo in situazioni estreme. Anche regolato sul tutto chiuso, però, non crea un freno allo sterzo percepibile durante la guida; serve solo a garantire un valido supporto quando capita di prendere ostacoli inaspettati ed evita lo sbacchettamento dell’anteriore.
Come va la Yamaha Ténéré 700 World Raid 2026
La nostra prova è iniziata con una serie di tornanti strettissimi aggrovigliati su sé stessi sulle pendici tra Erice e Trapani.
Al primo impatto, con il pieno di benzina la Ténéré ci ha per un attimo spiazzati: il peso in alto è avvertibile, soprattutto nelle prime fasi di discesa in piega.
C’è da dire che però ci si abitua in fretta alla distribuzione delle masse e già dopo una decina di chilometri avevamo preso le misure e abbiamo iniziato ad apprezzare le sue doti dinamiche.
Vista da dietro è un bell’elefantone, ma a dispetto dell’apparenza, una volta capito il bilanciamento dei pesi, la World Raid si lascia guidare molto bene e risulta facile e comunicativa come tutte le Ténéré degli ultimi anni.
Poco dopo abbiamo imboccato l’autostrada in direzione sud-est, per dirigerci verso il Monte Monaco e Montagna Grande dove avremmo affrontato la nostra prima sterrata.
Appena entrati in autostrada, abbiamo subito attivato il cruise control per vedere se era vero che la Ténéré avesse finalmente questo ausilio alla guida e… confermiamo che c’è e funziona!
Con la levetta sul blocchetto sinistro si può regolare la velocità, salendo o scendendo di un chilometro orario alla volta o di dieci in dieci.
La protezione aerodinamica è molto buona e crea una bolla senza turbolenze, anche se un po’ stretta: per me che sono alto 187 cm, copre tutto il casco, ma mi lascia scoperte le spalle. Accucciandomi leggermente questo effetto sparisce, quindi verrebbe da dire che per tutti i piloti sotto al metro e ottanta, la protezione è azzeccata.
Il cupolino è poi molto ben studiato perché nonostante questo livello di protezione, in fuoristrada è sufficientemente basso e non arreca alcun intralcio.
Peccato solo che non sia regolabile: è vero che lavora egregiamente, ma il fatto che sia fisso significa comunque una scelta in meno. Immaginiamo ad esempio quelle giornate calde in cui si ricerca più aria per rinfrescarsi o, viceversa, qualche centimetro in più di riparo in inverno.
Ténéré 700 World Raid: prima in fuoristrada
La stradina che risale il Monte Monaco sembra studiata apposta per farci provare l’elettronica della nuova World Raid: un bel serpentone in salita, con un fondo di ghiaia profondo qualche centimetro, ma compatto il giusto per regalare trazione quando si parzializza il gas e delle belle sgommate quando si spalanca di colpo.
In questa situazione abbiamo notato come i due livelli dello Slide Control System lavorino egregiamente. In Road il sistema limita molto l’imbardata, consentendo comunque di giocare un po’ con il posteriore, mentre in Off Road è possibile intraversare la moto in modo vistoso, ma sempre tenuti per mano dal controllo, che mette le pezze a eventuali imprecisioni del pilota.
La grande nota di merito per l’affinamento dei controlli va al fatto che non si percepisce un’elettronica invasiva, né rude. Lei sta lì, come un papà che tiene la sella della bici quando il figlio sta imparando ad andare e ti aiuta a guidare meglio senza “rinfacciarti gli errori” con dei tagli percepibili. Il lavoro viene fatto di fino e ci si accorge solo di riuscire a fare dei gran numeri, pur non avendone le capacità.
Sempre comodo, poi, il tasto fisico per togliere l’ABS e impostarlo rapidamente sull’ultima configurazione utilizzata tra Rear Off (che stacca dietro, ma non davanti) o tutto spento, peccato solo che per spegnerlo o riaccenderlo ci si debba necessariamente fermare.
L’elettronica mette le pezze a eventuali imprecisioni del pilota
Mi sono soffermato prevalentemente a parlare dell’elettronica, perché in fuoristrada a livello ciclistico abbiamo ritrovato le consolidate doti della Ténéré che tra i sassi e su fondi naturali si guida sempre molto bene – al netto del peso superiore che la rende più fisica da guidare delle altre versioni a catalogo. Questa, però, aggiunge un avantreno davvero solido e ben calibrato e il leveraggio posteriore (di cui abbiamo parlato prima) che è un portento nel garantire la massima trazione.
Avremmo solo apprezzato anche sulla moto in prova gli adesivi opzionali in gomma da applicare sui lati per aumentare l’aderenza delle ginocchia, perché nella guida in piedi, con questa forma del serbatoio, è quasi impossibile tenersi e non scivolare indietro durante le accelerazioni in salita.
Ténéré 700 World Raid: poi su strada
Usciti dalla zona del parco naturale, abbiamo ripreso l’asfalto per giocare tra le curve su e giù dalle colline nell’entroterra siculo.
Abbiamo provato entrambe le modalità di guida Explore e Sport e ognuna di esse riesce ad essere appropriata in diverse situazioni: la prima, più blanda nella risposta dell’acceleratore e più rotonda nell’erogazione, quasi annulla l’effetto on-off. Questo è un gran vantaggio quando si vuole guidare tranquilli, magari in coppia o a passeggio.
La modalità Sport, invece, restituisce una risposta più secca e decisa dell’acceleratore e risulta più divertente nel misto guidato su asfalto, ma anche in fuoristrada quando ci si vuole divertire un po’, perché ripristina l’on-off, soprattutto ai bassi regimi, offrendo sempre il giusto spunto per superare gli ostacoli o giocare a fare qualche derapata.
Su asfalto la World Raid ha dimostrato di poter dire la sua e ha evidenziato il gran lavoro dei progettisti, stavolta non tanto nell’affinamento dell’elettronica (che è più difficile da far intervenire sull’asciutto) quanto nella taratura delle sospensioni.
Senza alcun intervento a precarico, compressione o estensione, la moto si è dimostrata sempre in perfetta forma in tutte le situazioni che abbiamo incontrato: dalla pietraia al misto veloce con asfalto da pieghe.
La ciclistica ci ha davvero stupito per la naturalezza con cui rende tutto facile e divertente e per le concessioni che fa. Nel misto guidato su asfalto si riesce a forzare il ritmo e a concedersi frenate fino alla corda e grandi pieghe… tanto da arrivare ad accusare la mancanza di altri 10-15 CV che ci sarebbe piaciuto avere dal CP2 per generare qualche altra scarica di adrenalina.
Dato che tra le curve e gli sterrati della Sicilia ci siamo divertiti un sacco, abbiamo una bella sorpresa anche per voi, perché abbiamo ottenuto il permesso di pubblicare la traccia GPX del percorso della prova, che potete scaricare qui. Attenzione soltanto a due tratti per i quali è necessario richiedere il permesso di transito; per facilità di fruizione, li abbiamo contrassegnati anche all’interno della traccia con dei POI.
Disponibilità e allestimenti della Ténéré 700 World Raid
La Ténéré 700 World Raid 2026 è già disponibile nelle concessionarie nelle due colorazioni Redline White o Midnight Black a 13.199 euro, nella configurazione base, ovvero quella che abbiamo guidato noi.
Sono poi presenti tre allestimenti optional: Sport Pack, Explorer Pack e l’Adventure Pack. Nello Sport Pack vengono offerti: lo scarico Akrapovič, il parafango anteriore alto, gli adesivi antiscivolo laterali, la protezione del motore, del faro e del radiatore, il copricatena e le pedane sport.
Il pacchetto Explorer offre: telaietti e valigie laterali in alluminio, cavalletto centrale, protezione motore e manopole riscaldate.
L’Adventure Pack, invece, comprende: telaietti con borse laterali morbide, le pedane, il manubrio più alto e le barre tubolari di protezione.
È poi presente una lunga lista di accessori originali, tra cui figura anche il quick-shifter… peccato non faccia parte della dotazione di serie.
Il significato di globetrotter
Nei 250 km che abbiamo percorso in Sicilia abbiamo consumato 4,1 litri per 100 km, che sono più di 24 km/l (e non ci siamo certo risparmiati). Questo significa che con 23 litri di serbatoio (togliamone due o tre per la riserva) i 500 km di autonomia dichiarati da Yamaha sono un valore più che realistico e, anzi, anche superabile guidando tranquilli.
La World Raid ha reso onore al suo nome e si è dimostrata un’ottima moto per macinare chilometri, su qualsiasi tipo di strada o fondo naturale, senza battere ciglio. Non la sceglieremmo se l’intento fosse quello di farci principalmente off road o per partecipare agli eventi adventouring (anche se lo farebbe benissimo), perché per quegli utilizzi ci sono le altre due Ténéré e un’intera categoria di medie adventure.
Questa ce la immaginiamo come una moto da bagagliare per bene e partire, anche senza una meta precisa. Ecco, forse ci starebbe bene una sella un pizzico più confortevole, ma a parte questo, è la moto giusta per andare lontano.
Già solo dopo una giornata all’avventura sulle strade della Sicilia, ci viene da dire che la Ténéré World Raid 2026 è una moto “molto RoadBook”.
E vi dirò di più: secondo me su questa versione, la ciliegina sulla torta sarebbe il cambio automatico Y-AMT. L’ho detto.

