49° Motoraduno dell’Etna: la Sicilia da vivere in moto

Si è svolta a Belpasso (CT) la 49° edizione del Motoraduno dell’Etna, che ha visto centinaia di motociclisti invadere pacificamente le strade del paese etneo dal 28 luglio al 2 agosto.

di Federico Caponnetto


Alcune strade non conducono da un luogo all’altro ma, se vengono percorse in sella a una moto, diventano parte stessa del viaggio. È questa la sensazione che ha accompagnato il 49° Motoraduno dell’Etna, che ha trasformato ancora una volta il territorio etneo in un grande palcoscenico da vivere sulle due ruote.

La villa comunale di Belpasso ha ospitato le attività dedicate ai partecipanti, che hanno avuto modo di unire il piacere di ritrovarsi alla voglia di partire alla scoperta di un territorio che offre scenari capaci di cambiare continuamente.

Si entra nel vivo delle attività nella giornata del 1° agosto, con la partecipazione di diverse realtà del settore, tra cui SpecialBike e ProDAMP, con il tour in direzione del Castello di Nelson, nei pressi di Bronte.

I partecipanti possono così godere di un percorso pensato per mettere insieme il piacere della guida e la bellezza dei luoghi, attraversando alcuni degli scenari più suggestivi dell’area intorno al vulcano.

La moto è il mezzo ideale per assaporare questo territorio che cambia chilometro dopo chilometro: dalle pendici dell’Etna agli spazi più aperti dell’entroterra, dalle strade immerse nel verde ai panorami che raccontano una Sicilia lontana dalle rotte più convenzionali.

Arrivare in moto in un luogo così carico di storia come il Castello di Nelson significa aggiungere una dimensione ulteriore all’esperienza: quella del viaggio che incontra la memoria. La visita dà infatti modo ai partecipanti di scendere dalle proprie moto per immergersi in un luogo profondamente radicato nella storia dell’isola.

Nella giornata di domenica 2 agosto il motoraduno prosegue nella stessa Belpasso, precisamente al santuario della Vergine della Roccia, dove alle 10:30 si svolge la tradizionale benedizione dei caschi.

È un momento dal forte valore simbolico, capace di riunire la comunità dei motociclisti in un’atmosfera più intima e partecipata in cui il casco diventa il simbolo di un viaggio che va oltre i chilometri percorsi.

Benedire questi dispositivi indispensabili significa infatti affidare alla strada le proprie passioni e progetti, e soprattutto sancire il desiderio di continuare a viaggiare insieme, con attenzione e rispetto.

La manifestazione si chiude alle 16:00 dello stesso giorno con la premiazione, un momento per raccogliere il senso delle giornate trascorse e gettare le basi per il prossimo grande evento: la cinquantesima edizione del motoraduno, un numero importante che racconta una storia di incontri, chilometri, tradizioni e territori attraversati.

Sarà una nuova occasione per ritrovarsi, ma anche per celebrare un percorso lungo mezzo secolo in cui abbiamo imparato che il viaggio non è mai soltanto la destinazione, ma è la strada percorsa a fare la differenza.