La BMW R 1300 RS non appartiene del tutto al mondo delle sportive né a quello delle granturismo, ma la serie di cui fa parte è da sempre un punto di equilibrio tra due opposte filosofie, il piacere della guida dinamica e la comodità per i lunghi viaggi.
di Michael Minelli – foto Mario Ciaccia
Nel 1976 BMW Motorrad introduce un modello che cambia il modo di concepire le lunghe percorrenze. Le viene assegnata la sigla RS, acronimo di Reise und Sport ovvero Viaggio e Sport.
La BMW R 100 RS nasce in un’epoca in cui viaggiare velocemente in moto significa esporsi completamente all’aria e alle intemperie.
Gli ingegneri decidono di affrontare il problema con un approccio inedito sviluppando, per la prima volta su una moto di serie, una carenatura integrale fissata direttamente al telaio, progettata con l’ausilio della galleria del vento di Pininfarina.
Una soluzione rivoluzionaria capace non solo di proteggere il pilota, ma anche di migliorare la stabilità alle alte velocità grazie alla conseguente maggiore aderenza all’asfalto.
La R 100 RS ridefinisce il concetto di turismo veloce con scelte tecniche orientate alla massima stabilità, come i cerchi in lega, meno soggetti alle deformazioni alle alte velocità rispetto ai tradizionali raggi.
Curiosamente, le prime moto prodotte escono ancora con i cerchi a raggi, oggi tra le versioni più ricercate. Dal 1977 arrivano definitivamente i cerchi in lega e, poco dopo, anche il freno a disco posteriore.
La prima generazione rimane in produzione fino al 1984, evolvendosi costantemente prima di congedarsi con una serie limitata di appena cinquecento esemplari, oggi nota come Classic 500, i cui esemplari sono tra i più ambiti dai collezionisti del marchio.
Le evoluzioni della Reise und Sport
Negli anni successivi arriva la BMW K100 RS e il motore boxer viene temporaneamente messo da parte, ma il legame con il bicilindrico contrapposto è troppo forte per essere interrotto.
BMW decide di riportarlo al centro della scena nel 1993 con la BMW R 1100 RS, una moto che segna un punto di svolta perché introduce due innovazioni che consideriamo pilastri della filosofia progettuale BMW: il boxer a quattro valvole e il sistema di sospensione anteriore Telelever.
Soluzioni volte alla precisione di guida, comfort e stabilità, che confermano il ruolo della RS come laboratorio tecnologico dell’intera gamma.
Dopo sette generazioni, il concetto di Reise und Sport è ancora qui con la BMW R 1300 RS, una moto che raccoglie l’eredità di cinquant’anni di sviluppo, interpretandola con tecnologie derivate dal mondo automobilistico.
L’impostazione di guida è più raccolta rispetto a una tourer tradizionale, con il busto leggermente inclinato in avanti e una posizione che invita a cercare la traiettoria perfetta tra le curve.
Il nuovo boxer da 1.300 cc, il più potente mai realizzato in serie dalla Casa, offre una risposta pronta e vigorosa, mentre il telaio completamente riprogettato restituisce una precisione sconosciuta alle precedenti generazioni.
Eppure basta caricare le valigie, impostare una destinazione sul navigatore e lasciarsi scorrere i chilometri sotto le ruote per scoprire l’altra anima della RS.
Il parabrezza regolabile, le sospensioni elettroniche, il cruise control adattivo, la completa integrazione tra moto, smartphone e casco trasformano ogni trasferimento in un viaggio rilassato, dove la tecnologia lavora silenziosamente per aumentare sicurezza e comfort.
È questa capacità di essere due moto in una a raccontare meglio di qualsiasi dato tecnico il significato della sigla RS.
Con il nuovo Dynamic Suspension Adjustment (DSA) le sospensioni adattano continuamente l’assetto in funzione dello stile di guida, del fondo stradale e della modalità selezionata, offrendo un livello di efficacia dinamica finora inedito per una sport tourer boxer.
Il radar anteriore permette al cruise control adattivo di mantenere la distanza dal veicolo che precede, mentre quello posteriore monitora gli angoli ciechi segnalando l’eventuale presenza di altri mezzi.
In caso di frenata d’emergenza, il sistema comunica automaticamente il pericolo ai veicoli che seguono attraverso il lampeggio delle luci posteriori.
Tutto è integrato in un ecosistema che connette il navigatore turn-by-turn, lo smartphone e il sistema di comunicazione del casco direttamente al display TFT.
BMW R 1300 RS: la prova su strada
Per capire davvero la BMW R 1300 RS non basta osservarla da ferma, ma bisogna metterla in strada, possibilmente in un contesto misto.
L’abbiamo provata poco fuori Milano, in una giornata estiva luminosa, lungo un percorso che dalla città porta verso le campagne dell’Oltrepò. Un itinerario breve, ma vario abbastanza per capire il vero carattere della nuova RS.
Nel traffico cittadino la moto sorprende per l’equilibrio. Il boxer da 1.300 cc e 145 CV spinge con grande elasticità già ai bassi regimi grazie alla coppia generosa di 149 Nm e permette di procedere fluidi riducendo al minimo le cambiate.
Il peso si avverte nelle manovre da fermo, ma una volta in movimento la distribuzione delle masse rende la RS molto più leggera di quanto i numeri facciano credere.
Uscendo dalla città la moto cambia volto: su strada aperta il motore mostra tutta la sua forza con accelerazioni immediate e la spinta rimane piena anche ad alti regimi.
La capacità di essere due moto in una
La protezione aerodinamica, pur limitata rispetto a quella della RT, è più che sufficiente per velocità autostradali al limite senza affaticare eccessivamente il busto.
Per chi ama viaggiare il dato più interessante riguarda il comfort dinamico: le sospensioni DSA lavorano in modo impercettibile, assorbendo le irregolarità dell’asfalto senza però isolare il pilota dalla strada.
Trasmettono un ottimo feedback, ma senza quella rigidità che spesso penalizza le sportive tradizionali nei trasferimenti lunghi.
Tra i punti di forza emersi durante il test c’è sicuramente la capacità di mantenere un’andatura elevata con estrema naturalezza.
La RS non dà mai la sensazione di essere “tirata” e a 130 km/h il motore gira rilassato, l’aerodinamica protegge bene e la ciclistica trasmette una notevole sensazione di stabilità.
È la moto che vorremmo guidare in una lunga traversata alpina, quella che ci permette di giungere alla fine di una giornata di viaggio senza sentirci distrutti.
Molto convincente anche l’elettronica. Il cruise control adattivo funziona con fluidità e il radar posteriore aggiunge un livello di sicurezza apprezzabile nei cambi di corsia, soprattutto nei tratti più trafficati.
I compromessi non mancano: chi arriva da una vera granturismo noterà una protezione aerodinamica inferiore, soprattutto nella zona delle spalle e del casco.
Dopo diverse ore di autostrada il busto leggermente inclinato in avanti richiede più impegno fisico rispetto a una RT. Anche la sella, pur ben realizzata e imbottita, privilegia un supporto sportivo piuttosto che l’effetto “poltrona” delle tourer più orientate al comfort assoluto.
Un altro aspetto importante per il viaggiatore puro è la capacità di carico: con le sue valigie la RS diventa una compagna credibile per il turismo a medio-lungo raggio, ma il volume di carico rimane inferiore rispetto a quello della sorella RT o della GS.
Ed è qui che emerge la sua vera identità: La BMW R 1300 RS non è la scelta di chi vuole semplicemente arrivare lontano. È invece la moto per chi vuole che ogni chilometro di viaggio sia anche occasione di guida sportiva, il mezzo per chi ama affrontare un passo di montagna con traiettorie affilate, ma non vuole rinunciare alla possibilità di partire oltreconfine il giorno dopo.
Guardando l’evoluzione della RS, colpisce quanto sia rimasta fedele all’idea originale pur aggiornandosi tecnologicamente. Dal 1976 a oggi sono cambiate le potenze, i materiali, l’elettronica e persino il modo di intendere la sicurezza.
A rimanere immutata è la volontà di costruire una moto capace di emozionare tra le curve senza rinunciare al piacere di partire per un viaggio di migliaia di chilometri.
Il significato della sigla RS è rimasto lo stesso per mezzo secolo: Reise und Sport. Prima il viaggio, poi lo sport. O forse entrambi nello stesso momento.


