Quando si vuole la botte piena e la moglie ubriaca, ovvero fare viaggi su percorsi impegnativi portando tanti bagagli, ci si orienta verso un certo genere di borse, ma non è facile scegliere perché il mercato offre tante soluzioni. Eccone tre diverse, efficaci ma ciascuna a suo modo.
di Mario Ciaccia
Le prove comparative nascono quando si identifica un tema e ci si procurano gli oggetti che si ritiene possano soddisfarlo, mettendoli a confronto tra loro. Si chiedono tali prodotti alle Case, sono nuovi di zecca, li si fotografano magari in studio, con gli sfondi e le luci giuste. Poi si cerca di capire quale sia il migliore, magari in base alle esigenze delle varie persone che li acquisterebbero.
Borse da viaggio… vissute
Questa che state per leggere però non vuole essere una comparativa di quel genere. La voglia di scrivere questo articolo non è nata a tavolino, ma è sorta spontaneamente, dopo avere scritto la prima puntata dell’articolo sulle borse laterali e tabù relativi di qualche settimana fa.
Ho ragionato sul fatto che, negli ultimi sei anni, ho utilizzato tre tipi diversi di borse laterali morbide da viaggio, che mirano a soddisfare lo stesso scopo, ma ci arrivano in maniera diversa. Sono le Enduristan Monsoon L, delle Rhinowalk senza nome e le GIVI Canyon GRT.
Le filosofie in questione sono 1) la borsa enorme che porta di tutto, 2) quella da tenere su tutto l’anno e 3) la borsa talmente facile da attaccare e staccare che ti fa cambiare abitudini.
Io utilizzo le borse laterali morbide dal 1985. In questi 41 anni ho perso il conto di quelle che ho maneggiato. Ogni tanto trovo una vecchia foto e dico: «Ma dai! Non ricordavo di avere avuto quelle».
Nella foto sopra, per esempio, sono nel Chott el Djerid in Tunisia, nel 1998 e sto usando delle Ortlieb stagne da bicicletta. Sono giunto a due conclusioni, che sono la scoperta dell’acqua calda.
1) Se le usi tutti i giorni e con qualsiasi tempo e situazione – solleone, sottozero, pioggia, sabbia, polvere, fango, neve, sale – si logorano tantissimo. È quindi normale che durino pochi anni e vadano rimpiazzate.
2) Le borse morbide si possono dividere tra quelle piccole, da 10-15 litri, che si usano quando fai fuoristrada impegnativo e vuoi portare l’essenziale (in foto le vecchie Enduristan Blizzard XL, da 17 litri ciascuna, ma in catalogo si scendeva fino ad appena 6 litri) e quelle grandi, oltre i 20 litri, che si usano soprattutto quando stai in giro più giorni e magari dormi in tenda (in foto, sull’Africa Twin vediamo le mostruose Motobag di Amphibious, uscite di produzione, che si potevano espandere fino a 50 litri).
Fare le mulattiere con moto bicilindriche stracariche di bagagli può sembrare un ossimoro. Ma succede, se vuoi gustarti le serate in tenda in posti pazzeschi e affronti strade sterrate che magari ricordi scorrevoli, ma che possono diventare terribili anche nel giro di un solo anno. Oppure non le hai mai fatte, speri che siano facili ma sei pronto a proseguire anche se non lo sono.
Borse da viaggio, solo con i telaietti
Quindi adesso parlerò di tre coppie di grandi borse laterali, di quelle che si possono usare solo con i telaietti. La grossa differenza da una comparativa classica è che sono mie personali, quindi strausate, sporcate, graffiate. La Enduristan è pure uscita di produzione, nel senso che le Monsoon sono state rifatte e presentate a novembre 2025.
Le ho lavate con l’idropulitrice, perché erano ricoperte di fango, ma alcune non sono venute tanto bene. Avrei dovuto prendere uno straccio e un detersivo, poi ho pensato: no, le lascio così in modo che si capisca quale trattiene di più lo sporco. E ho la classifica: le GIVI si puliscono bene con la sola acqua, le Enduristan no, le Rhinowalk stanno in mezzo.
Come telaietti ho scelto i GIVI, per il semplice motivo che erano integrabili con uno strepitoso portapacchi che permette di infilare al volo un lucchetto a U della Abus che, coincidenza fantastica, avevo già. Usando la moto in città tutti i giorni, poter togliere e mettere il lucchetto al volo è una cosa che cambia la vita. Dovrebbero farlo tutti, anche le altre Case e non solo per un modello specifico della Abus.
Ecco lo studio fotografico usato per questo servizio: è bello grezzo, in linea con lo stato di conservazione delle povere borse.
Enduristan Monsoon Evo L
Dopo milioni di anni passati a usare borse morbide di varie marche, nel 2020 ho deciso di farmi un regalone e comprare quelle che consideravo le Rolls-Royce della categoria, ovvero le più grandi tra le Monsoon di Enduristan.
Questa Casa svizzera mi piace molto perché fa prodotti molto semplici ma pratici, piacevoli al tatto e robustissimi, per cui valgono i tanti soldi che costano: la coppia di Monsoon in questione costava, ai tempi, 680 euro (mentre la nuova versione, la Monsoon Evo 2.35, costa 1.000 euro la coppia). Le due svizzerone dichiaravano 34 litri di capacità ciascuna, quindi 68 la coppia, ma ho sempre avuto il dubbio che fossero di più.
Rhinowalk… senza nome
Mi ero stufato di staccare e attaccare le Monsoon a seconda dell’utilizzo e ho cercato una borsa che potessi tenere su 365 giorni all’anno: viaggi e fuoristrada impegnativo. C’era questa Casa cinese, la Rhinowalk, fondata da un appassionato di turismo in bicicletta, che faceva cose molto interessanti a prezzi stracciati. Questa innominata, da 40 litri la coppia, costava appena 80 euro e sembrava fatta davvero bene, così l’ho ordinata.
Quando il pacco è arrivato, con sgomento ho scoperto che dentro c’era una borsa sola. Stavo per protestare e dire che mi dessero anche l’altra, quando il cervello si è acceso e ho capito che 80 euro era il prezzo di una singola, non della coppia. 160 euro totali sono comunque sempre pochi, rispetto alle concorrenti.
GIVI Canyon GRT 725 e 727 Monokey Cam-Side
Quando le abbiamo avute in prova, ho scoperto che il loro meccanismo di attacca-stacca è talmente comodo e veloce che mi ha fatto vedere nuove prospettive nell’utilizzo di tali prodotti. La GRT 725 sta a sinistra, ha una capacità di 30 litri e costa 376,50 euro. La destra tiene cinque litri di meno ma costa di più (407 euro) perché è “scantonata”, ovvero in basso è più stretta per poter stare più vicina allo scarico: perdi capacità di stivare cose, ma la moto è meno larga. Quindi abbiamo 55 litri per la coppia.
Borse da viaggio: dimensioni, pesi e come si fissano
Tutte e tre sono stagne e tengono realmente l’acqua, nel senso che le ho usate più volte con qualsiasi tipo di pioggia e non hanno mai sgarrato. Vantano il sistema di chiusura ad arrotolamento superiore, quindi senza cerniere (ottima cosa, secondo me, perché aumenta l’affidabilità). Le abbiamo misurate una volta caricate ma non in modo da non riuscire ad arrotolarle diverse volte.
Le Enduristan, una volta fissate, fanno diventare la moto una station wagon. Oltre che per viaggiare l’ho usata anche per fare la spesa, infilando i sacchetti come nel bagagliaio di un’auto. Solo che, guidando, hai la sensazione che siano larghissime.
In città mi sento poco sicuro a infilarmi tra le auto, in fuoristrada se zampetto le colpisco con le gambe. Da vuote, non le posso comprimere perché hanno l’interno con pannelli di irrigidimento e una base di gomma dura, che tra l’altro tende a seccare e creparsi, cosa strana per un prodotto Enduristan, ma mi è successo su entrambe (si vede nella foto).
Si fissano nella parte bassa dei telaietti con un un perno che si incastra con un meccanismo a scatto e poi con quattro fibbie molto robuste e tenaci. Le borse sono fatte con un polimero gommato e una rete in Nylon 1000 Denari molto robusta e priva di PVC.
Sono lunghe 39 cm, sporgenti 27 e alte 38. Il che fa 40 litri di volume esterno, cosa che rafforza la sensazione che, all’interno, il volume superi i 34 litri dichiarati. La coppia pesa 5,5 kg.
Le Rhinowalk sono fatte con un poliestere ad alta densità impermeabilizzato che, al tatto, è molto più sottile e morbido rispetto al “carro armato” delle Enduristan. Questo le rende molto più leggere (3 kg la coppia) e facilmente comprimibili quando sono poco riempite, anche perché non hanno pannelli interni, per cui sono più adatte al fuoristrada e all’uso cittadino. La tasca esterna ha cerniere stagne ed è molto comoda.
A differenza delle svizzere, le cinesi si fissano con due ganci a molla nella parte alta dei telaietti e poi con sei fibbie a sgancio rapido, che richiedono di aprire un blocco (in foto l’ho lasciato aperto).
Altra differenza bella grossa dalle altre è il collegamento tra una borsa e l’altra, con le fettucce da piazzare sotto la sella. Abbiamo quindi due fettucce, quattro ganci e sei fibbie a sgancio rapido: è la più lunga e laboriosa da montare, ma, sulla carta, anche la più difficile da rubare o perdere nel bosco. Inoltre la sua comprimibilità fa sì che possa veramente essere considerata la “borsa totale”, da tenere su 365 giorni all’anno.
Misure esterne del vaso di carico, quindi escludendo la tasca esterna: 35 x 24 x 40 cm, per un volume esterno sui 34 litri (smentito da ciò che succede dentro). Sono quindi più corte delle Enduristan (infatti zampettando non le colpisco) ma sono più alte.
La Rhinowalk è l’unica ad avere un forellino di scarico dell’acqua posto sul fondo. Si potrebbe pensare che non si fidino della tenuta alla pioggia della loro creatura, ma non è così, l’acqua non passa, ho le prove.
Ma a me, in 40 anni e passa di campeggio, è capitato ogni tanto di tenere la borsa aperta dato che la uso come un armadio, di essere andato a letto con il cielo stellato dimenticandomi di chiuderla e di essermi risvegliato sotto il diluvio, con la borsa allagata. Quindi ben venga quel buco, peccato però che abbia fatto la ruggine…
La coppia di GIVI mi piace tantissimo esteticamente e come finiture (è realizzata in Cordura molto spessa, mista a poliuretano), inoltre è pratica. Ho sempre diffidato delle borse con aggancio automatico ai telaietti perché sono imbranato, impiego troppo tempo per metterle e togliere, specie con le rigide in plastica e in alluminio, ma queste sono micidiali, si montano davvero a razzo.
Il difetto di tale sistema è che le borse sono esternamente più grandi in rapporto al volume interno e poi pesano parecchio: 8 kg la coppia. Ma tutto questo viene compensato dal fatto che sono talmente veloci da mettere e togliere che le usi solo quando servono, mentre le Enduristan tendi a tenerle su sempre, per pigrizia.
Per fissarle basta appoggiare le “femmine” sui “maschi” piazzati nella parte inferiore dei telaietti e poi spingere la borsa verso la moto, dove si aggancia con un rassicurante “clack”. Per staccarle si ruota la chiave di 45° e si sposta la leva visibile in basso nella foto della serratura.
Le dimensioni della GRT 725 sono le stesse della Rhinowalk, tranne che nella lunghezza, superiore di 3 cm: 38x24x40 cm, il che porta a un volume esterno di 36 litri. Mentre la 727, che è la sorella scantonata, nella parte bassa è larga 16 cm al posto di 24, per un totale di 30 litri esterni.
Avrete sicuramente notato, qualche foto sopra, quanto la GIVI sia piena di graffi dovuti all’uso in fuoristrada. Non è un problema: come si vede qua sopra, parte di quegli 8 kg sono dovuti all’aggiunta di un pannello esterno protettivo in Hypalon (un elastomero molto resistente con cui si fanno i gommoni), che viene fissato con delle fibbie regolabili in modo da poter essere montato lento, così da poter ospitare un ulteriore bagaglio. Ad esempio io, tenendo le fibbie strette in fondo e molli in alto, c’ho infilato un sacchetto della spesa!
Borse da viaggio, la nota dolente: quanto sono larghe
Con le Enduristan la moto diventa una culona, ma è il prezzo da pagare per poterla caricare come un asino. Infatti passa il metro di larghezza, arrivando a 102 cm. Considerato che lo stretto manubrio della mia T7 arriva, con i contrappesi, a 84 cm, si capisce perché io sfili molto guardingo tra le auto, quando sono in mezzo al traffico.
Quando ho misurato 105 cm per le Rhinowalk, ho creduto che uno dei miei due emisferi cerebrali stesse prendendo in giro l’altro. Tutto avrei pensato tranne che le larghissime Enduristan, che portano un sacco di roba, fossero più strette di queste!
Le svizzere riescono a stare più “dentro” i telaietti, mentre le cinesi hanno le tasche esterne, che aumentano la larghezza. Ma la grossa differenza è che queste ultime sono facilmente comprimibili, mentre le Monsoon restano larghe anche quando sono completamente vuote.
Sulla GIVI pesa il fatto di avere un pannello interno di plastica, piuttosto spesso, per il meccanismo di aggancio, per cui si arriva a ben 113 cm. Nonostante io mi sia impegnato a fare la foto simmetrica, sembra che la parte sinistra sporga più della destra, al di là della scantonatura.
Anche qui la struttura è rigida, per cui non si riesce a comprimerla. Con il fatto che le borse si staccano in un nanosecondo, non solo le si usano quando servono veramente, ma si può anche girare usandone solo una.
Borse da viaggio, come si chiudono
Le Monsoon hanno quattro fibbie a sgancio rapido, due perpendicolari al senso di marcia e due parallele, poste molto vicine tra loro, così sganciarle è un attimo. Sono in plastica molto robusta, scorrono bene e sono tenaci. In più gli anni, il fango, il sale ecc. non li rovinano ed è uno dei motivi per cui Enduristan costa cara, ma vale la pena.
Le cinesi hanno due fibbie a sgancio rapido parallele, in plastica poco scorrevole (richiedono un certo sforzo) mentre perpendicolarmente il sistema di chiusura è affidato a quel nuovo tipo di gancio che sta andando di moda adesso e che io non amo, perché mi fa sentire cretino.
Per agganciare va bene, ma è lo sgancio che fa dubitare della mia intelligenza. Ho capito che la cosa va in porto se smolli la fettuccia, metti in verticale il gancio e cerchi di sfilarlo senza esercitare alcuna pressione verso l’alto. Quando ci riesco mi sento un figo, ma una fibbia a sgancio rapido resta la soluzione migliore, per me.
GIVI usa quattro fibbie a sgancio rapido, come Enduristan, ma sono più distanti tra loro. Le superiori sono molto grandi e hanno un sistema di blocco che impedisce ai ladri di aprire le borse… se non lo conoscono.
Borse da viaggio, il carico
Un modo scientifico per capire quanta roba si possa caricare sarebbe stata quella di riempirle d’acqua e calcolare il volume, ma il forellino della Rhinowalk avrebbe falsato il risultato. Sto scherzando, in realtà non credo in quel sistema perché un conto è il volume e un conto è la forma della scatola che lo contiene.
Se avessi una borsa cilindrica con un diametro di 1 cm e una lunghezza di 1 km, arriverei a circa 80 litri, ma non riuscirei a caricare neanche un costume da bagno.
Così, mi dissi: prendiamo le cose che ficco di solito nelle borse, nello specifico il poker da campeggio composto da tenda biposto, materassino gonfiabile, poltroncina modello “fatemi godere la cena” e sacco a pelo due stagioni da 1 kg. Vediamo quante di queste cose riescono a entrare in una borsa sola! Non è una prova scientifica, ma è molto efficace per avere un’idea sulle loro capacità.
Sulla Enduristan si riescono a mettere tutti e quattro i salsicciotti per il lungo e avanza ancora spazio. Tant’è che sono riuscito a farci stare pure due caschi. Si noti l’interno rosso, in vinile sigillato, tipico di Enduristan. Se lo fai nero, come in buona parte delle borse in circolazione, fai fatica a riconoscere i vari oggetti.
La Rhinowalk paga quei 4 cm di differenza in meno, nel senso della lunghezza, perché non riesce a ospitare gli oggetti per il lungo. Li metti in piedi ma ce ne stanno solo due. Poi, ovvio, visto che le borse sono due e che hai pure un comodo portapacchi di roba ne carichi anche con loro, ma la differenza con le Monsoon è impressionante, visto che esternamente non sono poi così più piccole.
L’interno è impermeabile e grigio chiaro, per lo stesso motivo per cui le Enduristan lo hanno rosso. Si attacca con una cerniera, quindi volendo lo si può togliere, magari per portare via tutto il contenuto senza smontare la borsa.
Con le GIVI bisogna fare due prove, dato che la 727 è più stretta sul fondo. La 725 porta i pacchi per il lungo. Li ospita tutti e quattro, ma è al limite. L’altra ne porta tre, uno sotto e due sopra. L’interno è impermeabile, beige, si può portare via (si fissa con il velcro) ed è dotato di una tasca con cerniera, per i documenti.
Borse da viaggio, conclusioni
Sono tre coppie di borse molto diverse tra loro, ciascuna con la sua filosofia e tutte e tre funzionano molto bene. Se io non dovessi andare in città e se il mio fuoristrada si limitasse alle strade sterrate scorrevoli, con le Enduristan avrei una borsa che, a dispetto di dimensioni esterne non così enormi, riesce a portare molta più roba delle altre due.
Per cui le terrei attaccate tutto l’anno. Ma siccome giro in città e faccio anche le mulattiere, come borse da non staccare mai preferisco le Rhinowalk. E poi ci sono le GIVI, che sono talmente facili da mettere e togliere che sarebbe la scelta migliore… se esistesse anche una sorellina con lo stesso attacco, ma in versione compatta, da 15 litri.

