Il piano quinquennale di Kove: dalla Cina alla Dakar

di Dario Tortora


Il giovane Zhang Xue aveva un sogno: correre alla Dakar in moto. Proposito purtroppo irrealizzabile, troppo alti i costi per una famiglia di umili origini dalla profonda provincia cinese, meglio continuare con la gavetta come apprendista meccanico.

Avanti veloce e ritroviamo il quarantacinquenne Zhang Xue alla guida di Kove, un’azienda che impiega 600 persone, si piazza al terzo posto del mercato interno, espone a EICMA 2022 con uno stand dalla metratura importante in cui si vedono moto belle, originali, che non fanno gridare alla cinesata e, soprattutto, si presenta ai nastri di partenza della Dakar 2023.

Scriviamo queste righe mentre è in corso la dodicesima tappa di un’edizione durissima del rally più difficile del mondo e le tre 450 Rally di Kove, pilotate da altrettanti piloti cinesi, sono ancora in gara.

Vedi anche:
43ª edizione della Dakar, dal 3 al 15 gennaio 2021 in Arabia Saudita

Certo, stagnano nella parte bassa della classifica, ma stiamo parlando di una competizione massacrante per uomini e mezzi in cui giungere al traguardo la prima volta che si partecipa è già un risultato enorme.

Vediamo da vicino questa 450 Rally sviluppata interamente in Cina che sta sfidando a testa alta gli altri marchi blasonati in gara. Offre un’altezza sella di 960 mm, una luce da terra minima di 310 mm, escursione delle sospensioni di 305 all’anteriore e 300 al posteriore, e pneumatici 90/90-21 all’anteriore e 140/80-18 al posteriore.

Tutta la moto è improntata a criteri di leggerezza, con largo uso di materiali pregiati come lega di magnesio, fibra di carbonio e alluminio aeronautico, per un peso a vuoto di 145 kg. La potenza è di 54 CV a 9.500 giri, la coppia massima è di 42 Nm a 7.000 giri e la velocità massima è di 170 km/h (ma ricordiamo che alla Dakar vigono severi limiti di velocità).

Vedi anche:
Kappa K4900N, bauletto con 30% di materiale riciclato

Più dei freddi dati tecnici è però bellissimo vedere la grinta e la passione di Zhang Xue, che è presente di persona al bivacco e si sporca le mani alla tenda Kove insieme ai meccanici.

Fra una riparazione e l’altra trova il tempo di enunciare il suo piano quinquennale: quest’anno arrivare al traguardo, l’anno prossimo un pilota fra i primi venti, quello successivo uno fra i primi dieci, poi uno sul podio e infine la vittoria. A giudicare da come gli brillano gli occhi capace che ci riesca sul serio.