In prova: casco Acerbis Tarmak-x

Un integrale in fibra di vetro che punta a unire lo spirito touring a un’estetica decisamente sportiva. Lo abbiamo messo alla prova in viaggio e nell’uso quotidiano, per capire quanto la sostanza rispecchi il look aggressivo.

di Marco Manzoni – foto Dario Tortora e Antonio Femia


Quando scegliamo un casco nuovo per i nostri viaggi in sella, spesso capita di doversi accontentare di un compromesso tra la silenziosità di un modello touring e lo stile di uno sportivo.

Acerbis prova a combinare questi due aspetti apparentemente inconciliabili con il Tarmak-x, un integrale che fin dal primo sguardo chiarisce le proprie ambizioni attraverso il profilo affilato e lo spoiler posteriore molto pronunciato.

Acerbis Tarmak-x, com’è fatto

La calotta è realizzata in fibra di vetro e il peso indicato per la taglia L è di 1.480 ± 50 grammi, un valore onesto che non affatica il collo anche dopo un’intera giornata in sella.

Questo modello è disponibile in ben tre calotte esterne (e tre interne), un dettaglio che garantisce una calzata proporzionata ed evita l’effetto “testone” nelle taglie più piccole.

La chiusura è affidata al sistema ad anello a doppia D, una soluzione sicura e precisa. Gli interni sono di buona qualità, con materiali adeguatamente morbidi: non offrono quella sensazione di coccola estrema di alcuni top di gamma, ma risultano equilibrati e confortevoli fin dai primi chilometri.

La mentoniera è posizionata molto vicina al volto, una caratteristica tipica dei caschi stradali che enfatizza la sensazione di protezione, pur limitando leggermente il ricircolo d’aria quando si è fermi al semaforo.

Acerbis Tarmak-x, in sella

È una volta in movimento che il Tarmak-x mostra le sue carte. L’aerodinamica è eccellente, specialmente quando si guida una moto senza cupolino; con aria “pulita” e non disturbata dalle turbolenze, il casco è una lama. A velocità autostradale la stabilità è impeccabile e non si avvertono fastidiosi scuotimenti nemmeno quando si ruota la testa per guardare di lato.

Sul fronte dell’acustica siamo nella norma. Non è un casco nato per il silenzio assoluto, ma la pulizia dal rumore generale è tale da permettere l’ascolto di musica o podcast anche a 130 km/h. Per comodità, noi spesso usiamo comunque dei tappi per le orecchie durante le lunghe trasferte autostradali, a prescindere dal casco in uso.

L’aerodinamica è eccellente, con aria pulita senza turbolenze il casco è una lama

Il sistema della visiera offre un meccanismo solido, con scatti precisi e un blocco di chiusura totale che garantisce un ottimo isolamento. È presente la predisposizione per la lente Pinlock 70 Max Vision, che purtroppo non è fornita in dotazione. Un peccato, perché nelle serate umide o con la pioggia l’appannamento è immediato.

Il visierino parasole integrato fa il suo lavoro, anche se avremmo preferito una lente un pizzico più lunga per coprire meglio la parte inferiore del campo visivo.

Praticità e ventilazione del Tarmak-x

La ventilazione non brilla per portata d’aria; le prese anteriori e gli estrattori fanno il loro mestiere, ma non generano flussi particolarmente avvertibili sul cranio. I comandi di apertura e chiusura sono comunque facili da azionare anche con i guanti.

Per quanto riguarda la tecnologia, la predisposizione per l’interfono accoglie bene auricolari standard, mentre per quelli HD lo spazio è millimetrico ed è necessaria un’attenzione particolare nel posizionamento delle cuffie per evitare fastidi alle orecchie. Una volta sistemati correttamente, abbiamo percorso oltre 1.000 km in tre giorni senza problemi.

Nota di merito per la predisposizione per gli occhiali da vista, una soluzione pratica e non scontata che rende l’Acerbis Tarmak-x un compagno affidabile anche per l’uso quotidiano casa-lavoro.

Acerbis Tarmak-x
Silenziosità
8
Peso
7.5
Aerodinamica
9.5
Comfort
7
Pro
Aerodinamica eccellente
Peso contenuto
Estetica sportiva
Contro
Lente Pinlock non inclusa
Flusso d'aria poco avvertibile
Visierino parasole leggermente corto
8
Totale