I meccanici moto di Colfiorito

Piccole avventure di quando si è in giro con la moto: un bel posto lo apprezzi ancora di più se intessi una qualche forma di relazione con gli abitanti del posto, tipo meccanici espertissimi che regalano strani adesivi.

di Mario Ciaccia


Credo di avere già parlato, in qualche altro articolo, della mia passione per Colfiorito (PG). Si tratta di un valico di montagna in forma di altopiano, a quota 780 m, che viene attraversato da coloro che, dalla grande pianura umbra su cui sorgono Foligno, Perugia, Assisi e Spoleto, devono andare al mare Adriatico. 

Ciò che viene percepito come altopiano è in realtà costituito da sette laghi carsici che si sono prosciugati uno dopo l’altro, generando un paesaggio tra i più struggenti e romantici dell’Umbria.

Su quel piano c’è un piccolo paese, piazzato su un cocuzzolo e con appena 400 abitanti. Ai suoi piedi c’è la parte commerciale, composta da negozi, ristoranti, piccole fabbriche, officine. Non è un posto memorabile, non spicca per edifici o monumenti particolari.

Ma a me piace per il suo sapore di luogo sospeso, di collegamento tra due versanti diversi. Mi fa pensare ai villaggi del Pamir. Mi piacerebbe doverci passare un periodo, vivendo lì, magari durante una nevicata bella potente.

Ai motociclisti capita di finirci spesso, essendo un luogo nevralgico di passaggio sugli Appennini. E se si è appassionati di percorsi in fuoristrada, il fascino aumenta, perché ci sono sterrate lunghissime che convergono proprio in quel punto.

Sicché, se durante una traversata dovessero insorgere problemi di qualsiasi genere – fame, benzina, guasti – Colfiorito diventerebbe il miele come per le mosche, essendo l’unico luogo abitato dotato di negozi nel giro di molti km.

Qua siamo alla Transitalia Marathon del 2022. Stavo perdendo il supporto del GPS, così ho detto: tanto tra poco c’è Colfiorito. Ed eccoci così dal ferramenta.

Colfiorito e i suoi meccanici: i Caparvi

La Transitalia passa di qui tutte le volte che si avventura sulle montagne di Umbria e Lazio. Nel 2015, nel corso della prima edizione, ci arrivai affamato e in riserva, ma sapevo che lì avrei risolto quei piccoli problemi.

Mi fa pensare ai villaggi del Pamir

Nel 2025, sullo sterrato che attraversa l’altopiano di Annifo, forai lo pneumatico anteriore. Io giro sempre con camere d’aria di scorta, leve, chiavi, pompe ma, come meccanico, sono un disastro, per cui se in zona c’è un gommista, ci vado. Così decisi di proseguire, con la gomma anteriore floscia, fino a Colfiorito che distava pochi km.

Scoprii così l’esistenza di Caparvi Racing, che nel cross vanta un team di tutto rispetto con quarant’anni di esperienza e una settantina di piloti. Nel 2023, il suo pilota Simone Mancini ha conquistato il titolo di campione del mondo a squadre e il terzo posto assoluto nella classe 125 al Mondiale Junior di motocross a Bucarest.

Nella foto in alto, a sinistra vediamo Ivan Caparvi, il fondatore del team, di cui è manager. Al centro c’è suo padre Alvaro, che ha dato inizio al tutto aprendo questa officina. Quando, in paese, ho chiesto a qualcuno se ci fosse un meccanico di moto, mi hanno risposto di andare da Alvaro Moto, tout court.

Alvaro il birichino

Sinceramente, io di cross ne so molto poco, essendo un turista che ama fare fuoristrada. Sono andato da loro perché avevo bisogno. Ho trovato due persone buone, simpatiche, alla mano, che mi hanno rimesso in pista in un quarto d’ora. Ma Alvaro, a un certo punto, mi ha attaccato un adesivo sul parafango anteriore.

Pensavo che fosse quello del team di motocross, invece c’era la Tongue and Lips del disco Sticky Fingers dei Rolling Stones (1971) circondata dalla scritta “Il club dei leccatori”. Veniva da pensare a qualcosa di molto zozzo, eh!

«Ma cos’è ‘sta cosa?» domandavo ad Alvaro, che rispondeva «Beh, sai, alla mia età non posso fare altro».
Tornato a Milano, la mia compagna domandava cosa fosse quell’adesivo. «Ma niente, nulla di serio».

Ivan il professionista

Quindi mi sono detto: ogni volta che mi capiterà di passare per Colfiorito, passerò a trovare quei due.
Beh, la Transitalia Marathon del 2026 è passata proprio di lì. Nel frattempo, io mi ero comprato una Suzuki DR-Z4S e non riuscivo a sistemare le sospensioni, perché non ci capisco niente.

Quando una moto non ti soddisfa, rimbalza, non copia, ti fa sentire insicuro qual è la causa? Devi intervenire in compressione, estensione, precarico, molle, densità olio, posizione di guida, pressione pneumatici?

Spiegavo in maniera confusionaria il problema ai miei amici, che provavano a regolare cose. La moto migliorava, ma continuava a darmi una sensazione di insicurezza.

Ho iniziato la Transitalia cercando di convincermi che la moto andasse benissimo così, ma mi stavo mentendo. Sentivo l’avantreno leggero. Così, quando sono arrivato a Colfiorito e son passato a salutarli, ho detto loro questa cosa.

Ivan ha palpeggiato la mia moto e ha sentenziato che bisognava intervenire in compressione ed estensione, dando sei avvitate alla forcella e due avvitate al monoammortizzatore.

Lo ha fatto con decisione, avendo ben chiaro cosa succedesse su quella moto a ogni click. Sono rimasto impressionato, come tutte le volte che vedo qualcuno sicuro del fatto suo.

Risultato, la moto adesso è molto più stabile e io mi sento più sicuro. Eccomi, tutto contento, in una delle foto ufficiali della Transitalia Marathon scattate da Rally Cool.

Sono bastati pochi click per indirizzare in maniera precisa il comportamento di una moto. Ivan non s’è neanche fatto pagare, a conferma che si tratta di una persona generosa. Adesso, su quella Suzuki, manca solo l’adesivo dei Leccatori.