Abbiamo messo le mani e le terga sulla RTX 300, la nuova adventure rally tourer del marchio indiano TVS, che ha deciso di fare le cose in grande per entrare come si deve in un mercato complicato e agguerrito come quello del vecchio continente.
di Donato Nicoletti
Il nome TVS non è ancora molto conosciuto tra gli appassionati motociclisti europei ma è acclarato che in fatto di numeri, su scala globale, questo vero e proprio colosso non ha nulla da temere anche se confrontato con i mostri sacri nipponici.
TVS nasce nel 1911 come azienda di trasporti, diventa distributrice General Motors per l’india nel 1929, avvia la produzione di componenti automotive nel 1961, e nel 1978 entra anche nel settore motociclistico.
Nel 2013 dà vita insieme a BMW Motorrad a una piattaforma comune che genera modelli di piccola cilindrata e nel 2020 riporta in vita lo storico e prestigioso marchio Norton, che ha appena presentato la nuova Atlas. Grazie a questo percorso di crescita costante, oggi TVS produce annualmente oltre 5 milioni di motocicli, dai piccoli scooter urbani alle grandi sportive dal blasone secolare.
Il lancio stampa europeo della RTX 300 è il motivo per cui RoadBook è pronto a scoprire e a farvi conoscere questa nuova piccola, ma non troppo, adventure rally tourer, che mira a solleticare le pulsioni dei giovani motociclisti e, perché no, anche a risvegliare la passione sopita di qualche attempato centauro di ritorno, che magari è sceso dalla sella per istanze della vita più importanti, ma che non ha mai voluto appendere il casco al chiodo.
La RTX 300 è fatta così
Il colpo d’occhio iniziale può spiazzare se si pensa alla modesta cubatura della RTX 300, perché le dimensioni non sono quelle di una piccola moto. Sembra quasi che i progettisti abbiano ecceduto con l’abbondanza dei volumi, tanto che l’insieme farebbe pensare a un mezzo con almeno il doppio della cilindrata e della potenza.
Invece il motore RT-XD4 e un monocilindrico di 299 cc raffreddato a liquido che produce 36 CV e 28,5 Nm di coppia, rispettivamente a 7.000 e 9.000 giri. La distribuzione alle quattro valvole è garantita da una catena MORSE e gestita da camme con cuscinetti idrodinamici, i quali forniscono una lubrificazione costante e omogenea.
Il sottilissimo strato di plasma che riveste la canna del cilindro aumenta l’efficacia prestazionale, riduce l’attrito meccanico e prolunga l’efficienza del lubrificante.
La ciclistica della RTX 300 si compone di un telaio a traliccio in tubi di acciaio, al quale è abbinato un forcellone in alluminio. La forcella a steli rovesciati WP ha un diametro di 41 mm, l’escursione di 180 mm ed è regolabile nello smorzamento. Le stesse caratteristiche corredano il mono posteriore.
Sull’asse anteriore troviamo un cerchio da 19” accoppiato a un disco da 320 mm e a una pinza ad attacco radiale, mentre la ruota motrice da 17” è abbinata a un disco da 240 mm.
Un corredo regale
Il vero asso nella manica, impensabile per una moto di questa cubatura, è la dotazione elettronica di assoluto prim’ordine. Cominciamo con i quattro Riding Mode (Urban, Rain, Tour e Rally) con ABS e Traction Control disinseribili per l’utilizzo in off, Cruise Control, Ride by Wire e Quick Shift bidirezionale utilizzabile a qualsiasi regime di rotazione.
Ma non è finita: ci sono anche display TFT da 5” con grafiche intuitive e di semplice lettura, SmartXconnect con navigazione e analisi dati di guida, connettività Bluetooth, controllo della pressione degli pneumatici e illuminazione full LED.
Tutto questo su una motocicletta pensata per un utilizzo versatile che dia la possibilità di destreggiarsi nel traffico cittadino, di affrontare strade senza asfalto o di viaggiare in coppia con bagagli al seguito.
Come va la RTX 300
La curiosità di conoscere la natura dinamica e le caratteristiche comportamentali della RTX 300 è tanta. Il tutto avviene sulle strade della Garfagnana, in Toscana, dove siamo stati invitati per prendere finalmente contatto con questa moto dal cuore piccolo, ma dalle grandi potenzialità.
La seduta risulta comoda anche per chi, come lo scrivente, gravita intorno ai 180 centimetri di altezza. La correlazione sella, manubrio, pedane lascia il busto eretto, le braccia flesse e le gambe non troppo piegate. Lo schermo è ben visibile e i comandi al manubrio facili da azionare. Una volta preso possesso del ponte di comando, possiamo partire.
Il motore della RTX 300 comincia a ravvivarsi a partire dai 4.000 giri, che rappresentano la soglia di utilizzo minimo del propulsore. Al di sopra di questo regime il mono RT-XD4 offre il meglio delle sue capacità, erogando fluidamente la potenza di cui dispone.
Cuore piccolo, ma grandi potenzialità
Anche la coppia si manifesta in questa fascia di utilizzo, consentendo una guida elastica tra le curve senza doversi rivolgere obbligatoriamente al cambio per mantenere un’andatura turistica.
Vice versa, se si vuole affrontare la strada con più brio e dinamismo, il Quick Shift bidirezionale è una vera e propria manna, poiché permette di mantenere un buon ritmo tra le pieghe eliminando l’immancabile inerzia dovuta all’utilizzo della leva della frizione per gestire il cambio a sei rapporti.
Tra le curve, e i numerosi tornanti, i 180 chili della RTX 300 si muovono con assoluta leggerezza, e il baricentro basso agevola i rapidi cambi di direzione che la strada richiede. La ciclistica esaudisce brillantemente le disposizioni del pilota, grazie alle sospensioni concepite sì per un uso turistico, ma capaci di leggere il fondo stradale con una certa fedeltà.
Dinamica e divertente
Efficace il freno principale e di deciso supporto quello della ruota motrice: il disco anteriore non è stato concepito per continue staccate al limite, ragion per cui potrebbe denunciare qualche affaticamento se utilizzato con persistente foga.
Durante il test abbiamo avuto modo di guidare la RTX 300 anche lontano dall’asfalto. Una volta disinserito l’ABS e il controllo di trazione sulla ruota motrice, la RTX ha continuato a comportarsi egregiamente anche tra ghiaietto, canale e rocce sporgenti, supportata dagli pneumatici radiali Eurogrip di primo equipaggiamento, i quali si sono confermati eccellenti sia per il grip sul bitume – a tratti vetrificato, gibboso od ondulato – sia quando si è trattato di alzare polvere per esigenze fotografiche.
A ruote ferme, si può senz’altro affermare che la RTX 300 si è rivelata una sorpresa su molti fronti: meccanica al passo tecnologico con i tempi, ciclistica adeguata e con componenti di qualità, dotazione elettronica decisamente sopra la media – anche se paragonata a moto di cubatura superiore – positiva, semplice e sincera nell’utilizzo.
In poche parole, un’ottima scelta per chi si avvicina al mondo delle due ruote come novello fruitore, ma anche un’opzione assolutamente da considerare per chi pensa di ritornare in sella ma viene inibito da potenze eccessive e costi stellari.
La TVS RTX 300 sarà disponibile presso la rete di distribuzione ufficiale da novembre 2026 in due versioni: la Essential (in Lightning Black e Pearl White) e la Adventurer in Viper Green.
I prezzi indicati sono di 4.890 euro per la Essential e di 5.290 euro per la Adventurer e includono 5 anni di garanzia e 2 anni di assistenza stradale. L’offerta della RTX 300 prevede naturalmente anche una serie di accessori dedicati, come tris di valigie, paramani, barre paramotore e piastra di protezione inferiore.


